La “MILANO” torna su Warzone: Swagg propone la SMG per i tiri a lunga distanza

La “MILANO” torna su Warzone: Swagg propone la SMG per i tiri a lunga distanza

Profilo di Stak
 WhatsApp

I giocatori più esperti di Warzone ricorderanno sicuramente il periodo durante il quale la Milano 821, celebre pistola mitragliatrice dell’era Black Ops Cold War, era particolarmente in voga anche come arma long range.

Da sempre nella storia di Call of Duty le SMG sono sempre state utilizzate come armi da distanza ravvicinata, e mai nessuno si sarebbe sognato di montare su una di queste un’ottica dedicata per i tiri a 30 metri ed oltre. L’episodio della Milano è stato talmente unico da essere ricordato ancora oggi, a quasi 3 anni di distanza…

Oggi però questo fatto si ripete, con una nuova SMG particolarmente “utile” anche sui bersagli a distanze più sostenute… Stiamo parlando della WSP-9, piccola pistola mitragliatrice che se provvista di ottica dedicata Corio Eagleseye 2.5X può diventare una vera mattatrice su tutti i tiri oltre i 15/20 metri.

Il principale “promoter” di questa nuova versione è Swagg, con il collega di Faze Booya che ha invece optato per un mirino da distanze più ravvicinate (ma comunque in chiave “support”). Andiamo a scoprirne tutti i dettagli…

SMG utile anche in long range su Warzone? Ecco il nuovo loadout della WSP-9 di Swagg

warzone armi loadout WSP-9 support di BOOYA
warzone armi loadout WSP-9 LONG RANGE (ex Milano 821) di Swagg

Cosa ne pensate di questa singolare scelta del team Faze di utilizzare la WSP-9 in chiave mid e long range community? Avreste mai pensato a qualcosa di simile per le vostre sessioni di gioco su Warzone? Fatecelo sapere nei commenti, la discussione, come sempre, è aperta!

Articoli correlati:

La polizia usa Call of Duty per “reclutare” nuovi agenti, il capo si scusa: “abbiamo sbagliato”… Ma non è la prima volta…

La polizia usa Call of Duty per “reclutare” nuovi agenti, il capo si scusa: “abbiamo sbagliato”… Ma non è la prima volta…

Profilo di Stak
01/03/2024 19:51 di Marco "Stak" Cresta
 WhatsApp

La polizia statunitense ci “ricasca” ed utilizza Call of Duty in una campagna di reclutamento per fare leva sui ragazzini…

Ci riferiamo in particolare al dipartimento di polizia di Peoria, città dell’Illinois, che ha recentemente usato un poster di reclutamento con il font ed il logo di Call of Duty per “catturare” l’attenzione dei più giovani. In questo annuncio si può leggere “smettila di giocare e rispondi al Call Of Duty! Entra nel PPD” (Call of Duty significa, letteralmente, “chiamata al dovere”, ndr)… Un utilizzo mostruoso del nome, del logo e finanche del “font” di COD, che ancora una volta abbina la violenza, quella vera e “tangibile”, con un videogioco.

Evidentemente per alcuni agenti delle forze di Polizia i ragazzi, ed in generale gli appassionati di FPS, giocano agli sparatutto come Call of Duty perché implicitamente bramano la sensazione di “potere” garantito dal tenere in mano un’arma ed un distintivo… Un qualcosa che ha ovviamente sconcertato la popolazione di Peoria, oltre a quella del resto del mondo, e che ha quindi “obbligato” il Dipartimento a fare velocemente un passo indietro, con tanto di scuse pubbliche.

Quando la reazione di sdegno si è propagata tra i cittadini, il dipartimento di polizia ha infatti ceduto rilasciando una dichiarazione in cui si scusava per l’annuncio, soprattutto visto che, come ammesso dagli stessi poliziotti, il post era rivolto proprio al pubblico ed ai giocatori più giovani.

Il post della polizia su Call of Duty, poi le scuse del Capo Echevarria

A parlare è stato direttamente il capo del dipartimento Eric Echevarria, che al Journal Star ha affermato: “Voglio scusarmi, scusarmi sinceramente, se qualcuno si è offeso o se abbiamo offeso qualcuno. Dipende unicamente da me.

Non è mai stata mia intenzione offendere nessuno dei membri della nostra comunità con il volantino di reclutamento pubblicato ieri sulla nostra pagina Facebook. Era semplicemente un’immagine di reclutamento che pensavo potesse attrarre e connettere una generazione più giovane. Me ne assumo la responsabilità e mi scuso sinceramente“.

Echevarria ha anche promesso che in futuro lui e il resto del dipartimento saranno molto più attenti alle “strategie” di reclutamento, anche se resta l’amaro in bocca per l’ennesima figuraccia collezionata dal corpo di polizia statunitense.

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

Articoli correlati: 

La soluzione al cheating di Warzone è l’identità digitale, per Nadeshot: “i cheater andrebbero perseguiti penalmente”

La soluzione al cheating di Warzone è l’identità digitale, per Nadeshot: “i cheater andrebbero perseguiti penalmente”

Profilo di Stak
29/02/2024 20:08 di Marco "Stak" Cresta
 WhatsApp

Il celebre Nadeshot si è recentemente espresso riguardo alla drammatica situazione dei cheater su Warzone, proponendo una “soluzione” che potrebbe sradicare, per sempre, qualsiasi tipo di problema legato alla presenza degli imbroglioni.

Secondo il fondatore dei 100Thieves infatti, basterebbe legare gli account dei giocatori alle loro identità in real life, con salatissime punizioni per tutti quelli beccati ad imbrogliare. Si parlerebbe quindi di una vera e propria identità digitale, per la quale un giocatore dovrebbe presentare il proprio documento (una carta d’identità, una patente o un passaporto) per poter regolarmente scaricare e giocare ad un titolo multiplayer.

In questo modo, prima di tutto si eviterebbe lo “spam” nella creazione di nuovi account una volta bannati: tutti i giocatori avrebbero una sola e singola opportunità, sapendo che quelli che dichiareranno il falso (ad esempio utilizzando i documenti di qualcuno diverso da loro stessi) incorreranno in un vero e proprio reato penale.

Non solo questo però, visto che per Nadeshot sarebbe necessario legiferare sui cheater, facendo ricadere nel penale la loro infrazione. Ovviamente si parlerebbe di multe salatissime, che se non pagate potrebbero tranquillamente essere convertite in lavori socialmente utili.

Nadeshot tuona contro i cheater: “id legato agli account, e reato penale per chi imbroglia”

La redazione di Powned sono anni che parla di identità digitale e giochi multiplayer, ed è quindi totalmente d’accordo con quanto affermato da Nadeshot.

I cheater sono un “cancro” per i giochi multiplayer, ed in generale sono persone che andrebbero allontanate a tempo indeterminato non solo da Warzone, ma da qualsiasi altro titolo multiplayer. In questo senso speriamo che la recente fusione di Activision Blizzard con Microsoft possa servire da vero e proprio volano per l’allontanamento permanente dei cheater da tutti i titoli del gruppo.

Sicuramente alcuni dei nostri lettori storceranno il naso davanti a tanta “durezza”… Ma siamo altresì convinti che non è con gli anti-cheat che si andrà a vincere questa battaglia, ne con i “semplici” ban di account gratuiti e facilmente “ricreabili”.

Per ricapitolare quindi, la proposta di Nadeshot (che Powned approva e sottoscrive in toto) prevede che:

  • Tutti gli account di Call of Duty dovranno essere collegati ad un numero di telefono e ad una carta d’identità
  • I cheater colti sul fatto saranno perseguiti penalmente ed estromessi da qualsiasi tipo di servizio online (sarebbe un vero e proprio sogno proibirgli finanche l’uso di piattaforme di Streaming e simili), con multe di svariate migliaia di Euro

Con queste due mosse, siamo sicuri che il fenomeno dei cheater cesserebbe di esistere nell’arco di 24 ore, e forse anche in meno… Voi cosa ne pensate community? Siete d’accordo con quanto scritto qui e con quanto affermato da Nadeshot? Fatecelo sapere con un commento sul gruppo, la discussione, come sempre, è aperta!

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

Articoli correlati: 

Aggiunto un nuovo mirino su Warzone che trasforma le armi in “NO RECOIL”: ecco come ottenerlo

Aggiunto un nuovo mirino su Warzone che trasforma le armi in “NO RECOIL”: ecco come ottenerlo

Profilo di Stak
29/02/2024 17:56 di Marco "Stak" Cresta
 WhatsApp

Speciale Mirino “No Recoil” – Con le nuove sfide settimanali è stato aggiunto su Warzone un nuovo accessorio che sicuramente farà discutere, e non poco, nei giorni a seguire.

Stiamo parlando della nuova ottica Jack GlassLess, un mirino ideale per giocare a distanza media o ravvicinata, che può essere montato su qualsiasi tipologia di arma di Warzone. A livello estetico questo nuovo mirino si presenta come un accessorio tecnologicamente avanzato, caratterizzato da un vetrino con un puntatore eccezionalmente preciso.

La principale peculiarità del Jack GlassLess non è però relativa alla sua estetica, quanto più al beneficio che garantisce una volta montato sull’arma.

Di fatto questo mirino trasforma le nostre armi in delle sostanziali “no recoil”, e va a pulire il fastidiosissimo rinculo visivo che tanto affligge i giocatori di Warzone. In molti parlano di questo accessorio come di un oggetto assolutamente “rotto”, che potrebbe quindi ricevere presto un intervento da parte degli sviluppatori.

Come sbloccare il nuovo mirino di Warzone Jack GlassLess? 

Per aggiungere alla vostra collezione questo mirino, non dovrete far altro che completare 5 delle sfide settimanali della “Week 4“, disponibili da ieri sul titolo di Activision.

Ricordiamo che le sfide settimanali della Week 4 di Warzone sono le seguenti (è importante che almeno 5 di queste vengano completate per ottenere il Jack GlassLess Optic):

  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione nordoccidentale (Resort, Power, Seaport, Cargo).
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione meridionale (City, Suburbs, Manor).
  • In Warzone, posizionati tra i primi 10 5 volta/e.
  • In Warzone, ottieni 40 uccisioni con l’operatore o assisti all’uccisione con un’arma consigliata.
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione orientale (base militare o Farms).
  • In Warzone Urzikstan, apri 20 casse bottino nella regione regione centrale (Old Town, Low Town).
  • In Warzone, completa 15 contratti.

Avete già provato questo accessorio rottissimo di Warzone community? Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti: la discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook – Instagram)

Articoli correlati: