Tronsmart Battle: earbuds da gaming alla portata di tutti

Tronsmart Battle: earbuds da gaming alla portata di tutti

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Le Tronsmart Battle sono un prodotto tanto unico nel desing, quanto adatto alle esigenze di quasi tutti i gamer. Queste cuffiette, infatti, offrono una buona qualità generale (anche se non eccelsa) e sono adatte all’utilizzo in mobilità viste le dimensioni contenute.

Sono state pensate e create per il gaming, pur rimanendo delle earbuds bluetooth e non wi-fi. Riescono mantenere una latenza minima di 45ms, cosa che fa la differenza in moltissimi giochi, anche quelli mobile. Il lag è ridotto al minimo e la differenza si sente quanto la modalità gaming viene disattivata.

In ogni caso non sono esenti da difetti, che però si possono perdonare visto il prezzo a cui vengono proposte sulla maggior parte degli store online.

Recensione delle Tronsmart Battle

Confezione di vendita

La confezione di vendita delle Tronsmart Battle è piuttosto semplice. La scatola, interamente colorata di nero, riprende il design dei prodotti della linea gaming di Tronsmart, senza discostarsi da quel canone che ormai è diventato la normalità.

All’interno troviamo, oltre le cuffie ed il case di ricarica, un cavetto USB-C, un piccolissimo ma completo manuale d’istruzioni e la garanzia. E’ una dotazione piuttosto standard, che è in linea con il prezzo del prodotto. Forse sarebbe stato comodo avere una piccola custodia, ma è difficile pretendere di più.

Design

In questo periodo abbiamo testato diverse earbuds, ma molte di loro condividevano lo stesso design e spesso risultavano anonime. Fortunatamente non vale lo stesso discorso per le Tronsmart Battle, che hanno nel design unico del case uno dei loro punti di forza.

Il case infatti ha una forma tonda, con lo sportellino superiore che si apre a scorrimento. Somiglia molto ad una pokéball schiacciata o ad un Babybel per farvi capire. Nella parte inferiore, inoltre, trova posto una piccola striscia led che si accende ogni volta che si apre lo sportellino superiore. Prima di spegnersi cambia colore in rosso, verde e blu.

Nonostante il design del case sia brillante e sui generis, lo stesso non si può dire delle cuffiette. Queste riprendono la forma delle vecchie Onyx Ace (di cui sono eredi), che a loro volta s’ispiravano ad altri marchi famosi.

Qualità del suono

La qualità del suono delle Battle è buona, ma non adatta a chi cerca un prodotto dedicato solo ed esclusivamente alla musica. Il volume è nella media, mentre sono quasi completamente assenti i toni bassi, forse a causa della natura delle cuffie che non sono in-ear.

Infatti se spingete gli auricolari più affondo nell’orecchio, il volume risulterà più alto ed i bassi saranno leggermente più presenti. Comunque sia fanno un discreto lavoro in quasi tutti i campi, anche nel gaming più spinto e con le canzoni più difficili da riprodurre.

Connettività

Le Tronsmart Battle hanno una connettività bluetooth 5.0, che offre un ottimo sync quando si guardano i contenuti multimediali come film o serie tv. Grazie alla modalità gaming (che si può attivare premendo tre volte sull’auricolare destro), anche durante le sessioni di gioco si può godere di una sincronizzazione perfetta.

La cuffie riescono ad avere un ritardo minimo di 45ms, cosa che ci permette di non avere lag in qualsiasi tipo di gioco. Durante i nostri test, effettuati sia su PC che su smartphone, non abbiamo mai avuto nessun problema di desync.

Purtroppo ci è capitato di trovare le Battle ancora connesse all’ultimo dispositivo utilizzato, nonostante fossero state riposte nel case per la ricarica. In molti casi le cuffie rimangono in pairing per diverso tempo, scaricandosi invece di ricaricarsi. Questo potrebbe essere solo un piccolo bug, risolvibile con un aggiornamento, oppure un difetto di fabbrica della nostra unità.

 

Qualità dei microfoni

Proprio come le Onyx Ace, le Battle sono dotate di dei buoni microfoni, utili sia per le chiamate telefoniche sia per comunicare durante le vostre partite. Non hanno la soppressioni attiva dei rumori, perciò in ambienti molto rumorosi non aspettatevi che il vostro interlocutore vi senta chiaramente.

Durata della batteria

Secondo quanto dichiarato da Tronsmart, le Battle (insieme al case) possono raggiungere un’autonomia massima di 20 ore, se usate con il volume al 50%. Durante i nostri test, le cuffie sono durate circa 2 ore e 30/3 ore, con un utilizzo al 100% del volume.

Non c’è un indicatore della carica del case, quindi è impossibile sapere quante ricariche abbiamo ancora a disposizione. Sia le cuffie che il case si ricaricano molto rapidamente, perciò non ci sono troppi problemi sotto questo punto di vista.

Prezzo e conlcusioni

Le Tronsmart Battle raccolgono l’eredità delle Onyx Ace (uno dei prodotti più di successo di Tronsmart), portandola ad un livello superiore. Benché sia un prodotto votato, esplicitamente, al gaming, può soddisfare le esigenze di tutti.

Infine il prezzo di 35 euro circa (quando sono in offerta), le rendono un must have se cercate qualcosa di economico ma di buona qualità e che si adatti anche ai videogiochi. Se siete degli audiofili e cercate l’estrema fedeltà della musica, andate su altro. Magari qualcosa di più costoso.

Link utili

“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

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Il mondo videoludico ha subito, subisce e subirà sempre, come qualsiasi branca dell’industria dell’intrattenimento, le influenze dell’utenza che la popola.

Insomma, citando un vecchio detto popolare, “lega l’asino dove è il padrone a decidere” e così assistiamo a software house e publisher che cercano sempre di remare nella direzione delle preferenze del pubblico portando inevitabilmente a stravolgimenti non solo di lore, ma anche di meccaniche.

Con l’avvento della pandemia e il conseguente avvicinamento o ri-avvicinamento dei “casual player” al mondo videoludico, infatti, abbiamo assistito all’uscita di giochi sempre più semplici, poveri di meccaniche, poveri di lore e che siano molto user friendly.

Ma è davvero una cosa buona? Il mercato videoludico e il conseguente indotto che si è creato ha davvero la necessità di limitare all’osso le meccaniche che un player deve imparare? Il mercato videoludico ha veramente bisogno di lore ridotte all’osso altrimenti il player medio (o più malignamente il player della domenica) tende a “non divertirsi”?

Ci sono diverse visioni e versioni di risposta a questo quesito, una strettamente legata ad un lato economico mentre l’altra legata strettamente al lato di gameplay e a noi interessa focalizzarci su quest’ultimo.

Impoverimento del gameplay in favore del divertimento di tutti? 

Chi scrive dice no. I giochi non meritano questo impoverimento nel nome del divertimento di tutti.

In un mondo dove c’è molta varietà di scelta, dove i titoli abbondano, dove addirittura si possono trovare giochi in flash da giocare da browser, non è necessario che i giochi siano semplici per piacere a tutti.

I giochi complessi e magari lunghi sono belli, ti invitano a sfidarti, a comprendere e masterare le meccaniche del gioco stesso e a capirne la filosofia e basta con recensioni che stroncano questo o l’altro titolo solo perché “bello tutto si, ma poco user friendly” .

Eclatanti i casi di “si-fu” ed “Elden Ring” giochi che vengono da un mondo complesso che sono a loro volta complessi che non hanno ricevuto, se non con un rush, l’attenzione che meritavano. Giochi che non sono piaciuti perché ritenuti “troppo difficili” da un’utenza che GIUSTAMENTE dice “io voglio solo divertirmi“.

Bene, perfetto, ottimo, evviva il divertimento verrebbe da esclamare ma se è lecito affermare che ci si vuole solo divertire è anche lecito che esistano persone che si divertono tanto quanto il gioco è difficile e se non ci si diverte a giocare a quei titoli perché troppo complessi amen, si cambia gioco senza montare casi che hanno il sapore del paradosso.

E per buona pace di tutti questo discorso si riversa anche nel multiplaying. Un gioco multiplayer ha alla base la sfida contro altri utenti, utenti che migliorano col tempo mentre giocano e un impoverimento delle meccaniche comporta sul lungo periodo un fattore randomico all’interno del gameplay importante e un’appiattimento dello stesso.

Fattori che alla fine portano il gioco ad estinguersi nonostante esso tendi a rinnovarsi sempre per l’amore di quell’utenza che “no è troppo complicato/muoio sempre/non riesco a vincere quindi quitto“.

E voi cosa ne pensate? Questo discorso user friendly porterà benefici o sarà un malus per il mondo videoludico?

MrBeast festeggia quota 100 milioni di SUB con un giveaway: AL VINCITORE UN’ISOLA PRIVATA!

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Giveaway con isola – Il celebre MrBeast ha da poco raggiunto quota 100 milioni di subscribers su You Tube (il secondo nella storia a riuscirci dopo PewDiePie, ndr), e per festeggiare ha optato per un evento molto “sobrio”…

La star statunitense ha infatti scelto di lanciare un gigantesco giveaway per i suoi fan, mettendo in palio un’intera isola! Si avete capito molto bene, una vera e propria isola privata verrà regalata da MrBeast al fortunatissimo vincitore del suo giveaway.

Chi parteciperà al contest di MrBeast con in palio un’isola? 

Al giveaway hanno partecipato 100 sub del canale, tutti estratti a sorte. Questi si sono dovuti sfidare in una serie di challenge sull’isola, sapendo che il vincitore di tutte le sfide si sarebbe portato a casa il “mazzo di chiavi” dell’isola…

Purtroppo non sono ancora stati chiariti i dettagli dell’evento, anche se il video a questo dedicato uscirà ufficialmente nel corso della giornata di domani. MrBeast ha svelato che il video andrà online il 3 Agosto alle ore 22 (ora italiana), ma le sorprese non finiscono qui.

Già perché lo youtuber ha spiegato che il primo fan che commenterà il video, riceverà 10.000 Dollari di premio… Inutile dire che la clip promo di pochi secondi ha già raccolto quasi 10 milioni di visualizzazioni.

Non ci resta altro da fare che attendere il rilascio di questa nuova pietra miliare dell’intrattenimento su You Tube, cosi da scoprire quale dei 100 sub sarà il legittimo proprietario di questa paradisiaca isola!

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Dopo due mesi di assenza, il celebre xQc viene incoronato nuovamente Re di Twitch per Luglio 2022 nella classifica degli streamer più visti al mondo.

Anche se in lieve calo rispetto al mese di Giugno (circa il 10% in meno di visualizzazioni), xQc è infatti riuscito a concludere con ben 18 milioni di ore guardate in diretta.

Questo risultato è ancor più importante se si osservano i diretti “avversari” in classifica, in questo caso il celebre player di Valorant Tarik (comunque sorprendentemente ancora in seconda posizione), il canale CSGO di ESL e Gaules, tutti fermi a metà dello score di xQc.

Tra gli assenti svettano invece i nomi di Asmongold, che ha subito un calo del 65,6% degli spettatori dovuta alla pausa che ha deciso di prendersi durante il mese.

Ma anche Auronplay che ha avuto un destino simile, segnando una battuta d’arresto sulle ore visualizzate generate dal suo canale del 56,3%.

Ecco la classifica degli streamer di Twitch più visti a Luglio 2022: 

  1. xQc: 18,376,935 (-11.6%)
  2. tarik: 9,771,637 (+50.3%)
  3. ESL_CSGO: 9,638,891 (+183.1%)
  4. Gaules: 9,609,189 (-25.4%)
  5. loud_coringa: 8,381,974 (+65.9%)
  6. AdinRoss: 8,179,280 (+25.7%)
  7. LCK_Korea: 7,879,969 (+67.1%)
  8. Rubius: 7,716,628 (+110%)
  9. fps_shaka: 6,763,936 (-28.7%)
  10. ibai: 6,737,180 (-68.9%)

Gli streamer italiani più visti a Luglio

Se andiamo a vedere solamente gli streamer in lingua italiana, la classifica di SullyGnome riporta Tumblurr in prima posizione, TheRealMarzaa in seconda (stabilissimo rispetto a Giugno) e ZanoXVII.

L’ultimo citato per un nulla non perde il podio a causa di Pizfn, streamer che è cresciuto del 10% rispetto al mese precedente.

Xiuder, Moonryde, LyonWGFlive, DarioMocciaTwitch, Grenbaud e Pow3r concludono poi la Top10, tutti in lieve flessione rispetto a Giugno.

  1. Tumblurr 1.650.017
  2. TheRealMarzaa 1.156.930
  3. ZanoXVII 795,953
  4. Pizfn 795,244
  5. Xiuder 621,786
  6. Moonryde 603,065
  7. LyonWGFlive 510,282
  8. DarioMocciaTwitch 502,834
  9. Grenbaud 492,424
  10. Pow3r 454,790

Cosa ne pensate di questi numeri community? Nel caso voleste dare un’occhiata più dettagliata su numeri e risultati (italiani compresi), troverete tutto cliccando qui.

La discussione, come sempre, è aperta!

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