Il manuale del gamer: cosa serve per cominciare e come si diventa professionisti

Il manuale del gamer: cosa serve per cominciare e come si diventa professionisti

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Da qualche anno a questa parte, giocare con i videogiochi è ben più di un hobby o un passatempo. Detto che i veri appassionati di gaming difficilmente consideravano il cimentarsi in ore di sessioni di gioco un “passatempo”, con la crescita del settore dei videogiochi e in particolare degli eSports si sono moltiplicati i videogiocatori professionisti.

I pro gamer, cioè i videogiocatori che hanno fatto della propria passione un lavoro retribuito (e bene), stanno diventando delle vere star e in molti ambiscono a seguire le loro orme. Ma come si diventa gamer professionisti? Quali sono i passi da compiere per tentare la carriera nel mondo degli eSports?

Prima di capire qual è la strada da percorrere, vediamo qualche numero.

Fonte: Pixabay

I numeri degli eSports in Italia raccontano di un mercato di appassionati di tutto rispetto e in costante crescita. Secondo quanto riportato da Corriere Comunicazioni, che riprende un’indagine di IIDEA, nel nostro paese abbiamo 1,6 milioni di appassionati; tra questi, 475mila hanno dichiarato di seguire eventi competitivi ogni giorno. Il 63% è costituito da uomini.

Per giocare, il 56% preferisce il PC, mentre il 54% gioca da smartphone. I generi preferiti? Gli sport, ovviamente, e il genere Battle Royale, che comprende titoli come Fortnite, Apex Legend e PUBG mobile.

Diventare un gamer professionista: cosa fare 

Intanto, subito una precisazione: diventare un gamer professionista è tutt’altro che facile. Benché i tornei siano moltissimi e i giochi con cui cimentarsi altrettanto numerosi, la competizione è tanta e non è facile entrare nel circuito. Per trasformarsi da giocatore “dilettante” a videogiocatore professionista, ci vogliono talento, capacità, metodo e applicazione.

Il primo passo da fare è scegliere il videogioco più adatto alle proprie capacità e ai propri gusti. Sostanzialmente, si tratta di scegliere tra un titolo già affermato (i vari Fortnite, League of Legends, FIFA) o un titolo emergente. La scelta non va fatta a cuor leggero: se è vero che un gioco famoso, con milioni di gamer in tutto il mondo, offre più opportunità in fatto di tornei e competizioni, è altrettanto vero che un titolo emergente permette più margine per migliorare e avere successo.

Per esempio, sia FIFA che eFootball possono contare su milioni di giocatori in tutto il mondo, ma la competizione è agguerrita e diventare un pro può essere una salita impervia.

Fonte: Pixabay

Scelto il gioco, si deve passare alla strategia e all’allenamento. Per diventare un gamer professionista, è bene avere chiaro nella mente il percorso da fare e studiare una strategia per raggiungere i propri obiettivi: proprio come un’azienda che vuole entrare nel mercato o un professionista che vuole affermarsi in un qualsiasi settore.

L’allenamento, la pratica, l’applicazione fa parte della strategia. Bisogna allenarsi con costanza e metodo, metodo soprattutto: bisogna scoprire punti di forza e punti di deboli e lavorare per potenziare i primi e cancellare i secondi.

Lunghe sessioni al PC o alla console? Dipende: non sono tante le ore passate a giocare, conta piuttosto allenarsi il giusto, cercando di capire dove migliorare e come.

La prassi è cominciare affrontando il computer e poi altri giocatori “umani”: il computer serve a impratichirsi, a conoscere bene il gioco e le sue dinamiche, mentre affrontare altri giocatori in carne e ossa permette di raffinare le proprie capacità.  

L’allenamento metodico permette, dopo aver acquisito capacità sufficienti, di partecipare a tornei e competizioni ufficiali. Disputare le competizioni ufficiali significa in concreto scalare le classifiche e aumentare le possibilità di farsi notare.

Una volta diventati abbastanza bravi, è importante curare anche l’aspetto comunicativo: molti gamer pro hanno raggiunto il successo grazie alle live sulle varie piattaforme social, tra cui YouTube, Twitch, anche Facebook. Curare il lato comunicazione è tutt’altro che un aspetto secondario.

Naturalmente, in previsione delle sessioni di gioco, particolare attenzione dev’essere prestata alla postazione di gioco: una sedia ergonomica evita problemi alle articolazioni, alla schiena soprattutto, mentre se si gioca al pc serve un ottimo monitor e, ovviamente, un computer potente, da gaming. Com’è ovvio, la connessione dev’essere stabile e veloce (meglio la fibra). Non devono essere trascurate le luci: la postazione e la stanza di gioco devono essere adeguatamente illuminate, meglio dalla luce naturale.

Insomma, per diventare un gamer professionista servono disciplina, studio, allenamento e strategia. Pur essendo tutt’altro che facile, gli spazi ci sono, vista la notevole crescita del settore: impegno e tenacia sono fondamentali

Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

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Uno scambio a distanza particolarmente “piccato” quello che si sta consumando in questi giorni tra PlayStation e Xbox. Da un lato Microsoft sta continuamente ribadendo il suo totale disinteresse nel rendere Call of Duty un’esclusiva per Xbox.

Dall’altro (lato) però, la stessa Microsoft ha utilizzato parole molto “fiammeggianti” per parlare di PlayStation, “colpevole” secondo Xbox di essere semplicemente “incoerente” con la loro stessa filosofia aziendale.

Il tutto si è consumato attraverso una serie di documenti inoltrati da Microsoft alla CADE (ovvero l’Administrative Council for Economic Defense dello stato del Brasile). In questi, delle fonti hanno potuto leggere tutto il disappunto di Xbox rispetto alle politiche del colosso giapponese.

Secondo Microsoft infatti, il loro operato sarebbe stato “fortemente ostacolato” da Sony proprio per l’utilizzo estremo che PlayStation ha fatto delle esclusive.

Nel documento si legge “considerando che le esclusività sono state al centro della strategia Sony per rafforzare la propria presenza nell’industria dei videogiochi, e che Sony è leader nella distribuzione di giochi digitali, la loro preoccupazione per una possibile esclusività di Activision è molto incoerente, per non dire altro”.

Xbox: “PlayStation fa esclusive da sempre, non si deve preoccupare ora della cosa!”

Sempre nel documento Microsoft prosegue: “In effetti, finanche la capacità di Microsoft di continuare a espandere il Game Pass è stata ostacolata dal desiderio di Sony di inibire questa crescita. Sony paga dei “diritti di blocco” cosi da impedire agli sviluppatori di aggiungere nuovi contenuti al Game Pass o ad altri servizi di abbonamento concorrenti“.

Un confronto quindi serratissimo, che nonostante tutto la stessa Microsoft continua a definire un “non problema”. Questo perchè sempre Microsoft ha confermato che un’eventuale esclusiva di Call of Duty per Xbox genererebbe più problemi che ricavi, e non sono quindi interessati a percorrere questa via (almeno per il momento).

Cosa ne pensate community? Microsoft sta solamente “sondando” il terreno sull’argomento? O i giocatori PlayStation possono continuare a dormire sonni tranquilli rispetto ai titoli in arrivo? La discussione, come sempre, è aperta!

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Rekkles e NIKE lanciano una nuova partnership sull’APP ufficiale!

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Il celebre Martin “Rekkles” Larsson ha da poco reso noti i primi dettagli relativi alla sua nuova partnership con il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike!

La star svedese del team Karmine Corp è infatti uno dei nuovi volti di Nike, con una collaborazione assolutamente unica che sarà rivolta ai tantissimi fan degli esports e di League of Legends. In particolare, la partner si andrà a sviluppare principalmente sull’App ufficiale di Nike.

Su questa, sarà disponibile per tutti gli appassionati un’intera sezione dedicata a Rekkles, all’interno della quale sarà possibile trovare sia oggetti e capi d’abbigliamento che veri e propri corsi d’allenamento.

Sarà lo stesso Rekkles a redigere dei veri e propri training per tutti gli interessati, al fine di far coincidere l’attività esports con una sana attività fisica.

Il player dei Karmine Corp. è da sempre uno dei giocatori maggiormente convinti che il fitness ed il movimento quotidiano siano fondamentali per riuscire a performare al meglio per lunghi periodi di tempo negli esports.

Rekkles nuovo volto di NIKE sull’APP ufficiale

Questa nuova collaborazione non farà altro che rendere di dominio pubblico il “Rekkles pensiero” riguardo alla preparazione fisica di un professionista… Ecco il video trailer dell’iniziativa:

Cosa ne pensate di questa nuova straordinaria partnership che vede il mondo degli esports assoluto protagonista? Ricordiamo che per accedere all’app di Nike, vi basterà visitare lo store di Apple o Google Play.

 

 

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“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

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Il mondo videoludico ha subito, subisce e subirà sempre, come qualsiasi branca dell’industria dell’intrattenimento, le influenze dell’utenza che la popola.

Insomma, citando un vecchio detto popolare, “lega l’asino dove è il padrone a decidere” e così assistiamo a software house e publisher che cercano sempre di remare nella direzione delle preferenze del pubblico portando inevitabilmente a stravolgimenti non solo di lore, ma anche di meccaniche.

Con l’avvento della pandemia e il conseguente avvicinamento o ri-avvicinamento dei “casual player” al mondo videoludico, infatti, abbiamo assistito all’uscita di giochi sempre più semplici, poveri di meccaniche, poveri di lore e che siano molto user friendly.

Ma è davvero una cosa buona? Il mercato videoludico e il conseguente indotto che si è creato ha davvero la necessità di limitare all’osso le meccaniche che un player deve imparare? Il mercato videoludico ha veramente bisogno di lore ridotte all’osso altrimenti il player medio (o più malignamente il player della domenica) tende a “non divertirsi”?

Ci sono diverse visioni e versioni di risposta a questo quesito, una strettamente legata ad un lato economico mentre l’altra legata strettamente al lato di gameplay e a noi interessa focalizzarci su quest’ultimo.

Impoverimento del gameplay in favore del divertimento di tutti? 

Chi scrive dice no. I giochi non meritano questo impoverimento nel nome del divertimento di tutti.

In un mondo dove c’è molta varietà di scelta, dove i titoli abbondano, dove addirittura si possono trovare giochi in flash da giocare da browser, non è necessario che i giochi siano semplici per piacere a tutti.

I giochi complessi e magari lunghi sono belli, ti invitano a sfidarti, a comprendere e masterare le meccaniche del gioco stesso e a capirne la filosofia e basta con recensioni che stroncano questo o l’altro titolo solo perché “bello tutto si, ma poco user friendly” .

Eclatanti i casi di “si-fu” ed “Elden Ring” giochi che vengono da un mondo complesso che sono a loro volta complessi che non hanno ricevuto, se non con un rush, l’attenzione che meritavano. Giochi che non sono piaciuti perché ritenuti “troppo difficili” da un’utenza che GIUSTAMENTE dice “io voglio solo divertirmi“.

Bene, perfetto, ottimo, evviva il divertimento verrebbe da esclamare ma se è lecito affermare che ci si vuole solo divertire è anche lecito che esistano persone che si divertono tanto quanto il gioco è difficile e se non ci si diverte a giocare a quei titoli perché troppo complessi amen, si cambia gioco senza montare casi che hanno il sapore del paradosso.

E per buona pace di tutti questo discorso si riversa anche nel multiplaying. Un gioco multiplayer ha alla base la sfida contro altri utenti, utenti che migliorano col tempo mentre giocano e un impoverimento delle meccaniche comporta sul lungo periodo un fattore randomico all’interno del gameplay importante e un’appiattimento dello stesso.

Fattori che alla fine portano il gioco ad estinguersi nonostante esso tendi a rinnovarsi sempre per l’amore di quell’utenza che “no è troppo complicato/muoio sempre/non riesco a vincere quindi quitto“.

E voi cosa ne pensate? Questo discorso user friendly porterà benefici o sarà un malus per il mondo videoludico?