Il Community Challenge inizia con il “Capture Flag”

Il Community Challenge inizia con il “Capture Flag”

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Una buona notizia arriva da casa Respawn per chi, come noi di powned.it, aspettava con ansia una implementazione che stimolasse un po il fattore community sul nuovo FpS della Eletronic Arts.
Fino al nove di Aprile infatti tutti i giocatori possono pubblicare, sui profili ufficiali di Titanfall su Facebook o Twitter , il loro Score ottenuto al termine di una partita “Cattura la Bandiera“.
Più precisamente dovranno pubblicare  uno Screenshot che mostri chiaramente il punteggio ottenuto; in un secondo momento, il team di Respawn confronterà tutti gli score e comporrà una classifica dal punteggio più alto a quello più basso (in caso di parità tra due o più giocatori verrà scelto il vincitore in modo assolutamente casuale tra questi).
La prima edizione di questa particolare sfida vede come campo di battaglia la modalità “Cattura la Bandiera”, e sarà seguita da una seconda edizione con un lieve margine di tempo, cosi da permettere al Team di Respawn di poter meglio gestire l’immensa mole di dati che ricevono e riceveranno da parte di tantissimi utenti.

Il vincitore di questa sfida riceverà in premio un controller ad edizione limitata per Xbox One targato Respawn Team.

A dire il vero comunque, viste le novità impressionanti che sono state lanciate con Titanfall, forse noi di Powned.it ci aspettavamo un po di più  dai ragazzi Respawn che degli screenshot da “postare” sui vari canali Social; ma è sicuramente un inizio, e qualsiasi cosa stimoli, anche fosse solo vagamente, la community di questo FpS è sicuramente positiva!

 

 

Rubate 6.000.000$ di SKIN, individuato l’HACKER più famigerato del mondo di CS:GO

Rubate 6.000.000$ di SKIN, individuato l’HACKER più famigerato del mondo di CS:GO

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CS.MONEY, il noto sito di compravendita di aspetti su quello che è a tutti gli effetti il mercato di skin più longevo e ricco della recente storia, ha finalmente rilasciato un aggiornamento sul caso che ha scosso la community di CS:GO per il valore della ”refurtiva”.

Sono effettivamente pochissimi quelli che hanno anche una sola vaga idea del valore potenziale del mercato delle skin su CS:GO. Gli aspetti spaziano dai coltelli, ai caschi, passando per i guanti ed ovviamente skin per le armi.

Ad oggi si stima che il mercato degli aspetti valga circa 300.000.000 $, cifre mostruose soprattutto se si pensa che ovviamente nonostante stiamo parlando in alcuni casi di pezzi praticamente unici, si tratta “solo” di una serie di oggetti su schermo, senza nessun valore una volta spento il PC, né dal punto di vista personale, né da quello artistico.

Come si è svolto il furto di skin da 6.000.000$, CS.MONEY risarcisce

Sebbene Valve abbia svolto un lavoro eccellente nel cercare di riportare all’ordine il mercato che chi gioca ancora a CS:GO ricorderà proprio come un luogo anarchico negli anni da 2014 al 2018, si tratta di un posto ancora pericolo, nel quale si possono ricevere delle sonore truffe, se non si è molto esperti.

Per questo motivo sono nati siti come CS.MONEY, che si propongono di fare da tramite da acquirenti e venditori di skin su CS:GO, in modo da azzerare il nuemro di truffe subite dagli utenti.

Meno di due settimane fa, tuttavia, il sito aveva riportato di aver subito un pesantissimo attacco hacker che aveva portato alla perdita di skin per un valore totale di circa 6.000.000$. Una perdita che ovviamente ha interessato moltissimi utenti che hanno rischiato di perdere oggetti con un valore davvero elevato.

La tensione è durata fino a ieri sera, quando il CEO del sito di scambi, Sobolevsky, ha comunicato con un Twitlonger la risoluzione della faccenda, almeno parziale:

“[…]Tuttavia, possiamo già dirvi che abbiamo trovato colui che ci ha hackerato e abbiamo capito esattamente come ha fatto. Mentre eravamo lì ad analizzare tutti i dati, abbiamo ripreso il controllo sugli account utilizzati per immagazzinare le skin rubate.”

Che ne pensate community? Eravate a conoscenza di questo furto di skin su CS:GO? Come al solito la discussione è aperta!

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Rubato un account di gioco che valeva 2.000.000 $, la community di CS:GO già nel panico

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Account Rubato – Chi conosce anche solo marginalmente l’ambiente di CS:GO saprà di certo alla perfezione quanto valga ancora a distanza di moltissimi anni dal rilascio del gioco, il mercato delle skin.

L’account più ”ricco” di sempre, secondo alcuni report condivisi nella nottata tra ieri ed oggi, sarebbe stato hackerato e quasi svuotato dagli autori di questo colpo.

Migliaia di oggetti dal valore stimato di circa 2 milioni di dollari americani stanno proprio in queste ore venendo venduti singolarmente sul mercato.

CS:GO: account rubato da 2.000.000$ caos in community

Tra i primi a dare notizia dell’accaduto la pagina Twitter ”ohnePixel”, che tra gli item più rari posseduti in questo account di gioco unico del suo genere riporta:

  • 7x souvenir dragon lores
  • no-star karambit
  • #1 blue gems

Per chi non conoscesse troppo bene i valori di questi oggetti, basti pensare che solo il #1 Blue Gem Karambit ha un valore stimato di circa 1,2 milioni di Euro.

“Questo è l’inventario più costoso di tutti i tempi, contenente gli oggetti più leggendari nella storia di CS:GO”, ha spiegato ohnePixel.

“La metà (circa) degli articoli sono stati venduti rapidamente e sono spariti, l’altra metà è stata invece inviata all’account Steam dell’hacker e si trova in una sospensione commerciale.”

”Se qualcuno conosce il tuo nome utente Steam, può inviare denaro al tuo account, aprire un ticket di supporto su Steam e affermare che è il suo account”, hanno spiegato alcuni utenti.

“Il supporto consentirà  l’accesso, poiché sembra che effettuare un piccolo pagamento casuale sul tuo account sia una prova sufficiente del possesso dell’account”.

Cosa ne pensate community? Come al solito la discussione è aperta!

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SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

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Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

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Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

Nerd di tutto il mondo, UNITEVI!