Chi fermerà gli Uprising? Le pagelle della settimana!

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Terza settimana appena alle spalle e finalmente ci ritroviamo una unica vera capolista, quella su cui pochi avrebbero scommesso qualche spicciolo.
Boston svetta con autorevole maestosità, unica imbattuta del tabellone e con i cadaveri di tutte le grandi ormai seppelliti alle proprie spalle.
Proprio questo week end ha portato a casa 2 successi di primissimo valore contro coloro che fino a poco tempo fa erano le favorite assolute. Apre contro London e chiude contro Seoul, la prima partita al tie break con Oasi che sta diventando una presenza costante e la protagonista ultima di tutte queste bellissime sfide a cui stiamo assistendo.
Nonostante la crisi che stanno attraversando i ragazzi in azzurro danno battaglia e riescono a raggiungere l’incoraggiante punteggio di 2 a 0 salvo poi perdere terreno fino a cedere completamente il passo nel finale.
Il secondo incontro invece è più lineare, si chiude 2 a 1 ma concedendo solo l’ultima mappa a risultato ormai al sicuro e solo grazie ad un Fleta veramente fuori dall’ordinario che fa quasi tutto da solo e regala una magra consolazione ai Dynasty, solo parzialmente arricchita dalla vittoria contro i modesti Dragons che, questa settimana, sono apparsi meno umili del solito ma sempre lontani dal loro primo successo.

Chi invece va a casa con un sorriso a 32 denti è San Francisco, 2 successi e una sola mappa concessa contro i Fuel e i Philadelphia.
La prima partita li vede affrontare ciò che è tornato, grazie alle ennesime brillanti decisioni della società, ad essere solo il cadavere di un gruppo costruito per vincere.
La perdita di Rascal e del loro coach ha certamente gravato sulle spalle di questi ragazzi che offrono una prestazione disastrosa, coronata da un errore madornale durante lo scontro finale a Blizzardworld, abbandonando il carico nei tempi supplementari proprio quando avevano a disposizione tutte e 6 le ultimate e la possibilità molto concreta di poter portare a casa la battaglia e, forse, anche la mappa.

La seconda contro i Fusion invece è insolitamente facile, figlia di un calendario che li ha decisamente favoriti in questo caso lasciando a Philadelphia meno di 24 ore di tempo dopo il match contro gli Spitfire e scarse possibilità di preparasi al meglio. Gli Shock  non si fanno pregare e prevalgono con un netto 3 a 1 che premia comunque le loro scelte efficaci e un Architect capace di riempire quella casella mancante di dps flex di cui tanto avevano bisogno.

Settimana orribile per i Fusion che perdono anche contro New York, una incredibile fotocopia di quella che fù la finale dello scorso stage con gli arancioni avanti facilmente 2 a zero e non in grado di chiudere il conto facendosi poi battere per 3 a 2 sottomessi da un Pine mostruoso.
Lui è il vero artefice del doppio successo degli Excelsior che concludono in fotocopia contro i Gladiators, ed anche qui a guidare la carica ci pensa ancora una volta la widomaker comandata da uno dei volti più simpatici della lega che ti sorride amabilmente in camera con il suo faccione rotondo prima di farti saltare via la testa sul campo, forse il migliore hitscan presente in questa competizione.

Rialzano la testa anche gli Houston che firmano 2 importanti successi ottenuti comunque con gli ultimi della classe, Fuel e Mayhem in questo momento sono ben poca cosa e risultano la terapia perfetta per chi è reduce da una settimana da incubo.
Gli altri contendenti al posto di leader invece subiscono una battuta d’arresto, i Valiant riescono ad avere la meglio nel derby di L.A. ma perdono contro gli Spitfire in modo quantomeno curioso.

Regalano infatti senza nemmeno combattere le prime 2 mappe ai loro avversari salvo poi risvegliarsi di prepotenza nelle successive 2 non dando praticamente respiro agli azzurrini londinesi; il problema è però che cedono ancora su Oasi e questa volta la loro imbattibilità cade insieme al match lasciando i Boston soli al comando con tutti gli scontri difficili ormai alle spalle.

Pagelle

  • 10 alle lacrime di Striker: alla fine del match contro gli Spitfire si lascia andare alle lacrime regalando a tutti gli spettatori un bel momento e una piccola emozione. Come non volergli bene?
  • 9 a Pine: ma cosa ha fatto?! 2 volte i New York si sono trovati in difficoltà e 2 volte è arrivato lui a trascinarli fuori dalle difficoltà con prestazioni monstre, quando gli altri non sono in forma sapere di averlo è sempre confortante.
  • 8 agli Shock: 2 vittorie quasi a punteggio pieno, certo in parte è merito degli avversari ma sembrano aver fatto tesoro dei loro errori passati.
  • 7 agli Houston: possono finalmente uscire dall’angolino buio in cui si erano rintanati impauriti e tremanti, la nuova settimana riporta ottimismo in Texas.
  • 6 ai London: a quanto pare la grande crisi è finita, una sconfitta e una vittoria col coltello tra i denti che restituisce un grande protagonista alla competizione.
  • 5 a Seoul: ormai abbonati alla mediocrità che non dovrebbe competergli, sempre li ad annaspare a metà classifica cercando di non affogare, una brutta vita per chi dovrebbe essere una fiera tigre.
  • 4 ai Fusion: brutta, bruttissima settimana non aiutata dal calendario, certo una scusa fin troppo blanda perchè sia sufficiente per perdonarli, vogliamo di più.
  • 3 ai Mayhem: vincono non senza soffrire lo scontro con i loro coinquilini della bassa lega e le prendono ancora dagli Houston, la speranza è l’ultima a morire ma anch’essa inizia ad apparire debilitata e prossima alla tomba
  • 2 ad Agilities: poco costante e primo artefice della sconfitta contro gli Spitfire, forse pensava di essere ancora nel letto abbracciato all’orsacchiotto ma questo non è un sonno terapeutico.
  • 1 al secondo punto di Blizzardworld: come hanno fatto a mettere la mappa nella lega prima di correggere il punto di respawn lo sanno solo loro, mai visto qualcosa di meno sensato di questo.
  • 0 alla dirigenza dei Fuel: ormai sono quasi una costante nelle zone basse della pagella, ennesima rivoluzione ed ennesimo disastro, forse questa volta era davvero necessario o forse no fatto sta che stanno passando da ridicoli ad irritanti.

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