L’inutilità di essere il prescelto: il deludente destino di Jon Snow

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L’ottava stagione de Il Trono di Spade ha chiuso un’epopea ormai decennale. Questa ultima iterazione del racconto fantasy di George R.R. Martin, è stata abbastanza controversa ed ha sollevato un polverone mediatico. Molti dei personaggi che abbiamo amato durante le sette stagioni precedenti sono stati stravolti, diventando l’ombra di ciò che erano. La trasformazione peggiore è stata, in assoluto, quella di Jon Snow.

L’involuzione

Dopo la morte di Ned Stark e di Rob Stark tutti noi abbiamo pensato che, il caro Jon, fosse effettivamente il protagonista della serie (insieme a Daenerys). Persino il titolo dell’opera letteraria da cui è tratta la serie (Le cronache del ghiaccio e del fuoco), faceva pensare a questo tipo di conclusione. Lui doveva essere la soluzione a tutti i conflitti, l’unico capace di portare la pace nei Sette Regni, essendo l’unione delle due storiche casate di Westeros (Targaryen e Stark).

Nel corso delle varie stagioni a cui abbiamo assistito, la “carriera” di Jon è stata una continua scalata: prima semplice guardiano della notte, poi Lord Comandante, poi Re del Nord e poi legittimo pretendente al Trono di Spade (vista la sua doppia discendenza Targaryen/Stark).

Purtroppo, però, nell’ottava stagione il suo personaggio è letteralmente crollato su stesso. In questa ultima serie Jon Snow è stato completamente assente, rimanendo relegato quasi al ruolo di comprimario. Non ha mai preso delle decisioni importanti, ha sempre agito in nome di questo o quel personaggio venendo manovrato come un burattino da chiunque.

Il rifiuto del proprio destino

E’ vero Jon Snow non ha mai voluto essere un re. Non ha mai voluto sedersi sul trono, non hai ma voluto la gloria, i soldi e l’onore eterni. Sin da quando è stato arruolato nei Guardiani della Notte, ha sempre sognato di essere libero, di essere lontano dai giochi e dalle trame delle varie corti. Perciò il suo non voler regnare sui Sette Regni può starci in un certo senso.

Ma ricordiamoci che dopo essere morto nella stagione cinque, lui è tornato in vita con uno scopo: eliminare la piaga degli Estranei, lui era il prescelto di R’llhor (o almeno di questo ci hanno convinto). Non ha fatto nemmeno quello, visto che è stata sua sorella/cugina Arya a dare il ben servito al Re della Notte. Si è dimostrato, ancora una volta, poco utile e succube di ciò che gli stava succedendo intorno.

Ha fatto solo una cosa: uccidere la donna che amava e che gli ha salvato il sedere più e più volte. Molti sostengono che Daenerys fosse impazzita e che Jon abbia agito nel verso giusto, “salvando” i Sette Regni e compiendo quindi la missione per cui era stato scelto da R’llhor.
Mettiamo anche il caso che questa spiegazione sia vera, a quel punto il caro bastardo di casa Stark sarebbe, forse, dovuto morire. Tutti i prescelti del Signore della Luce hanno subito questo destino, ma Jon l’ha scampata. Quindi o gli sceneggiatori hanno sbagliato di grosso, oppure non era questa la missione che doveva compiere.

Il finale di Jon Snow

Alla fine della fiera, Jon è diventato un regicida condannato da Re Bran ad unirsi di nuovo ai Guardiani della Notte (ancora non si capisce a cosa potrebbero servire vista la pace con i Bruti e la sconfitta degli Estranei). Arrivato al Castello Nero, il nostro protagonista, incontra Tordmund che aveva occupato la fortezza ormai abbandonata.

I due non si dicono nemmeno una parola, preparano le loro cose e partono per il vero nord, lasciandosi alle spalle tutte le trame dei vari regni degli uomini “non liberi”. Come si è detto prima, il finale è comprensibile perché la volontà del personaggio è sempre stata questa. Le modalità con cui si è arrivati a questa conclusione, non s’inquadrano con l’evoluzione che Jon Snow ha affrontato.

Indubbiamente è deludente vedere cosa Jon sia diventato alla fine della sua storia, un personaggio fortemente provato che già si pente (o comunque non è sicuro) di ciò che ha fatto. Non ha mai preso una decisione perché voleva prenderla, è stato manovrato prima da Daenerys, poi dalle sorelle/cugine ed infine da Tyrion che l’ha spinto ad uccidere la sua amata.

Infine la sua vera natura è rimasta praticamente celata e non si è fatta la minima menzione durate le scene finali dell’ultimo episodio rispetto a quello che sarebbe dovuto essere il legittimo erede al trono di Westeros.

Dispiace vedere un personaggio così bello, preso e smontato completamente, buttando alle ortiche tutta la coerenza data dalla serie. Sicuramente non è facile mantenere una certa precisione nelle sceneggiature senza i libri, ma non è nemmeno possibile sopportare questo scempio scellerato.

Nei nostri cuori Jon Snow sarà sempre un grande personaggio, con una piccola e sfortunata parentesi nella stagione 8.