Apex, suona l’allarme “soft cheating”: problemi ad identificare gli imbroglioni?

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Le ondate di ban su Apex Legends si stanno ormai accumulando e per ogni volta che parte una di queste poderose “sberle” degli sviluppatori verso imbroglioni e cheaters vari, la community si attende un progressivo miglioramento della situazione delle partite della Battaglia Reale.

Questo però non sta accadendo in modo ottimale, o comunque non sembra che la situazione relativa ai cheaters stia migliorando alla velocità aspettata e desiderata, e pare che dietro a tutto questo vi siano dei nuovi programmi di cheat identificati come “soft cheating“.
Per soft cheating di intendono dei “cheat più leggeri” e meno impattanti di altri, che in questo caso sembra stiano riuscendo a “bypassare” i sistemi di difesa di Apex, incapaci di identificare questo nuovo tipo di “giocatore tossico”.

Secondo alcuni esperti giocatori, questi sistemi potrebbero essere ancor più problematici dei normali cheat, perchè sono volutamente meno “meccanici” dei normali hack rendendo più difficile (cosi come per il sistema di difesa) per i giocatori capire quando si ha davanti un cheaters o meno e, di conseguenza, rendendo anche molto più complicato capire quando fare o non fare una segnalazione agli sviluppatori.

La situazione quindi resta assolutamente delicata ad un giorno solo di distanza dalle ultime dichiarazioni di Respawn in merito al problema: meno di 24 ore fa uno sviluppatore di Apex Legends aveva infatti nuovamente bocciato l’idea del region lock per la Cina, regione dalla quale sembrano provenire la maggior parte degli utilizzatori degli hack.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.