Si finge morto per continuare a giocare

Si finge morto per continuare a giocare: l’assurda storia Meho

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Un giovanissimo Pro Player della Lega ESEA dello Sparatutto ammiraglio di Casa Valve, si è recentemente finto morto per continuare a giocare in un torneo pur essendo stato squalificato.

Come NON attirare l’attenzione:

In quest’ultimo periodo, il mondo dei videogiochi online non se la sta passando molto bene. Possiamo contare infatti diverse tragiche e premature morti, come quella del CEO di MSI, precipitato dal settimo piano a Taiwan, o quelle che hanno riguardato i celebri Reckful e Ohlana… l’intero movimento è sicuramente scosso da tutti questi tragici eventi, e leggere queste notizie alquanto “bizzarre”, può far nascere vere e proprie dispute non necessariamente pacifiche, verso determinati soggetti.

L’assurda storia di Meho, Pro Pleayer dell’ESEA, racconta la messa in scena, assieme ad altri quattro amici, della sua morte.
L’intera farsa era una vera e propria “forma di protesta” verso la Lega di appartenenza, in quanto questa lo avrebbe bandito dalle competizioni in seguito a dei comportamenti risultati scorretti.

Si finge morto per continuare a giocare. Esiste un reale motivo per tutto ciò?

Meho voleva tornare a tutti i costi a giocare in quel campionato, e non si è dato per vinto fin quando non ha inscenato questo incredibile teatrino.

La notizia è stata diffusa su quasi tutti i canali Social dei ragazzi (specialmente su Twitter), ed ha raggiunto i cuori di moltissimi giocatori della Community, increduli davanti a questo ennesimo colpo.
Surreale era però la storia che girava attorno a tutto questo teatrino: “Deceduto in un incidente d’auto” si poteva leggere nell’annuncio.
Portando dunque moltissime persone a commentare l’accaduto con frasi del tipo: “Ho parlato con Meho poco meno di 4 ore fa, è molto triste sentire di questa notizia”.

La farsa è però durò veramente poco (per fortuna).
Meho si è infatti dimostrata una persona poco sveglia, e nonostante gli amici cercassero di diffondere la falsa notizia della sua scomparsa, lui continuava tranquillamente a giocare le sue partite. Portando così la community a fare semplicemente due più due.

Non ci è voluto molto prima di smascherare la farsa organizzata dal gruppo di ragazzi (tutti minorenni tra l’altro). Ed allo stesso modo sono bastati pochi minuti per far rimbalzare la notizia nella community di tutto il mondo, dove si sono iniziate a sommare svariate segnalazioni proprio riguardo a Meho ed alla sua natura di giocatore “Toxic”.

Questa è infatti solamente l’ultima di una lunga lista di comportamenti negativi che da sempre caratterizzano questo giocatore, che a questo punto dovrà rinunciare (per sempre) a diventare un giocatore professionista del competitivo di Valve.

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Fonte: Clicca Qui.

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