Un leak rivela Rebirth Island nella playlist di Warzone

Un leak rivela Rebirth Island nella playlist di Warzone

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Da diverse ore sta circolando sul web un’immagine che ha scatenato l’entusiasmo di tantissimi giocatori in tutto il mondo, specialmente tra quelli che giocano a Warzone sin dalla primissima era del titolo.

Un leaker ha infatti svelato l’immagine di una playlist all’interno della quale è presente anche Rebirth Island, forse la mappa “più amata” di sempre della storia di Warzone e prima storica in cui si è giocata la modalità Ritorno.

Dall’immagine condivisa dal leaker, si può leggere che il numero di giocatori massimo sulla mappa sarà di 44, mentre per quel che concerne l’ambientazione, dovremmo assistere al rilascio di una mappa estremamente simile alla “primissima Rebirth” giunta con la Stagione 1 di Black Ops a Dicembre 2020.

Riguardo alle tempistiche invece, sappiamo che Rebirth Island dovrebbe sbarcare ufficialmente tra la quarta e la quinta stagione, e quindi sicuramente o durante o direttamente dopo l’estate. Molto prima toccherà invece ad un’altra vecchia conoscenza dei giocatori di Warzone, ovvero la mappa di Fortune’s Keep.

Nel video dei leak non solo Rebirth Island nel futuro di Warzone… 

La celebre mappa “italiana” Fortune’s Keep è infatti attesa tra la seconda e la terza stagione del 2024, e quindi entro e non oltre la fine del prossimo Marzo. La maggior parte degli esperti però, ritiene che Fortune’s Keep sarà disponibile già a Febbraio con la Season  2, con Rebirth  che verrà aggiunta esattamente 2 stagioni dopo.

Anche Verdansk è attesa di ritorno su Warzone, anche se probabilmente dovremo attendere la fine dell’anno per poter tornare a giocare sulla mappa “originale” del BR Activision…

Non appena saranno disponibili nuovi e più aggiornati dettagli, non  esiteremo a riportarli qui su Powned. Restate sintonizzati con noi per non perdere neanche un singolo aggiornamento.

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La soluzione al cheating di Warzone è l’identità digitale, per Nadeshot: “i cheater andrebbero perseguiti penalmente”

La soluzione al cheating di Warzone è l’identità digitale, per Nadeshot: “i cheater andrebbero perseguiti penalmente”

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29/02/2024 20:08 di Marco "Stak" Cresta
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Il celebre Nadeshot si è recentemente espresso riguardo alla drammatica situazione dei cheater su Warzone, proponendo una “soluzione” che potrebbe sradicare, per sempre, qualsiasi tipo di problema legato alla presenza degli imbroglioni.

Secondo il fondatore dei 100Thieves infatti, basterebbe legare gli account dei giocatori alle loro identità in real life, con salatissime punizioni per tutti quelli beccati ad imbrogliare. Si parlerebbe quindi di una vera e propria identità digitale, per la quale un giocatore dovrebbe presentare il proprio documento (una carta d’identità, una patente o un passaporto) per poter regolarmente scaricare e giocare ad un titolo multiplayer.

In questo modo, prima di tutto si eviterebbe lo “spam” nella creazione di nuovi account una volta bannati: tutti i giocatori avrebbero una sola e singola opportunità, sapendo che quelli che dichiareranno il falso (ad esempio utilizzando i documenti di qualcuno diverso da loro stessi) incorreranno in un vero e proprio reato penale.

Non solo questo però, visto che per Nadeshot sarebbe necessario legiferare sui cheater, facendo ricadere nel penale la loro infrazione. Ovviamente si parlerebbe di multe salatissime, che se non pagate potrebbero tranquillamente essere convertite in lavori socialmente utili.

Nadeshot tuona contro i cheater: “id legato agli account, e reato penale per chi imbroglia”

La redazione di Powned sono anni che parla di identità digitale e giochi multiplayer, ed è quindi totalmente d’accordo con quanto affermato da Nadeshot.

I cheater sono un “cancro” per i giochi multiplayer, ed in generale sono persone che andrebbero allontanate a tempo indeterminato non solo da Warzone, ma da qualsiasi altro titolo multiplayer. In questo senso speriamo che la recente fusione di Activision Blizzard con Microsoft possa servire da vero e proprio volano per l’allontanamento permanente dei cheater da tutti i titoli del gruppo.

Sicuramente alcuni dei nostri lettori storceranno il naso davanti a tanta “durezza”… Ma siamo altresì convinti che non è con gli anti-cheat che si andrà a vincere questa battaglia, ne con i “semplici” ban di account gratuiti e facilmente “ricreabili”.

Per ricapitolare quindi, la proposta di Nadeshot (che Powned approva e sottoscrive in toto) prevede che:

  • Tutti gli account di Call of Duty dovranno essere collegati ad un numero di telefono e ad una carta d’identità
  • I cheater colti sul fatto saranno perseguiti penalmente ed estromessi da qualsiasi tipo di servizio online (sarebbe un vero e proprio sogno proibirgli finanche l’uso di piattaforme di Streaming e simili), con multe di svariate migliaia di Euro

Con queste due mosse, siamo sicuri che il fenomeno dei cheater cesserebbe di esistere nell’arco di 24 ore, e forse anche in meno… Voi cosa ne pensate community? Siete d’accordo con quanto scritto qui e con quanto affermato da Nadeshot? Fatecelo sapere con un commento sul gruppo, la discussione, come sempre, è aperta!

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

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Aggiunto un nuovo mirino su Warzone che trasforma le armi in “NO RECOIL”: ecco come ottenerlo

Aggiunto un nuovo mirino su Warzone che trasforma le armi in “NO RECOIL”: ecco come ottenerlo

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29/02/2024 17:56 di Marco "Stak" Cresta
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Speciale Mirino “No Recoil” – Con le nuove sfide settimanali è stato aggiunto su Warzone un nuovo accessorio che sicuramente farà discutere, e non poco, nei giorni a seguire.

Stiamo parlando della nuova ottica Jack GlassLess, un mirino ideale per giocare a distanza media o ravvicinata, che può essere montato su qualsiasi tipologia di arma di Warzone. A livello estetico questo nuovo mirino si presenta come un accessorio tecnologicamente avanzato, caratterizzato da un vetrino con un puntatore eccezionalmente preciso.

La principale peculiarità del Jack GlassLess non è però relativa alla sua estetica, quanto più al beneficio che garantisce una volta montato sull’arma.

Di fatto questo mirino trasforma le nostre armi in delle sostanziali “no recoil”, e va a pulire il fastidiosissimo rinculo visivo che tanto affligge i giocatori di Warzone. In molti parlano di questo accessorio come di un oggetto assolutamente “rotto”, che potrebbe quindi ricevere presto un intervento da parte degli sviluppatori.

Come sbloccare il nuovo mirino di Warzone Jack GlassLess? 

Per aggiungere alla vostra collezione questo mirino, non dovrete far altro che completare 5 delle sfide settimanali della “Week 4“, disponibili da ieri sul titolo di Activision.

Ricordiamo che le sfide settimanali della Week 4 di Warzone sono le seguenti (è importante che almeno 5 di queste vengano completate per ottenere il Jack GlassLess Optic):

  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione nordoccidentale (Resort, Power, Seaport, Cargo).
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione meridionale (City, Suburbs, Manor).
  • In Warzone, posizionati tra i primi 10 5 volta/e.
  • In Warzone, ottieni 40 uccisioni con l’operatore o assisti all’uccisione con un’arma consigliata.
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione orientale (base militare o Farms).
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione regione centrale (Old Town, Low Town).
  • In Warzone, completa 15 contratti.

Avete già provato questo accessorio rottissimo di Warzone community? Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti: la discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

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Attacco DDoS ai server di Battle.net: Warzone crasha in tutto il continente

Attacco DDoS ai server di Battle.net: Warzone crasha in tutto il continente

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29/02/2024 17:25 di Marco "Stak" Cresta
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Nel corso della serata di ieri, tra l’altro nel bel mezzo del Game 4 del primo stage del “Warzone Moonryde Customs x ROG STRIX SCAR, i server di Battle.net sono andati offline causando crash in tutto il continente.

Quello che sembrava un “normale” episodio dei crash dei server rivela in realtà una problematica molto più grave… Che preoccupa, e riguarda, centinaia di migliaia di player in tutto il mondo.

All’incirca verso le 23.00 (ora italiana), i server di Battle.net sono stati infatti colpiti da un importante attacco DDoS, il cui scopo era proprio quello di “mandare offline” le sessioni di gioco su tutti i titoli di Blizzard.

Sono stati quindi colpiti i giocatori di Overwatch, quelli di Warcraft ed ovviamente anche quelli di Warzone. Il problema si è manifestato con una vera e propria spike di lag sui server, tantissima latenza quando non l’interruzione totale della sessione di gioco.

Chi sono i responsabili dell’attacco DDoS ai server Blizzard? E cosa sarebbe un attacco DDoS?

L’attacco DDoS è un’azione del tutto criminale il cui fine è quello di “sospendere” e “mandare offline” i server di gioco.  Quando iniziano questi attacchi DDoS, i server vengono quindi letteralmente “bombardati”, al punto che diventa impossibile per i giocatori accedere ai loro titoli preferiti.

Al momento restano sconosciute le ragioni dell’attacco, non essendoci stato alcun gruppo che ha effettivamente rivendicato lo shutdown dei server di Activision Blizzard, anche se questa non è certamente la prima volta che Activision (ed ancor di più Blizzard), si ritrovano sotto al fuoco incrociato degli hacker.

Come evitare di essere nuovamente “vittime” degli attacchi DDoS? 

Purtroppo non esiste una vera e propria “ricetta” per evitare nuovamente il problema. I giocatori di Warzone che avviano il gioco da Battle.net potrebbero migrare su Steam, che fino ad oggi si è rivelato molto più “blindato” e sicuro rispetto all’app di Battle.net, ma per tutti gli altri l’unica cosa da fare è “sperare” che questi episodi non si ripresentino nuovamente.

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

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