Beta di Battlefield 2042: quali accessori scegliere per l’M5A3?

Beta di Battlefield 2042: quali accessori scegliere per l’M5A3?

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M5A3Da questa mattina è finalmente disponibile la beta di Battlefield 2042 per tutti i giocatori che possiedono il pre-acquisto del nuovo titolo EA e DICE.

L’Open Beta partirà ufficialmente fra un paio di giorni, a partire dal prossimo 8 Ottobre, quando Battlefield 2042 sarà finalmente disponibile all’accesso per tutti i player che lo desiderano.

Come per altri sparatutto, anche su Battlefield 2042 i devs hanno optato per inserire delle armi personalizzabili, con svariati accessori che possono notevolmente cambiare caratteristiche e funzionalità dei fucili e delle pistole da noi scelte.

In questo caso, per fornire il primo di una lunga serie di contenuti più specifici dedicati a Battlefield, vogliamo concentrarci proprio su una di queste armi, andando a consigliare quelli che al momento sembrano essere gli accessori migliori per la già celebre M5A3.

L’M5A3 è un fucile d’assalto che ha rapidamente guadagnato tantissimi apprezzatori in queste prime ore di open beta, e si presenta come una delle opzioni più valide e solide per le fight combattute in mid/long range (quindi i combattimenti a distanza più sostenuta).

Ricordiamo che il sistema delle classi di Battlefield ci consente di settare i nostri accessori direttamente in game, cosi da poter rapidamente cambiare i nostri accessori anche quando ci si ritrova già impegnati in una partita.

Per quanto riguarda i quattro oggetti selezionati, vediamo che nella classe attualmente più consigliata vi sono la canna Estesa, l’ottica Maul Hybrid 1.5-3x (comoda per affrontare le fight a distanze più o meno ravvicinate grazie allo zoom variabile), i proiettili Standard Issue ed il Cobra Grip come accessorio dello slot dedicato al sottocanna.

Ovviamente Mackay l’operatore più consigliato, che grazie ai suoi rampini può rapidamente permetterci di prendere posizioni elevate da dove mitragliare i nostri nemici, mentre come equipaggiamento è preferibile scegliere l’Ammo Crate, ovvero il box per le munizioni, imprescindibile visto l’elevato numero di colpi che “divora” l’M5A3.

Speriamo che questi rapidi consigli sulle impostazioni dell’arma e sulla classe da scegliere vi possano essere utili per le vostre partite nella nuova beta. Nelle prossime ore continueremo a pubblicare nuovi approfondimenti interamente dedicati al nuovo sparatutto di DICE e EA.

Cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

Ecco come si presenta su Battlefield 2042 il devastante fucile d’assalto M5A3

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SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

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Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

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Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

Nerd di tutto il mondo, UNITEVI! 

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

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Probabilmente qualche mese ma nessuno si sarebbe mai aspettato di trovarsi costretto a ricordare Battlefield 2042 come uno dei capitoli più fallimentari dell’intera omonima saga. Una storia iniziata quasi in contrasto allo strapotere ottenuto da Warzone, poi finita in tragedia.

A destare particolare stupore in community, causando anche un certo quantitativo di ”sfottò” ai danni di quelli che elogiavano il titolo come prossimo campione d’incassi, sono i dati condivisi nella giornata di ieri dai sempre affidabili colleghi di Streamcharts.

Secondo le loro stime ufficiali, il gioco starebbe in queste settimane raggiungendo i minimi storici d’apprezzamento… Con un numero di giocatori connessi che farebbe vergognare anche la compagnia indie meno conosciuta. Il massimale di giocatori raggiunti in quest’ultima settimana si aggira infatti intorno ai 1000 in tutto il mondo, per la precisione 979.

Battlefield 2042 – Un esperimento fallimentare che la dice lunga anche su Warzone

I videogiocatori nati, come il sottoscritto, nell’era Play Station 3, ricorderanno perfettamente Battlefield come una delle saghe capostipite del genere FPS moderno, che con COD (e ben prima dell’avvento di Warzone sul mercato) aveva instaurato una solida e sana rivalità.

Leggere questi dati, per chi ha mosso i propri primi passi come gamer proprio su questo titolo, è sicuramente doloroso. Ma una volta scacciati i brutti pensieri è tempo delle considerazioni e delle domande sul futuro.

Possibile che questo sia stato l’ultimo, disperato esperimento da parte di EA per risollevare il brand di BF dopo la perdita di popolarità in seguito a Battlefield 4? Ci sarà un futuro per questa saga, oppure è ora di dire addio ad un mito che nel mondo del gaming è riuscito davvero a cambiare le cose?

Solo il futuro può risponderci, ma come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure in community. A questa potrete accedere usando i pulsanti che troverete in cima alla pagina.

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La guerra entra a gamba tesa negli esports – il ministro Fedorov ai publisher: “bloccate tutti gli account da Russia/Bielorussia”

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Fedorov Esports – Pochi minuti fa è stato condiviso su Twitter un post molto importante da parte del Ministro della trasformazione digitale dell’Ucraina Mykhailo Fedorov. Fedorov ha infatti ufficialmente chiesto al mondo dei videogame di bannare in blocco tutti i giocatori russi/bielorussi.

Il giovanissimo Ministro (Fedorov ha solamente 31 anni, ndr) si è infatti rivolto con una lettera a tutti i publisher ed a tutte le piattaforme incentrate sui videogame e sugli esports, chiedendo l’immediato supporto nella guerra tra Ucraina e Russia.

Il supporto, in questo caso richiesto da Fedorov, consisterebbe nel ban temporaneo di tutti gli account provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia.

La richiesta non lascia spazio ai fraintendimenti: “faccio appello perchè vengano temporaneamente bloccati tutti gli account russi/bielorussi;“. E prosegue: “perché tutte le squadre russe/bielorusse vengano estromesse dalle competizioni, e che vengano cancellati gli eventi internazionali esports previsti sul suolo russo/bielorusso“.

Il messaggio è diretto ovviamente a tutti i publisher del settore, ma Fedorov ha esplicitamente citato PlayStation ed Xbox. Con un altro post ha invece chiesto a Gameloft, Riot Games, Electronic Arts, Ubisoft e Wargaming, di chiudere immediatamente gli uffici presenti sul suolo russo.

Cosa si cerca di ottenere con queste azioni? 

Il motivo per il quale in questo momento l’Occidente sta cercando di “isolare” i russi dal resto del mondo è abbastanza elementare, come confermato dallo stesso Fedorov: “queste azioni motiveranno i russi a prendere parte proattiva contro la guerra e l’aggressione militare“.

Questo però è solo un aspetto di tutta questa vicenda, perché azioni simili, proprio perché estreme, possono anche spingere pericolosamente verso uno scontro ancor più frontale.

Al momento non sappiamo come risponderà l’industria del gaming a questo appello, ma non appena disponibili non esiteremo a riportarvi eventuali aggiornamenti.

La lettera di Fedorov al mondo degli esports

La lettera originale inoltrata da Fedorov ai publisher

Il post rivolto ai publisher con sede anche in Russia

Voi cosa ne pensate community? Riterreste legittima un’eventuale esclusione “di massa” della community russa dai videogame? La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

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