LEC Summer 2019 day 2 week 1

Siamo stati al LEC Studio di Berlino: impressioni e sensazioni a caldo

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In questa seconda settimana del summer split della LEC, abbiamo avuto l’occasione di guardare le partite direttamente nel LEC Studio di Berlino. Purtroppo siamo riusciti a visionare solo i game della giornata di venerdì, ma è sufficiente per tirare le somme di questa esperienza. L’impatto con questa realtà è stato forte, tanto da farci capire quanto gli esports stiano crescendo in Europa.

Il LEC Studio

Da quando siamo entrati nel mondo di LoL, abbiamo sempre visto le varie competizioni in streaming da casa. Guardando tutti campionati di anno in anno, pensavamo che il LEC Studio fosse qualcosa di grande ed immenso. Una volta varcata la soglia d’ingresso, ci siamo resi conto che le nostre idee erano completamente sbagliate. Infatti ci siamo trovati davanti ad un ambiente più ristretto, quasi familiare, in cui fan e giocatori stavano a pochi metri di distanza.

Lo spazio per il pubblico non è tantissimo (la tribuna può accogliere un centinaio di persone), ma ogni settimana è quasi totalmente sold out. Come dicevamo in precedenza, la distanza tra la folla ed i player è ridottissima tanto che alla fine di ogni partita si può andare a battere il cinque ai membri della squadra vincente. Questa disposizione della tribuna, garantisce a tutti una visione ottimale da qualsiasi angolazione, permettendo anche di scattare foto senza problemi.

L’arredamento e lo stile del LEC Studio è assolutamente affascinante ed ultra moderno, con varie statue (più o meno grandi) a tema LoL. Inoltre in ogni dove sono presenti schermi di varia grandezza, dove poter guardare filmati dedicati al competitivo europeo.

Immagine di Riot Games

L’atmosfera del LEC Studio

Ciò che di più ci ha colpiti, è la vicinanza tra i “comuni mortali” ed i vari esponenti dirigenziali dei team europei. Infatti tra il pubblico erano presenti tanti componenti del team ExceL, che non si sono mai sottratti al dialogo. E’ stato affascinante vedere persone provenienti non solo da tutta l’Europa, ma dal mondo intero. I fan provenivano da ogni nazione, persino dalle più lontane (Australia), ed il loro tifo era assordante.

Non tutti i team, però, godevano dello stesso gradimento. Abbiamo visto che la maggior parte del pubblico tifava per i Fnatic di Rekkles, mentre c’era uno strano astio nei confronti dei Vitality del nostro Jiizuke. I giocatori sono molto disponibili, dopo la fine delle partite si concedono ai fan per delle sessioni di foto ed autografi.

Apprezzabilissima la presenza dei caster vicino ai giocatori, in quanto riesce a rendere la visione delle partite più coinvolgente. Anche loro, dopo la fine della giornata, aspettano i fan per il meet and greet.

Immagine di Riot Games

Conclusioni

Per quanto il LEC Studio non sia quella struttura enorme che abbiamo sempre immaginato, gode di un fascino particolare. Rappresenta, sicuramente, un riferimento importante per tutti gli esports ed il livello che Riot Games ha stabilito è ormai un canone per tutti gli altri. Siamo sicuri che ancora questo non sia un punto di arrivo per la casa americana che, nei prossimi anni, spingerà ancora di più in questo campo.

Purtroppo ci tocca notare che le differenze con il competitivo italiano sono tante e ben marcate. Non stiamo parlando solamente della struttura, ma anche della mentalità che si ha in Europa e nel resto del mondo. Ormai gli esports, a livello internazionale, hanno raggiunto un’importanza difficile da ignorare e questa esperienza a Berlino ne è la dimostrazione. Nel nostro paese sono ancora una nicchia e per quanto realtà virtuose come PG Esports, stiano cercando di spingere questo settore la strada da fare è ancora tantissima.