Andrea Moda: il sogno e l’incubo di Andrea Sassetti

Andrea Moda: il sogno e l’incubo di Andrea Sassetti

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Nel mondo della Formula 1, molte scuderie hanno cercato di conquistare il successo e la gloria, ma poche hanno avuto un percorso altrettanto tumultuoso e controverso come la Scuderia Andrea Moda. Fondata negli anni ’90 dal controverso imprenditore italiano Andrea Sassetti, la scuderia è entrata nella storia del motorsport per la sua breve ma travagliata esperienza nel mondo della massima categoria automobilistica.

In questo articolo, esploreremo la nascita, la storia e la caduta di questa Scuderia di Formula 1, rimasta nel cuore degli appassionati non per i risultati conseguiti in pista.

Mettetevi comodi e gustavi il racconto di quella che doveva essere una favola, ma che si è trasformata velocemente in incubo ad occhi aperti.

La storia della Scuderia Andrea Moda

La Nascita di un Sogno Ambizioso

Andrea Sassetti era un uomo dalla personalità magnetica e ambiziosa. Nato a Milano nel 1948, aveva iniziato la sua carriera nel mondo della moda fin da giovane, lavorando per importanti marchi e aprendo poi la sua azienda di accessori di lusso, chiamata Andrea Moda.

Tuttavia, dietro la sua passione per la moda si celava un amore segreto per il motorsport. Fin da ragazzo, Andrea era affascinato dalla velocità, dal rumore dei motori e dalla competizione in pista. Mentre il suo marchio di moda prosperava, la passione per la Formula 1 continuava a bruciare dentro di lui.

Così, nel 1991, quando la possibilità di acquistare la scuderia Coloni si presentò, Andrea non esitò. La Coloni era una scuderia italiana che aveva avuto scarso successo nelle stagioni precedenti e si trovava in difficoltà finanziarie. Sassetti vide l’opportunità perfetta per realizzare il suo sogno di creare una scuderia di Formula 1 che portasse il nome della sua azienda, Andrea Moda.

Con determinazione e spirito imprenditoriale, Andrea acquisì la licenza della Coloni e iniziò a pianificare il debutto della Scuderia Andrea Moda nella stagione 1992. Era un sogno ambizioso, ma Andrea era pronto a investire tempo e risorse per farlo diventare realtà.

La Storia Travagliata della Scuderia Andrea Moda

La stagione 1992 iniziò con grande entusiasmo, ma ben presto la realtà si rivelò molto più difficile di quanto Andrea avesse immaginato. Il team si presentò ai primi test pre-stagionali con due vetture poco competitive, derivate dalla progettazione della Coloni C4. Mancava il budget per sviluppare le vetture e la struttura del team non era all’altezza degli standard richiesti dalla Formula 1.

I piloti scelti per rappresentare la scuderia erano l’italiano Alex Caffi e l’esordiente Enrico Bertaggia. Entrambi erano entusiasti di far parte di questa avventura, ma ben presto si resero conto delle sfide che li attendevano. Le vetture non erano competitive e il team aveva difficoltà a seguire il ritmo delle altre scuderie.

Inoltre, la mancanza di fondi iniziò a pesare sul team. Il personale non veniva pagato regolarmente e alcune parti essenziali della vettura erano difficili da ottenere a causa di mancate transazioni finanziarie. La gestione del team si rivelò caotica e il morale iniziò a calare tra i membri del team.

Nonostante i problemi, Andrea Sassetti manteneva un atteggiamento positivo e speranzoso. Era convinto che la sua passione e la sua determinazione avrebbero portato il team al successo.

La fine dell’incubo

Mentre la stagione proseguiva, la situazione della Scuderia Andrea Moda peggiorava sempre di più. Le prestazioni scadenti e la gestione disorganizzata attirarono l’attenzione negativa della FIA e degli altri team del paddock.

Inoltre, i conflitti interni e le polemiche aggiunsero ulteriori tensioni al team. Andrea Sassetti, desideroso di ottenere risultati migliori, decise di licenziare Alex Caffi, il pilota con più esperienza, e di sostituirlo con il pilota britannico Perry McCarthy. Tuttavia, i problemi amministrativi impedirono a McCarthy di ottenere la Superlicenza necessaria per correre in Formula 1, e il suo debutto fu negato.

La FIA, a quel punto, decise di intervenire e condusse un’indagine sui problemi finanziari e organizzativi della scuderia. Con grande dispiacere, la FIA revocò la licenza della Scuderia Andrea Moda e annunciò l’esclusione definitiva del team dal campionato di Formula 1.

La notizia fu un colpo devastante per Andrea Sassetti e per tutto il team. Il sogno ambizioso di partecipare alla massima categoria automobilistica si era trasformato in un incubo. La scuderia scomparve definitivamente dalla Formula 1 dopo sole quattro gare disputate nella stagione 1992.

Un Capitolo Controverso nella Storia della Formula 1

Dopo l’esclusione dalla Formula 1, Andrea Sassetti tornò nel mondo della moda, cercando di riprendere la sua vita e la sua carriera. Ma l’esperienza nella Formula 1 gli lasciò un segno indelebile. La Scuderia Andrea Moda rimase un capitolo controverso e avvincente nella storia della Formula 1, dimostrando che la passione e l’ambizione possono incatenarsi agli ostacoli finanziari e organizzativi.

Andrea Sassetti, l’uomo dietro la Scuderia Andrea Moda, aveva intrapreso una sfida titanica, ma la sua passione e il suo coraggio nel tentare l’impossibile rimasero una testimonianza indelebile della determinazione umana nel perseguire i propri sogni, anche quando il traguardo sembra irraggiungibile.

Il 7 volte campione del mondo di F1 LEWIS HAMILTON sbarca su Fortnite (insieme al mitico ROSCOE)

Il 7 volte campione del mondo di F1 LEWIS HAMILTON sbarca su Fortnite (insieme al mitico ROSCOE)

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16/11/2023 11:22 di Marco "Stak" Cresta
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Roscoe & Lewis Hamilton skin? – Dopo svariate star del mondo dello sport come LeBron James, Neymar JR o Giannis Antetokounmpo, tocca ora ad una delle leggende della Formula 1 sbarcare su Fortnite!

Epic Games ha infatti annunciato che da domani verrà ufficialmente aggiunto Sir Lewis Hamilton, 7 volte campione del mondo di F1 ed attuale pilota di punta del team Mercedes AMG, come nuovo operatore giocabile sul br Fortnite.

Lewis Hamilton è un personaggio assolutamente straordinario all’interno del circus… Oltre ad aver vinto tutto (103 vittorie e 7 mondiali, ndr) e più di tutti, il numero 44 del team Mercedes è uno dei pochissimi piloti a non risparmiare critiche, spesso anche molto pesanti, contro il “vecchio” establishment della F1.

Il 7 volte campione del mondo è quindi diventato una star dentro e fuori dall’abitacolo della sua monoposto, ed è oggi un volto celebre anche tra i non appassionati del motorsport.

Con questo nuovo annuncio di Epic Games, il personaggio di Lewis Hamilton conquista però un nuovo record, e diventa il primo pilota di Formula 1 protagonista in un videogioco che non ha nulla a che fare con la F1.

Anche Roscoe con Lewis Hamilton su Fortnite

Insieme a lui anche il suo inseparabile Roscoe, bulldog inglese che da anni accompagna Hamilton in giro per il mondo nei vari circuiti del campionato. Pensate che Roscoe è il primo cane nella storia della Formula Uno a presenziare abitualmente nel circus, segue una dieta vegana come il suo amico umano, ed è stato “protagonista” di una polemica derivante proprio dalla sua presenza all’interno dei box.

Il nuovo bundle sarà disponibile ufficialmente da domani. Non appena saranno disponibili nuove informazioni, non esiteremo a riportarle qui su Powned. Restate sintonizzati  con noi per non perdere neanche una novità.

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GP del Qatar: le follie di un week-end disastroso

GP del Qatar: le follie di un week-end disastroso

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09/10/2023 16:12 di Mario "Rios" Cristofalo
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Si, avete letto bene: il week-end del GP del Qatar è stato disastroso. Tra l’impreparazione della FIA (costretta a creare regole ad hoc per questa pista), soste forzate ai box e piloti distrutti da caldo, il bollettino dopo Lusail è tragico.

Quanto successo in questo scorso round del Mondiale di F1 dovrà fare storia, per evitare di ripetere quanto visto. Giocare con la salute e la vita delle persone, in nome di uno spettacolo che è stato anche noioso, non deve essere possibile.

Insomma, ormai è chiaro che c’è qualcosa che non funziona in questo circo itinerante della Formula 1 e delle soluzioni devono essere approntate sin da subito.

Il disastroso GP del Qatar

Circolo di amatori

Nonostante la pista di Lusail non sia proprio nuova nel mondo delle corse (la MotoGP ci corre da anni), la Formula 1 ci aveva corso soltanto una volta prima del week-end appena trascorso. Era il 2021, e Liberty Media e FIA stavano cercando d’imbastire un calendario più o meno decente cercando di stare al passo con le restrizioni anti COVID-19.

Allora la gara non offrì molto spettacolo, con Lewis Hamilton che dominò dall’inizio alla fine. Eppure, questa pista, non è brutta come altre che sono presenti in calendario, perciò non sembrava un miraggio rivederla in un futuro campionato.

Ed proprio nel 2023 che il GP del Qatar ha fatto il suo grande ritorno. Ma nonostante questo, FIA e Liberty Media hanno deciso di uccidersi con le proprie mani. Si è deciso di piazzare un week-end sprint su un tracciato completamente sconosciuto, visto che queste auto ad effetto suolo non ci avevano mai corso e che l’asfalto ed i cordoli sono stati ristrutturati.

Questi ultimi, inoltre, sono stati inaspriti per evitare l’impietoso spettacolo dei track limits (che comunque si è verificato). Questi cordoli, però, sono diventi un’arma a doppio taglio. Infatti hanno iniziato a distruggere le gomme e le vetture, costringendo Pirelli ad imporre delle finestre obbligatorie per le soste ai box dopo la sprint race.

Una decisione che, per quanto saggia, ha ammazzato lo spettacolo. Tutti hanno giocato secondo le regole, standardizzando le strategie in nome della sicurezza. L’ennesima vittoria di Max Verstappen, la prima da tre volte campione del mondo, è stata caratterizzata dalla noia ancora più del solito. Insomma, il week-end di Lusail ha evidenziato, ancora una volta di più, l’inadeguatezza in campo tecnico della FIA. Ma non è finita qua.

Vita a rischio

Quando qualcuno decide di fare il pilota di Formula 1 conosce bene i rischi a cui va incontro. Certamente siamo lontani anni luce da ciò che succedeva negli anni 70-80-90, ma si va pur sempre ad oltre 300 km/h in una monoposto. Gli impatti sono dietro l’angolo e si corre sempre su una linea molto sottile.

Eppure, quanto visto ieri, scavalca i limiti del rischio che i piloti accettano pur di realizzare i loro sogni. Nella gara di domenica FIA e Liberty Media hanno toccato il fondo di questa gestione della F1, mandando i piloti al massacro.

Ocon si è sentito male dopo solo 15 giri ed ha vomitato ben due volte nel cascoSergeant coraggiosamente ha deciso di ritirarsi perché il suo fisico non riusciva a reggere più il calore generato dall’ambiente e dalla sua vettura. Una decisione assolutamente comprensibile e di cui il pilota statunitense non deve vergognarsi, con buona pace di qualche “collega giornalista” che ha anche avuto il coraggio d’insultarlo.

Oscar Piastri ha avuto problemi alla vista per tutta la gara. Russell e Norris aprivano la visiera del casco e toglievano le mani dal volante sul rettilineo per prendere aria. Charles Leclerc ha dovuto fare i conti con una disidratazione costante, dovuta al sudore causato dai 31 gradi esterni e degli 80 percepiti in auto. Fernando Alonso ha riportato delle ustioni al fianco destro. Lance Stroll ed Alexander Albon si sono subito recati verso le ambulanze ed al centro medico per farsi visitare e curare.

Insomma, poteva essere una vera e propria ecatombe in nome del vile denaro offerto dagli sceicchi qatarioti. Questa è una bella pista, lo ripetiamo ancora una volta, ma non si può e non si DEVE correre in queste condizioni. FIA e Liberty Media hanno sbagliato tutto ciò che umanamente si poteva sbagliare in questo GP del Qatar, giocando con la vita di chi questo spettacolo lo tiene in piedi.

Quanto successo a Lusail deve essere un monito per il futuro. Un disastro sfiorato che deve rimanere scolpito nella pietra, in modo che tali avvenimenti non accadano più. Il Qatar ha un contratto firmato fino al 2033 e delle soluzioni servono già nell’immediato. Non è questo lo spettacolo che vogliamo. Questo non è sport. Questo è un massacro in piena regola. Dov’è finita la lotta alla sicurezza di cui la FIA si vanta tanto? Davvero la scambiamo per i soldi e per lo show? Niente di tutto ciò è più accettabile.

Max Verstappen crede nel Sim Racing come trampolino di lancio per la pista: “entro il 2025 voglio un team con due piloti in GT3”

Max Verstappen crede nel Sim Racing come trampolino di lancio per la pista: “entro il 2025 voglio un team con due piloti in GT3”

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11/08/2023 18:58 di Marco "Stak" Cresta
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Speciale Sim Racing – Il due volte campione del mondo di Formula Uno Max Verstappen, ha dichiarato che quello delle simulazioni virtuali può essere un trampolino di lancio eccellente per i futuri campioni del motorsport.

A differenza di tante altre discipline, quelle legate al motorismo sono certamente tra le più costose. Nella maggior parte dei casi i giovani talenti devono infatti abbandonare il loro sogno di diventare piloti, a causa degli altissimi costi necessari a sostenere l’attività.

Se però un giovane talento si fa le ossa nel mondo del sim racing, i costi sono spropositatamente più bassi, e di conseguenza si “amplia” il numero di possibilità di trovare nuovi straordinari piloti da vedere in azione in pista.

Proprio in questi giorni sta venendo trasmesso nei cinema il nuovo “Gran Turismo“, film che parla della vera storia di Jann Mardenborough, formidabile asso del sim racing che è riuscito a coronare il sogno di guidare per la squadra corse di Nissan, in dei gran premi nel mondo reale.

Verstappen sul Sim Racing: “Vogliamo creare un trampolino di lancio dalle corse virtuali al GT3, cosi che i kart non siano più l’unico percorso per il motorsport”

Il tema è quindi molto sentito, e non ci meraviglia che Verstappen sia molto interessato alla cosa… Tra i piloti dell’edizione 2023 di F1, l’insaziabile Max Verstappen è uno di quelli maggiormente impegnati in sessioni di gioco sui simulatori e sulle gare di Sim Racing.

Il perchè è presto detto: Verstappen, come ogni altro mostro da competizione, ama mettersi alla prova e vincere. Visto che nel sim racing non è “dominante” come lo è in F1, Verstappen trova estremamente avvincente mettersi alla prova nelle gare online, con il chiaro scopo di arrivare un giorno a dominare anche queste (fonte: Drive to Survive, ndr).

Non sorprende quindi che proprio Verstappen abbia deciso di darsi come obiettivo la presentazione sulla griglia di partenza del Campionato Europeo GT3 del 2025 di un team composto solo ed esclusivamente da sim driver. Il “Team Verstappen” sarà attivo principalmente nel mondo endurance… Dove, chissà, forse un giorno correrà anche lo stesso Max (non è un segreto che il 2 volte campione del mondo RedBull abbia come obiettivo la 24 ore di Le Mans, ndr).

Intervistato sull’argomento, Max ha spiegato che “Tramite Verstappen.com Racing sponsorizziamo e supportiamo già varie attività di corsa di persone a me vicine… Tutto è iniziato con le corse virtuali del Team Redline. Ora siamo attivi anche con Thierry Vermeulen nel DTM e nel GTWC Sprint e con mio padre nei rally…

Ma l’obiettivo finale è creare il nostro team di corse. Inizieremo nella classe GT3 e poi vedremo dove può arrivare la nave. Attualmente ci stiamo lavorando. Farcela già per il prossimo anno è difficile, ma io lo voglio il prima possibile. Un team GT3 nel 2025 dovrebbe essere fattibile. Con almeno due auto”. 

Un istante di gara di un GP del Campionato GT3

Chiaro l’intento del campione, che sulla questione “crescita dei piloti” e “sostenibilità economica” del progetto ha spiegato: “Quando faccio qualcosa, voglio farlo bene. Voglio vincere, anche con questo progetto. Vogliamo  essere in grado di creare un trampolino di lancio dalle corse sim al GT3. In modo che i kart non siano più l’unico percorso tramite il quale si possa arrivare nel motorsport… Perché al momento costa un sacco di soldi”.

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