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Quali sono i Murloc più popolari di Hearthstone?

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Murloc Hearthstone – I Murloc non sono certo tra le creature più amate e desiderate di Azeroth…ne tanto meno della Locanda, ma le loro indiscutibili potenzialità gli hanno sempre garantito un posto in prima fila all’interno della scena competitiva di Hearthstone.

I servitori di questo tipo sono tantissimi, ma in questo speciale vogliamo andarci a concentrare unicamente su quelli più popolari della ladder, ovvero quei Murloc che è più facile incontrare in una sfida in modalità standard nelle classificate di HS.

Guardando i dati pubblicati da Hs Replay, scopriamo quindi che il “meno” popolare della Top5 è il Condottiero Murloc, che viene giocato nel 2.2% dei mazzi tra il rank Diamond ed il Legend, forte di un’ottima winrate del 52.5%.

Davanti a lui, seppur a pari merito, si piazzano altri due storici murloc di HS, ovvero il Oracolo Lucefredda ed il Murloc Invocamaree, mentre insieme a loro troviamo anche il Navigatore Vilpinna, che chiude con le stesse statistiche degli altri servitori citati.

Al primo posto troviamo il Murloc in assoluto più popolare delle classificate, ovvero il Branchiasolare Inibito, un servitore praticamente immancabile nelle liste del Paladino incentrate su questo archetipo, a cui va il titolo di Murloc n.1 della Locanda.

Approfondiamo la storia dei Murloc

I Murloc sono creature bipedi ed anfibie, sono bassi, incurvati e apparentemente goffi, ma in realtà possono muoversi con agilità sorprendente. Hanno mani e piedi palmati e occhi sporgenti, da pesce.

Il colore delle squame può essere molto vario: sono stati avvistati murloc gialli, arancioni, blu, grigi, verdi, bianchi e di altri colori. Il colore dominante è sempre accompagnato da macchie o strisce di altri colori.  Sono colonizzatori di zone dove c’è un ingente presenza d’acqua; si trovano infatti sulle spiaggie di Azeroth, sulle coste a strapiombo sul mare, vicino ai laghi e lungo torrenti e fiumi.

La loro razza è molto antica, alcuni indizi portano a credere che siano presenti su Azeroth anche prima dei Troll (che sono una razza particolarmente “anziana” nel mondo di World of Warcraft),  hanno infatti vissuto per migliaia di anni nelle profondità del Grande Mare e degli altri oceani, e hanno cominciato a spingersi sulle isole e le coste dei continenti solo di recente, adattandosi anche all’acqua dolce.

Le motivazioni di questo spostamento non sono ancora chiare; secondo alcune fonti potrebbero essere stati spinti da streghe del mare o altre entità degli abissi per preparare la venuta della Legione Infuocata, o comunque la loro rapida espansione nelle varie masse continentali di Azeroth sembrerebbe essere una specie di sforzo coordinato.

Vista l’adorazione dei murloc per varie e disparate entità sottomarine, la loro emersione potrebbe anche significare l’imminente risveglio di qualche creatura simile; in questo caso, i murloc non sarebbero che l’avvisaglia di qualcosa di molto più pericoloso. L’intelligenza dei murloc è invece una questione ancora molto dibattuta. Molti li considerano primitivi, dato il loro linguaggio gutturale molto difficile da decifrare.

Tuttavia sono in grado di utilizzare armi di vario genere, e più di recente si sono avuti esempi di murloc che interagiscono con membri di altre razze civilizzate senza problemi, fatta eccezione per l’ostacolo del linguaggio.

I murloc infatti, oltre a tramandarsi la storia oralmente (si tratta perlopiù di racconti sugli antenati: il loro linguaggio), e quindi privi di una lingua “scritta”, comunicano mediante il nerglish (più precisamente mediante un dialetto del nerglish), in un dialetto assolutamente incomprensibile alle altre razze, quindi quel poco che si sa sui murloc deriva dalle osservazioni dirette su di loro.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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