GamerDoc su Twitter: “le console non sono esenti dai cheaters; la situazione potrebbe presto peggiorare”

GamerDoc su Twitter: “le console non sono esenti dai cheaters; la situazione potrebbe presto peggiorare”

Profilo di Stak
 WhatsApp

Console Cheaters – Il problema legato all’eccessivo numero di cheaters ha quasi sempre esclusivamente riguardato i giocatori PC, mentre non è mai riuscito ad attecchire sulle console dove i programmi malevoli sono infatti incredibilmente più rari.

La situazione tra PC e console riguardo la presenza di cheater è talmente differente che alcuni giocatori di Play Station e Xbox, per evitare di incontrare gli imbroglioni, arrivano anche al punto di disattivare il crossplay di giochi come Warzone cosi da non rischiare di vedere andare in fumo le loro sessioni di gioco.

Secondo il noto Gamerdoc però, analyst del sistema anti-cheat Vanguard, la situazione potrebbe presto cambiare (in peggio), con delle brutte ma significative novità che sono già in atto tra i giocatori che utilizzano le console.

Pubblici i nerf per C58 e Fara: Metaphor non ha dubbi, “ora è il KRIG il miglior AR”; bene anche il FAL, mentre MuTeX firma 30kill con il Bullfrog

Gamerdoc è stato perentorio sulla questione, affermando che la lotta ai cheaters potrebbe presto spostarsi in modo massiccio proprio sulle console, visti gli ultimi sviluppi/aggiornamenti che alcuni hacker hanno messo a disposizione dei giocatori.

In merito, GamerDoc ha quindi affermato: “Signore e signori, vi presento la prossima generazione di cheating ora disponibile su console! Le console non sono più uno spazio sicuro dai  cheater per giocare ai titoli“. L’analyst di Vanguard ha infatti spiegato che “Il cheat utilizza l’apprendimento automatico e invia un input al controller ogni volta che vede un obiettivo valido, questa è l’assistenza alla mira ma molto più amplificata senza che tu debba fare nulla; tutto ciò che devi fare è mirare nell’area generale del bersaglio ed il software penserà al resto“.

Il post di GamerDoc

Ma non è tutto, perchè sempre secondo GamerDoc, la parte realmente difficile sarà quella di rilevare il software malevolo, e questo significa che sarà necessario molto più tempo e risorse per contrastare questi problemi specifici della console.

La cosa più inquietante tra quelle rivelate da GamerDoc è però un’altra: secondo l’analyst, non è solamente Warzone ad essere nei guai, ma letteralmente qualsiasi gioco perché gli hack “possono essere utilizzati per qualsiasi gioco che supporti un controller“…un problema nuovo e decisamente importante, da non sottovalutare assolutamente.

In merito è stato poi lo stesso GamerDoc a sottolineare che le sue intenzioni sono solamente quelle di “aumentare la consapevolezza che le console non sono esenti da cheat” e che è decisamente “stupido che qualcuno pensi che lo siano“.

Il prossimo Agosto sarà il “Doomsday” per i cheater su Warzone (grazie all’anti-cheat)?

Non ci resta che attendere quindi, cosi da scoprire se gli sviluppatori di Activision, piuttosto che quelli degli altri maggiori titoli, riusciranno a trovare una quadra per la situazione, si spera già a partire dal prossimo mese (ricordiamo che ad Agosto, se tutto dovesse andare come sperato, dovrebbe essere disponibile il primo vero sistema anti-cheat su Warzone – ne parliamo più approfonditamente qui).

Cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

Articoli correlati: 

Swagg chiama una call in live ai FAZE, pioggia di critiche sullo streamer: “non avresti dovuto farlo!”

Swagg chiama una call in live ai FAZE, pioggia di critiche sullo streamer: “non avresti dovuto farlo!”

Profilo di Stak
 WhatsApp

Call of Duty League – Nel corso di una recente diretta il celebre Swagg ha ammesso di aver fatto una “call” ai suoi giocatori degli Atlanta FaZe  durante le finali dei Champs2022. La cosa ha scatenato le ire di molti giocatori, anche perchè tanti spettatori hanno confermato delle numerose “call” urlate dalle tribune ai pro impegnati in partita.

Per “call” si intende anche un semplice messaggio che arriva da “bordo arena” e che può essere utile ai giocatori in quel preciso istante in partita. Di fatto, specialmente quando vengono suggerite azioni che i professionisti non potrebbero altrimenti intraprendere, si parla di “comportamento scorretto”.

Il problema però, è che durante i  champs pare che entrambe le finaliste abbiano “goduto” degli aiuti e delle call che arrivavano dal pubblico… Al punto che gli stessi caster della diretta si sono profondamente infastiditi.

Nel corso dello streaming si può udire distintamente i caster che invitano i tifosi a “fare silenzio”, cosi da evitare di compromettere l’integrità competitiva della sfida.

Suggerire una determinata azione o una posizione ad un giocatore impegnato in partita non è solo un “vantaggio” per chi ascolta… Ma è anche un ulteriore svantaggio per chi viene “spiato”.

Fare una call su Call of Duty (come ha fatto Swagg) è un preciso vantaggio: non è come tifare in uno stadio!

A differenza degli sport tradizionali come il basket, dove il pubblico è considerato  il “sesto” (o “dodicesimo”, nel caso del calcio) uomo in campo, negli esports questo tipo di call sono molto malviste nell’ambiente.

Ed è qui che sopraggiunge lo stupore dei più… Swagg ha ammesso di aver gridato ai player dei FaZe che avrebbero dovuto “checkare una bomba“… Come può un esperto come Swagg non rendersi conto che un’azione del genere mina l’integrità sportiva di un evento? Non a caso il video è stato investito dalle critiche di moltissimi spettatori… Tutti increduli davanti all’ammissione di Swagg.

Sicuramente quello delle call rappresenta un problema all’interno del mondo degli esports, e lo rappresenta da sempre. Quanto visto nel corso delle finali è stato però qualcosa di decisamente diverso, che forse dovrebbe indurre gli organizzatori ad ospitare i professionisti in degli spazi “chiusi” e isolati dal resto del palazzo.

Voi cosa ne pensate community? Secondo voi Swagg ha sbagliato a chiamare un’azione ai suoi giocatori dei FaZe? Nonostante questo, lo ricordiamo, i Thieves sono comunque riusciti a conquistare il loro primo titolo mondiale, portando per la prima volta la coppa di Call of Duty nella meravigliosa California.

La discussione, come sempre, è aperta!

Articoli correlati: 

Fonte: Twitch

“Pro” più ricchi nella Call of Duty League: salgono i salari minimi per la stagione 2023 di Modern Warfare 2!

“Pro” più ricchi nella Call of Duty League: salgono i salari minimi per la stagione 2023 di Modern Warfare 2!

Profilo di Stak
 WhatsApp

Ancora pochi giorni prima della definitiva conclusione del campionato 2022 della Call of Duty League. Anche se lo scorso weekend sono stati incoronati i Los Angeles Thieves come nuovi campioni del mondo, i contratti dei giocatori della COD League si andranno a “risolvere” solamente il prossimo 21 Agosto.

Da quel momento tutti i giocatori senza un contratto attivo (o senza rinnovo) si ritroveranno ad essere nella posizione di “free agents”, ed in quanto tali potranno essere contattati dai nuovi team per dei nuovi contratti.

La grande novità relativa al 2023 è però che tutti i professionisti impegnati nella massima lega di Call of Duty vedranno aumentare ulteriormente i loro salari minimi.

Si parla di una crescita netta, visto che ogni singolo contratto dovrà essere rielaborato dalle franchigie considerando un “+10%” al salario minimo garantito ai giocatori.

Traducendo questa percentuale in numeri, sappiamo che dal 2023 lo stipendio di un giocatore non potrà essere inferiore ai 55.225 Dollari l’anno. Oltre a questo i giocatori continueranno ad aver diritto a “minimo” il 50% del premio da loro vinto, con la parte restante che dovrà invece andare al team.

55mila Dollari di salario minimo, ma contratti faraonici per le star della Call of Duty League

Sia per il salario che per i premi stiamo parlando di soglie “minime”.

Di fatto quindi, i team possono tranquillamente proporre contratti ben superiori a 55K Dollari l’anno, cosi come possono anche concedere ai loro player anche più del 50% della vincita. La scelta in questo senso dipende solamente dalle franchigie e da come queste si sono organizzate con i loro talenti.

Una mossa della dirigenza della COD League di rendere forse più “appetitosa” la via delle competizioni ai tanti che al momento preferiscono produrre contenuti su Twitch e YouTube. Considerate che il salario minimo per un calciatore della serie A italiana alle prime esperienze si equivale con quello della COD League…

Voi cosa ne pensate community?

Articoli correlati: 

Microsoft insiste: “sarebbe un tragico sbaglio escludere i giocatori Play Station da Call of Duty”!

Microsoft insiste: “sarebbe un tragico sbaglio escludere i giocatori Play Station da Call of Duty”!

Profilo di Stak
 WhatsApp

Alcuni nuovi documenti circolati in rete, dimostrano senza possibilità di replica il forte interesse di Microsoft a tenere Call of Duty disponibile in futuro anche per i giocatori PlayStation. Come noto infatti, Microsoft ha iniziato il processo di acquisizione di Activision-Blizzard, che dovrebbe concludersi prima dell’estate 2023.

Acquisendo Activision, Microsoft diventerebbe proprietaria anche di tutti i franchise posseduti da Acti-Blizz, Call of Duty compreso. Per questa ragione, molti giocatori hanno iniziato a temere che Call of Duty fosse destinato a diventare un’esclusiva solo per Xbox, celebre concole di casa Microsoft.

Sin dal primo momento i quadri dirigenziali di Microsoft hanno sempre escluso la possibilità che COD diventasse un’esclusiva, ed i nuovi documenti svelati oggi non fanno altro che rafforzare questa idea.

Nei documenti trapelati, si può leggere che alla base della decisione di non rendere COD esclusivo per Xbox, c’è il fatto che la distribuzione di Call of Duty su una sola console semplicemente non sarebbe “abbastanza redditizia per Microsoft“.

Sempre nel documento viene anche spiegato il fatto che i costi e le mancate vendite derivate da un’esclusiva, rappresenterebbero per Microsoft il rischio tangibile di “non essere in grado di compensare le perdite con i maggiori ricavi all’interno dell’ecosistema Xbox“. Più chiaro di cosi non si può.

Non solo la questione relativa ai ricavi: c’è anche un contratto che “blocca” Call of Duty su PlayStation

Ricordiamo inoltre che da contratto Activision Blizzard e PlayStation hanno un accordo che vincola la prima a rilasciare i prossimi tre giochi Call of Duty per le console Sony. Nel contratto è incluso l’imminente Modern Warfare 2 ed i prossimi due titoli in arrivo.

Certo i giocatori PlayStation possono stare tranquilli del fatto che Call of Duty, almeno per il momento, non sarà esclusiva Xbox. I contratti che obbligano Activision a rifornire Sony con dei nuovi titoli prima o poi scadranno, e bisognerà vedere se Microsoft non avrà “cambiato idea” riguardo al futuro del suo franchise.

Voi cosa ne pensate community? Il leak relativo a questi documenti vi rasserena? La discussione, come sempre, è aperta!

Articoli correlati: