Zeri e Neon

Zeri e Neon non sono la stessa persona: Riot costretta a smentire le teorie dei fan

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In un recente articolo, pubblicato sul sito di Valorant, gli sviluppatori hanno dovuto smentire le teorie dei fan su ZeriNeon. Il campione di LoL e l’agente dello sparatutto tattico condividono un design molto simile, ed in tanti hanno pensato che fossero in realtà la stessa persona.

A causa di questo motivo, Riot è stata costretta a fare chiarezza. Il team ha spiegato come sono nati entrambi i personaggi, rivelando uno sviluppo condiviso già esplicitato qualche giorno fa. Purtroppo in tanti non hanno capito bene le cose.

Oggi andiamo a leggere quanto dichiarato dagli sviluppatori stessi, per capire come sia andato questo sviluppo simultaneo e condiviso.

Lo sviluppo di Zeri e Neon

Premessa

“In passato abbiamo già parlato di come creiamo gli agenti, e parliamo spesso della creazione dei campioni di League of Legends. Questa volta vogliamo spiegarvi un po’ più in dettaglio come abbiamo creato Neon, perché ci siamo mossi in modo un po’ diverso dal solito. Ma prima, un breve riepilogo.

Creiamo gli agenti attraverso un processo chiamato DNA (Design, Narrativa, Arte visiva). Un progettista di gioco, un autore narrativo e un bozzettista vengono assegnati a un nuovo agente, e inizialmente c’è solo un’idea concettuale; per esempio, un obiettivo di progettazione, narrativo o di diversità, come realizzare un nuovo Radiante o un altro Assassino da aggiungere alla rosa, o esplorare un’altra regione del mondo con un personaggio che viene da lì.

Da qui, il team principale (perché sono coinvolte molte più persone oltre a quelle del DNA) parte con il brainstorming… tanto brainstorming. I vari membri del team lanciano idee, creano prototipi cartacei, scrivono biografie lampo e disegnano bozzetti in quantità.”

Evoluzione

“Lentamente, inizia a prendere forma un personaggio unico, coerente e che aggiunge qualcosa di interessante alla rosa degli agenti già presenti. E poi… bam! Ecco 500 file chiamati versione_finale_superfinale_FINALISSIMA, centinaia di animazioni, mesh che si distorcono in posti improbabili, effetti sonori a caso… Un attimo, perché ha le texture del viso sulle mani? Oh guardate, abbiamo un agente!

Finalmente lo pubblichiamo, arrivano subito una marea di criticoni su Reddit a lamentarsene, Twitter viene travolto dalle fan art e tutti vanno a dire peste e corna dei Rioter in chat.

Però, questa non è la storia di Neon.

Sentite: anche noi bazzichiamo Internet. Abbiamo letto una miriade di teorie dei fan e tutti i confronti tra Neon e Zeri, il nuovo campione di League of Legends. Mettiamo ufficialmente le cose in chiaro: no, non sono lo stesso personaggio, no, non sono collegati, ma sì, sono stati creati insieme dai team di VALORANT e League of Legends.

Com’è nato tutto? Facile. Come spesso accade, il capo del team degli agenti John “Riot MEMEMEMEME” Goscicki e il capo del team dei campioni di LoLRyan “Reav3″ Mireles stavano tramando qualcosa.”

Condivisione

“Parecchio tempo fa, stavamo pensando a cosa fare in occasione dell’uscita di Arcane (la nuova serie animata di League of Legends su Netflix; guardatela). Si trattava di un momento d’importanza storica per tutti noi in Riot, così ho mandato un messaggio a Goscicki per chiedergli che ne pensava di lanciare un agente e un campione insieme durante l’evento” ricorda Mireles.

“L’idea era sensata, molti membri del team degli agenti di VALORANT avevano lavorato in precedenza nel team dei campioni (compreso Goscicki) e abbiamo molte procedure in comune. Inoltre, molti fan di Riot giocano sia a League of Legends che a VALORANT. Così, abbiamo pensato che sarebbe stato bello permettere loro di usare questi due personaggi in entrambi i giochi” racconta Mireles.

“Ricordo che ancor prima di quella chiacchierata ci mandavamo già messaggi dicendo «Prima o poi dobbiamo creare dei personaggi insieme. Un giorno faremo una collaborazione, e sarà fantastico»” racconta ridendo Goscicki. “E poi, quando si è presentata questa opportunità, ci siamo chiesti «È DAVVERO ARRIVATO IL MOMENTO?» Ebbene sì, il momento era arrivato davvero.”

Cosa fare?

Ma prima di cominciare, il team doveva capire cosa fare.

League of Legends e VALORANT sono giochi molto diversi. Certo, sono entrambi giochi online competitivi creati da una piccola azienda indie che ha un debole per nerfarvi il vostro personaggio preferito. Ma LoL è ambientato in un mondo fantasy in cui i campioni usano le abilità per ottenere uccisioni, mentre in VALORANT quello che conta è sparare, e non si uccide con le abilità (o almeno così dicono). Gli agenti le usano per creare opportunità tattiche per sfruttare al meglio la situazione.

Mireles e Goscicki hanno dovuto quindi dedicarsi a un po’ di lavoro preparatorio prima di immergersi nello sviluppo.

“Quando cominciamo a lavorare con i nostri team, di solito abbiamo degli obiettivi piuttosto chiari. Ma con Zeri e Neon… non sapevamo come muoverci” ammette Mireles.

“In League of Legends abbiamo una grande varietà di obiettivi in termini di ruoli, regioni, generi e stili di gioco. Anche VALORANT ha più o meno tutto questo, ma in un modo molto diverso rispetto a LoL. Per questo motivo, dovevamo assicurarci di trovare qualcosa di adatto ad entrambi i giochi, e che ovviamente piacesse ai giocatori. Altrimenti, se i nostri personaggi non fossero interessati a nessuno, a che pro fare tutto questo?” chiede Mireles.

I personaggi dovevano funzionare anche singolarmente. Certo, alcuni di noi seguono entrambi i giochi, ma la maggior parte ne sceglie uno e gioca solo a quello. E per quanto inserire in VALORANT un bel ragazzo coreano muto che uccide con armi lunari magiche donategli dalla sorella gemella che vive nello spazio solo perché Aphelios esiste in League of Legends possa essere un’idea divertente, non vuol dire che all’atto pratico funzionerebbe.

Quindi, battute a parte… come accidenti si creano insieme un campione e un agente? La risposta è semplicissima: unendo le forze.

Fonte di potere

“Sono un grande fan di VALORANT. Quando è uscito, ho parlato con alcuni dei progettisti di gioco del team e ho detto loro «Prima o poi piacerebbe creare un agente anche a me…» Così, quando si è presentata quest’opportunità l’ho colta al volo!” racconta ridendo il progettista gioco August “August” Browning. “Creare due personaggi insieme ha significato affrontare una serie di sfide tutte nuove, e come progettista è stato divertente e stimolante. Dovevamo trovare una fonte di energia condivisa, qualcosa che potesse funzionare sia in League of Legends che in VALORANT. Dovevamo capire se le loro personalità fossero simili, oppure opposte e complementari… C’erano tante domande a cui dover trovare risposta.”

Partiamo dalla fonte di energia.

League of Legends è un mondo con infinite possibilità relative alle fonti di energia per i suoi campioni. C’è un drago spaziale che ha creato il cosmouna bambola con delle forbici magiche e una vera e propria montagna (la cui suprema è muoversi velocissimo… non fate domande). VALORANT ne ha due: tecnologia e radianite.

Raze lancia granate, Killjoy usa robot e Cypher è una specie di ispettore Gadget. Phoenix scaglia dardi abbaglianti, Jett usa il vento e Sage fa risorgere gli alleati abbattuti proprio davanti a un nemico con l’Operator. Con questi presupposti, il team ha deciso di valutare qualche idea per una fonte di energia che andasse bene per entrambi i giochi.

Brainstorming

Durante il brainstorming, i bozzettisti Konstantin “Zoonoid” Maystrenko, Nancy “Riot Sojyoo” Kim e Gem “Lonewingy” Lim hanno discusso dei denominatori comuni tra League of Legends e VALORANT. Il primo elemento è la velocità.

VALORANT premia gli spostamenti tattici, le giocate rischiose, gli attacchi sui fianchi silenziosi… e quella flash che acceca tutta la vostra squadra proprio mentre irrompete nel Punto. In League of Legends, invece, bisogna tuffarsi in corsia centrale usare i teletrasporti per aggirare gli avversari e gestire al meglio tutte le corsie. E sebbene esistano tanti agenti molto mobili (non se ne può più di Jett!), nessuno incarna davvero il concetto di velocità.

“L’utilizzo costante della velocità da parte di Neon è ciò che la rende l’agente più mobile di VALORANT”, spiega il progettista di gioco Ryan “rycou” Cousart. “Rivoluziona completamente il concetto di velocità e mobilità nel gioco, e metterà davvero alla prova la capacità dei giocatori di prendere decisioni immediate con un’Assassina. Grandi rischi, ricompense elettrizzanti.” 🙂 LOL (Cousart ha insistito.)

Ma “muoversi velocemente” non è una fonte di energia. Certo, è divertente superare in velocità la squadra avversaria, ma a parte “correre tanto” cos’altro avrebbero dovuto saper fare i due personaggi? Così, il team ha cercato di trovare una fonte di energia, qualcosa che spiegasse perché Neon e Zeri sono così veloci.

“Alla fine abbiamo scelto l’elettricità, che si prestava bene al concetto di velocità”, dice Lim. “Ma c’era anche questo interessante collegamento alla nazione dalla quale volevamo provenissero questi personaggi: le Filippine. Sono cresciuta a Manila, e avevamo in mente da tempo di creare un personaggio filippino. Era una cosa alla quale tenevo molto. A Manila abbiamo parecchi blackout, e problemi con l’elettricità in generale. Ci è sembrato un bel collegamento.”

Elettricità di Zeri e Neon

L’elettricità è anche utile a definire chi sono questi personaggi.

“Quando abbiamo visto i bozzetti relativi all’elettricità, ci siamo legati a questa idea narrativa di anodo e catodo. Entrambe condividono quest’idea di lottare per le loro comunità, ma volevamo che fossero due personaggi distinti”, spiega l’autore narrativo Michael “SkiptoMyLuo” Luo.

“Neon è la carica negativa, Zeri quella positiva. Neon è un tipetto difficile, più circospetto, senza peli sulla lingua, sarcastico, pungente. Sembra disinteressata, ma in realtà ha a cuore le persone e vuole fare sempre la cosa giusta. Il contrasto con la personalità cordiale e luminosa (sebbene talvolta testarda e insofferente) di Zeri ci è sembrato un bel modo di collegare il tema dell’elettricità al loro carattere” aggiunge Luo.

Sia Neon che Zeri vengono da famiglie e comunità numerose e di grande supporto (ci siamo ispirati allo “spirito bayanihan” della cultura filippina), ma ciò che le rende diverse è il modo con il quale si rapportano ad esse.

“Neon viene da una grande famiglia nel cuore di Manila”, spiega l’autore narrativo Joe “Riot ParmCheesy” Killeen. “A differenza di Zeri, che accoglie a braccia aperte l’amore e il supporto della sua famiglia, Neon ne è schiacciata. La ama, e prova un grande senso del dovere nei confronti della sua comunità, ma è più introversa. Si tratta di una reazione diversa nonostante le radici simili, un concetto che ci è sembrato interessante da esplorare nel corso della creazione di questi personaggi.”

Perché no?

Ma unire le forze per realizzare insieme questi personaggi ha rappresentato comunque una sfida. E anche se facciamo tutti parte della stessa azienda, stiamo comunque parlando di due giochi completamente diversi.

“August ha tirato fuori alcune idee alquanto… interessanti per il gameplay nelle prime fasi dello sviluppo”, racconta ridendo Cousart. “Dopo aver deciso che avremmo lavorato sulla velocità, lui ha avuto l’idea che Neon potesse scattare in qualunque momento. Senza ricarica.

La velocità è un punto di riferimento su cui basarsi in maniera affidabile in VALORANT man mano che si impara il gioco. I professionisti e i giocatori di alto livello sanno esattamente quanto ci vuole per andare da un punto all’altro, perciò l’idea di stravolgerla completamente ci ha fatto venire gli incubi” continua.

Armi e fulmini dalle dita

Il motivo per cui Neon spara fulmini dalle dita è perché August voleva che Zeri usasse un’arma in stile VALORANT, così ho cercato di fare in modo che Neon non avesse un’arma.”

Un’altra idea iniziale per Neon era quella di avere delle MANI FULMINANTI, precise al 100% in corsa, che uccidevano con un colpo solo e la cui carica singola si ripristinava (ricordatevelo la prossima volta che vi lamentate perché qualcosa è troppo potente). Era sicuramente un’idea parecchio singolare, ma sarebbe stato troppo. Così, il team si è dato dei limiti più ragionevoli: niente colpi letali. E la ricarica sullo scatto? Ehm… Parliamone un attimo.

L’idea di Neon è di correre veloce e nel mentre fulminare gli avversari. Limitare il suo accesso alla velocità l’avrebbe resa poco scattante. Questo ha portato August e Cousart a chiedersi: vale la pena mettere in discussione quello che sappiamo del movimento in VALORANT?

“Alla fine, abbiamo deciso di dare a Neon accesso costante alla velocità, sempre, senza ricariche” dice August. “Invece di usare le ricariche, ne abbiamo limitato la potenza in altri modi. Per esempio, non ha le armi in pugno e può scattare solo in avanti o all’indietro. Questo vuol dire che ogni volta che si usa la sua velocità si corre un rischio, un po’ come quando si estrae il coltello per correre più velocemente. Abbiamo pensato che in generale avesse più senso per la tematica del personaggio, che è quella di correre veloce per lunghi periodi.”

Diversità e somiglianze

“August ci ha aiutato molto a mettere in discussione il modo con il quale creiamo gli agenti in generale, non solo Neon” spiega Cousart. “Ogni volta che trovava un limite che avevamo posto nella progettazione di VALORANT ci chiedeva «Perché no? Perché non possiamo farlo?» Questo ci ha insegnato molte cose: in primo luogo, in cosa VALORANT è diverso da League of Legends. Ma ci ha anche aiutato a capire le somiglianze.”

Cousart continua: “Non dico che ogni limite vada abbattuto, ma abbiamo imparato a metterli in discussione, invece di scartare le idee che li violano. Abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro gioco, e a cambiare il modo con il quale approcciarci ai prossimi agenti.”

Ma niente paura. Se vi preoccupate di cosa significhi tutto questo per i nostri nuovi agenti, state tranquilli: il prossimo non sarà un Assassino.

LEC: Perkz ed i Vitality devastano i G2 Esports

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La seconda settimana della LEC si è conclusa oggi con i fuochi d’artificio. Tutti i riflettori erano puntati sul match of the week, giocato tra VitalityG2 Esports. Una partita piena di narrativa, tanto nostalgica e romantica quanto cruenta e ricca di voglia di rivalsa.

Alla fine l’hanno spuntata Perkz e compagni, che hanno inflitto una sonora sconfitta ai propri avversari mai realmente in partita. Inoltre dobbiamo segnalare che FnaticRogue sono rimasti ancora imbattuti ed in vetta alla classifica del campionato.

Insomma, anche questa seconda giornata è stata spettacolare quanto la prima, se non di più. Andiamo a vedere cos’è realmente successo.

La seconda giornata della seconda settimana di LEC

Troppa confusione

La giornata odierna di LEC ci ha offerto una prima partita molto confusionaria, giocata tra Excel ed SK Gaming, due squadre che faticano nel trovare la propria forma ideale. Nonostante gli inglesi avessero giocato un ottimo early game, trascinati dal Lee Sin di Markoon, tutto è cambiato in mid game.

Infatti gli XL hanno perso completamente la bussola, cedendo fight, risorse e kill vitali a degli SK che non hanno mollato nemmeno un minuto. Fortunatamente lo scaling dell’Aphelios di Patrik ha salvato i suoi compagni, riuscendo ad essere decisivo negli ultimi fight.

Grazie a lui la squadra è riuscita ad avere quel quid in più utile per vincere, riuscendo a portarsi a casa una partita che era ad un passo dalla disfatta totale.

Get Jinxed

Ogni volta succede la stessa cosa. Ogni singola volta, gli Astralis, riescono a perdere una partita che avrebbero potuto vincere con merito. Infatti erano riusciti a sfruttare i molteplici errori dei MAD Lions, recuperando uno svantaggio davvero grosso.

Grazie alle buone azioni di Elyoya, infatti, i campioni in carica della LEC erano riusciti ad assicurarsi in early game, ma un fight al Nashor ha ribaltato le sorti della partita. I MAD hanno preso una schermaglia in inferiorità numerica, perdendo Jinx in apertura e favorendo i danni della Xayah di Kobbe capace di rimettere in partita i suoi compagni.

Fortunatamente, però, gli Astralis hanno si sono fatti prendere dall’ansia, riconsegnando la partita nelle mani dei loro avversarsi. Nei fight successivi, infatti, i danesi hanno sbagliato quasi tutto (specialmente il focus), ignorando Unforgiven e la sua pericolosissima Jinx libera di fare danno mentre Armut teneva impegnati tutti con il suo Aatrox.

Punto importantissimo per i leoni madrileni, che si riprendono, almeno in termini di risultati, dopo una prima giornata non proprio brillante.

It’s the Rogue’ show

Cinque partite giocate in due settimane di LEC cinque vittorie conquistate. Questo è l’impressionante ruolino di marcia dei Rogue. Anche oggi la squadra ha dimostrato di poter devastare ogni avversario, ed i BDS lo hanno provato sulla loro pelle.

Tutti i giocatori stanno performando benissimo, ma la vera sorpresa continua ad essere il jungler Malrang che oggi ha giocato un Trundle artistico. Il coreano è arrivato un po’ in sordina, e c’erano fin troppi dubbi sulla suo vero valore tecnico. Ed invece lui ha sorpreso tutti, dimostrando di essere pronto per l’Europa.

Dall’altro lato i BDS continuano a non essere una squadra. Sbagliano tanto, e non riescono a comunicare correttamente nemmeno nelle situazioni più semplici. Devono migliorare, e lo faranno sicuramente, ma la strada sembra ancora lunghissima.

Massacro

Se i Rogue ci hanno stupiti fino ad ora, lo stesso stanno facendo i Fnatic. Il match di oggi, giocato contro i Misfits, doveva essere duro per loro, che però hanno giocato letteralmente sul velluto. Tutto questo è stato possibile anche grazie ad un draft difference monumentale, dato che gli arancio-neri potevano vantare solo power-pick nella loro composizione (Twisted FateCaitlyn su tutti).

Wunder e compagni sono stati infermabili in ogni singolo fight, agevolati anche da un Hylissang immortale e sempre al centre dell’attenzione con Braum. Non c’è mai stata realmente partita, e la vittoria è stata una pratica fin troppo semplice, risolta in 23 minuti.

Il super team è arrivato

A chiudere la seconda settimana della LEC ci ha pensato il match of the week, giocato tra i Vitality ed i G2 Esports. Una partita dalle mille narrative, legate principalmente a Perkz che affronta la sua vecchia squadra per la prima volta trovandosi Caps in lane come avversario.

Molti pensavano che sarebbe stato un game molto close tra i due team, ma alla fine così non è stato. I francesi sono riusciti ad imporre una dominazione totale fin dai primi livelli, con una gank splendida di Selfmade in corsia inferiore che ha distrutto il mental dei suoi avversari.

Inoltre, in corsia centrale Perkz ha dimostrato chi è l’unico vero Re d’Europa, infliggendo al suo amico Caps una sonora lezione. Il super team è finalmente partito come ci si aspettava, e se questa è al devastazione che può portare, le altre squadre dovrebbero iniziare a tremare.

Fonte immagine di copertina: pagina Twitter della LEC

Reignover torna in LEC: finalizzato l’accordo con i MAD Lions

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Il nome di Reignover dovrebbe far venire in mente dei dolci ricordi ai fan dei Fnatic, che lo hanno letteralmente amato alla follia nel 2015. L’ex jungler coreano, infatti, è stato protagonista del perfect split degli arancio-neri in quell’anno in cui hanno vinto tutto.

Dopo questa breve parentesi europea si è trasferito in Nord America, ma non riuscì mai più a trovare lo stesso successo con gli Immortals, i Liquid ed i CLG. Dopo il ritiro ha abbracciato il mondo del coaching, rimanendo per diversi anni alla corte dei Cloud 9.

Ora ha deciso di tornare in Europa, accasando ai MAD Lions come nuovo positional coach per la giungla del team campione della LEC.

Reignover torna in LEC

Una storia altalenante

Dieci mesi. Tanto è durata l’esperienza europea da giocatore di Reignover, ma rimarrà per sempre impressa nella leggenda dei Fnatic. Infatti il jungler coreano ha aiutato il team a coronare il perfect split nel 2015, vincendo ben due titoli della vecchia EU LCS in quell’anno facendo innamorare tutti i tifosi arancio-neri.

Purtroppo le sue successive esperienze in Nord America non sono state così positive, ma gli hanno aperto la strada verso una nuova carriera da coach. Gli anni trascorsi alla corte dei Cloud 9 gli hanno portato parecchie soddisfazioni, facendolo crescere dal punto di vista professionale.

Ma ora per lui arriva una nuova sfida, che lo ha riportato in Europa. Infatti Reignover ha siglato un contratto come positional coach con i MAD Lions. Il coreano dovrà aiutare Mac nella gestione della jungle, e lavorerà a stretto contatto con Elyoya, uno dei migliori (se non il migliore) jungler del Vecchio Continente.

Per lui non sarà un lavoro semplice, visto che i campioni in carica della LEC vogliono continuare a lottare per il titolo, pur avendo perso due tasselli importanti come HumanoidCarrzy. La squadra ha avuto un andamento ondivago in queste prime partite, e bisognerà trovare una quadra in fretta.

Fonte immagine di copertina: pagina Twitter dei MAD Lions

LEC: il primo passo del Team Vitality

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Dopo una prima settimana di LEC tremenda, i Vitality hanno iniziato ad ingranare ed hanno trovato il loro primo punto in classifica. La vittoria ottenuta ai danni degli SK risolleva il morale dell’ambiente e dei tifosi, dando fiducia per le prossime partite in programma.

Oltre ai Vitality abbiamo visto dei Fnatic e dei Rogue ancora imbattuti, saldamente ancora a quel primo posto che potrebbero contendersi per qualche tempo. Gli arancio-neri hanno faticato contro gli Astralis, mentre i polacchi hanno steso i MAD Lions con una violenza inaudita.

Insomma, una prima giornata davvero molto divertente, che ci ha regalato diverse sorprese ma anche delle conferme tanto attese.

Equilibrio ed attesa

Ad aprire la prima giornata di questa settimana di LEC ci hanno pensato Misfits ed Excel, in un match che è rimasto in equilibrio davvero per molto tempo. Le due squadre hanno interagito poco tra di loro, ma Nukeduck e compagni erano riusciti a raccogliere qualche kill e risorsa in più.

Il lento ma inesorabile macro degli Excel sembrava che stesse per portarli verso una vittoria meritata, ma i piani sono stati rovinati dal Viktor di Vetheo. Dopo circa 20 minuti, il midlaner dei Misfits ha fatto un fight perfetto, consegnando un ace nelle mani del suo team.

Da lì in poi è stata una valanga che si è abbattuta sugli XL, incapaci di tenere a bada ViktorJinx che semplicemente potevano tirare dritto fino al Nexus.

Troppa fatica

Quando la prima in classifica affronta l’ultima, spesso non c’è partita. In questo caso, però, i Fnatic hanno avuto delle deviazioni impreviste nel loro piano. Nonostante gli arancio-neri avessero presto un vantaggio abbastanza corposo, hanno dovuto pazientare per ben 40 minuti prima di poter dare il colpo di grazia agli Astralis.

Alcune giocate un po’ criminali di Wunder con Akali tank hanno spesso lasciato i suoi in inferiorità numerica, favorendo la conquista delle taglie obiettivo da parte degli avversari. Ma questo non è bastato ai danesi per ricucire uno strappo enorme, che non li ha mai visti in gold lead.

Alla fine la superiorità meccanica, una draft nettamente migliore ed una gestione del macro più intelligente hanno avuto la meglio sul catenaccio degli Astralis. Il pick furbo di Zilean si è rivelato chiave in diversi, ed hanno consentito ad Hylissang di trascinare il suo team verso la vittoria.

Continua crescita

Come già visto nei match precedenti, anche G2 ed SK Gaming hanno dato vita ad un match lento ed attendista. Le due squadre si sono rivaleggiate per diversi minuti, senza che nessuna delle due potesse realmente prendere il largo e snowballare.

La vera differenza l’ha fatta BrokenBlade con Akali tank, ma soprattutto Flakked bravo nel non soffrire il match-up difficile contro la Caitlyn di Jezu. Il successo del tiratore spagnolo è arrivato anche per merito di Bard nelle mani di Targamas, bravissimo nel mettere pressione su entrambi gli avversari in fasi di linea.

Inoltre i G2 hanno giocato dei fight nettamente migliori rispetto agli SK, che spesso sembravano scollegati e non molto coordinati tra di loro.

Primo passo

Dopo una prima settimana di LEC chiusa sullo 0-3, i Vitality riescono finalmente a trovare un punto sul tabellone generale. Perkz e compagni stanno iniziando a giocare con una singola unità, e stanno provando a fare chiarezza all’interno delle loro comunicazioni.

Benché nel match giocato oggi contro i BDS abbiamo visto degli errori grossolani, sono stati anche evidenti i passi in avanti compiuti verso un percorso di crescita. La squadra francese è riuscita a sfruttare a pieno le debolezze dei propri avversari, colpendo spesso nel momento giusto.

Purtroppo i BDS hanno dimostrato di dover ancora crescere molto e di avere una preparazione ancora generalmente limitata. La squadra non ha un gioco corale, ed è una mancanza su cui il coaching staff dovrà lavorare per sfruttare al meglio il talento grezzo presente nel roster.

Senza storia

Rogue hanno demolito i MAD Lions. Si potrebbe banalmente concludere così il recap del “classico” giocato in chiusura della giornata di LEC. La squadra polacca ha vinto letteralmente su tutti i fronti, ed ogni singolo giocatore ha performato abbastanza bene.

Ci sono stati dei “momenti felici”, conditi da molti errori (anzi orrori) ma comunque alla fine il risultato non si è mai allontanato dal binario dei RogueOdoamne e compagni rimangono quindi ancora imbattuti, ancorati al primo posto della classifica insieme ai Fnatic.

Fonte immagine di copertina: pagina Twitter della LEC