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Samito insulta ed aggredisce verbalmente uno spettatore: perchè l’essere “Toxic” non è fonte di vergogna?

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Lo streamer di Overwatch Sam ‘Samito’ Dawahare torna a far parlare di se, ed ancora una volta lo fa non per qualche incredibile azione consumata in partita, ma per quanto il suo livello di “toxic player” sia dannatamente elevato.

Samito è uno di quei giocatori che, quando perde la pazienza, tende ad assumere atteggiamenti molto aggressivi, contraddistinti da un vocabolario particolarmente folto di vocaboli ed appellativi offensivi, quando anche di veri e propri inviti al suicidio.

Samito è quindi un Toxic Player, uno di quei membri che risultano “tossici” per il resto della comunità e che sono quindi del tutto inutili all’interno della stessa, capaci solo di creare nervosismo ed intolleranza all’interno di un contesto che dovrebbe essere invece solamente incentrato sulla leggerezza e sul divertimento.

L’ultimo degli episodi in cui ha dato una cattivissima prova di se si è consumata una manciata di ore fa, quando nel bel mezzo della diretta, ed a seguito di una sconfitta evidentemente “indigesta”, Samito si è scagliato contro uno spettatore (“reo” di aver preso in giro lo streamer sulla chat) augurandogli ogni genere di male, anche la “morte celebrale”…il tutto  condito da insulti ed offese ovviamente.

Al momento non sembra che Samito abbia ricevuto alcun tipo di “bacchettata”, ne da You Tube, ne tantomeno dai Florida Mayhem, che oltre ad essere uno dei team più seguiti della Overwatch League è anche la squadra per la quale Samito è sotto contratto come content creator.

Il video in cui Samito perde la “pazienza”

Non si capisce a questo punto perché, ad iniziare proprio dalle grandi aziende e dalle più importanti squadre, non si faccia fronte unico contro tutti i toxic player, anche nel caso in cui ad essere Toxic è uno streamer, magari anche con un discreto seguito.

D’altro canto non è un segreto che all’interno della scena esports e di quella “streaming” (il fenomeno cambia d’intensità da gioco a gioco) l’essere “toxic” venga in alcuni casi riconosciuto come uno “status” alternativo, degno di nota…mentre invece dovrebbe essere solamente il “motivo” per il quale si viene gentilmente accompagnati alla porta per uscire dalla community.

Voi cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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