La censura della Overwatch League colpisce ancora: stavolta viene bandito il simbolo “OK” dal pubblico dal vivo

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Blizzard invita a non utilizzare il comune simbolo per via della sua (inventata) “connessione con i gruppi suprematisti bianchi”

La Blizzard si trova di nuovo inflessibile con i propri fan e con i meme. È toccato all’emote Trihard7, che molti ritenevano utilizzata in maniera discriminatoria nei confronti di Malik Forté, uno dei presentatori della Overwatch League, per via del colore della sua pelle. Poi la rabbia si è spostata su Pepe, la ranocchia particolarmente amata da 4chan, percepita come simbolo politico in quanto qualche fake news l’aveva messa in correlazione con la figura politica di Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti d’America. Nonostante questa connessione sia stata col tempo ampiamente screditata, i commissari della Overwatch League non si sono tirati indietro, anzi: nel giorno del suo compleanno Sinatraa, un giocatore dei San Francisco Shock, ha postato un Pepe in completo di festa proprio per festeggiare il suo diciottesimo compleanno. Questo tweet è in seguito stato rimosso, e Sinatraa ha scritto “ho dovuto cancellare il mio ultimo tweet, ma grazie per gli auguri”.

Ora la morsa si stringe attorno ad un altro meme, ben più antico sia di Trihard7 che di Pepe: si tratta del simbolo dell’OK, usato dai ragazzini di tutto il mondo (compresi quelli americani) per… tirarsi dei sonori cazzottoni a vicenda. Chi è nato tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei 2000 si ricorderà sicuramente del periodo durante il quale tutti cercavano di far guardare gli amici attraverso un anello formato dalle proprie dita per poi mollare loro un pugno se si distraevano e lo notavano. Da lì si sono sviluppate poi moltissime regole sempre diverse: chi “bucava” con il dito l’anello poteva colpire l’altro, bisognava che fosse sotto l’altezza del mento…

“guarda il soffitto”, “guarda il pavimento”, “guarda il ripiano”
👌

Recentemente questo stesso simbolo, negli stessi connotati, è ritornato sulla faccia di internet come meme. Chiamato “The Circle Game”, lo scopo della competizione è la stessa: far guardare la persona dietro lo schermo in un anello, questa volta in fotografia o disegno, ma sempre formato da delle dita.

Su Internet, però, non ci sono solamente le foto: è molto semplice, infatti, trovare anche esempi video di questo meme, che solitamente fanno apparire l’OK in modo inaspettato. Molte compilation di questo meme possono essere trovate su YouTube, e ne ho inserita una qui di seguito. Attenzione, però, per chi è sensibile: spesso queste scene hanno colori lampeggianti e suoni molto forti.

4chan ha preso “possesso” anche di questo meme, trasformandolo in una controversia. Gli utenti della famosa imageboard hanno infatti convinto diverse testate che le dita unite in questo modo rappresentino un simbolo dei suprematisti bianchi americani. Qualche user, infatti, si è inventato un significato nascosto per l’OK: le tre dita tese simboleggerebbero una W mentre indice e pollice, in linea con il polso, rappresenterebbero una P; unendo le due lettere si ottiene WP, codice per White Power o potenza bianca, uno slogan molto amato dai suprematisti bianchi. Si tratta ovviamente di una invenzione, l’OK non è mai stato un simbolo razzista: secondo l’utente di 4chan “la sinistra ha scavato parecchio nella proprie idee lunatiche. Dobbiamo forzarli a scavare ancora”.

Il post incriminato: su 4chan si propone di convincere tutti che l’ 👌 sia un simbolo razzista

Tutto questo è un prologo per spiegare l’incidente avvenuto alla Blizzard Arena. Una persona, inquadrata durante un’intervista nello sfondo, ha alzato la mano formando proprio questo simbolo alle spalle del giocatore che stava rispondendo alla domanda. Una lamentela è stata rivolta alla Overwatch League attraverso Twitter ed ai fan in sala è stato chiesto di non usare quel gesto per le sue presunte denominazioni razziste. Il giornalista Rod “Slasher” Breslau ha esposto la vicenda in un post sul suo account Twitter, linkando anche la clip con l’incidente:

Anche il fan “colpevole” di questo gesto ha postato un tweet, senza però capire e puntualizzare la situazione: l’utente SteelTrainer, infatti, ha chiesto scusa per “non aver conosciuto il contesto”. Contesto che, però, non esiste, come moltissime persone gli hanno ricordato nei commenti. “Non hai fatto nulla di male” scrivono in molti, compresi il famosissimo caster DoA e un rappresentante di ESP Gaming Richard Lewis.

Un caso chiuso per tutti, quindi: l’OK non è un simbolo razzista, ma solo un gioco scemo che ha divertito molti studenti negli anni 90 e 2000 e che continua a circolare come scherzo su Internet vivendo attraverso un meme. Qualcuno, però, deve spiegarlo alla Blizzard, visto che non ha risposto a nessun tweet.

Gabriele "theGabro" Colombi

Nerd. Amante di giochi e videogiochi, Gabriele spende la sua infanzia tra un monitor e una console, e all'università scopre il fantastico mondo degli [email protected]_ su Twitter.