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Mazzi del giorno: Control Warrior da #1 Legend e non solo

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Control Warrior Hearthstone – Sono passati pochi giorni dall’arrivo dei nerf su Hearthstone ed i giocatori stanno cercando in tutti i modi di ritrovare il meta perfetto. Dopo aver visto alcuni deck prevalere negli ultimi giorni, oggi vi portiamo alcuni mazzi sotto i riflettori nelle ultime 24 ore.

Partiamo sicuramente da uno degli archetipi più in forma, dopo il nerf al Druido, il Control Warrior. Ormai il mazzo sembra aver trovato la quadra e nelle mani del buon Thijs addirittura si è stabilito in prima posizione del Legend.

In grande crescita, non solo di percentuale di vittorie, ma anche di popolarità, è senza dubbio il Questline Hunter che vuole consolidare la sua forza nel meta. Ottimi i suoi matchup, non tutti ovviamente (soprattutto con il Demon Hunter), ma ha grosse potenzialità.

Gli altri 3 deck che vi mostreremo, invece, sono mazzi inaspettati, ma ciò ci dice che magari nei prossimi giorni potrebbero davvero crescere e diventare più che marginali.

Stiamo parlando dell’Hero Power Mage, che ogni tanto spunta in Ladder; il Beast Druid che, dopo i primi istanti di espansione difficili, cerca di riemergere; ed infine il Deathrattle Priest.

Le liste

Deathrattle Priest (Legend#311)  14940
Questline Hunter (Legend#8)  8220
Beast Druid (Legend#105)  7200
Hero Power Mage di Jorr1313 (Legend#143)  9480
Control Warrior di Thijs (Legend#1)  15720

Vi ricordiamo che costantemente aggiorniamo il meta Standard di HearthstoneQUESTO link.

Che ne pensate di questi mazzi? Fateci sapere la vostra…

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Hearthstone citata in giudizio per i suoi pacchetti. Possibile Class-Action

Hearthstone citata in giudizio per i suoi pacchetti. Possibile Class-Action

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Tra le tante vicende che hanno per protagonista Hearthstone di certo non ci saremmo aspettati questa news. A quanto pare Blizzard è stata citata in giudizio per colpa di Hearthstone e dei sui pacchetti di carte.

A farlo è stato Nathan Harris, con il suo legale, ed il motivo è legato alle transazioni in game dovute all’acquisto di pacchetti di carte, comprati da sua figlia.

Harris ha affermato che sua figlia ha acquistato pacchetti per un totale di 300 dollari nell’arco di tre anni, tra il 2019 ed 2021, ovviamente tutto ciò senza il consenso del genitore (e con la sua carta).

L’accusa rivolta a Blizzard è quella di non avere nessun tipo di controllo parentale sugli acquisti e sulla facilità, per i minori, di poter fare acquisti di “loot boxes”, senza essere a conoscenza delle reali probabilità di uscita di carte rare (ovviamente senza possibilità di rimborso).

Harris ed il suo legale hanno anche richiesto lo status di Class-Action e ciò, quindi, per includere tutti i minori che allo stesso modo hanno fatto acquisti di pacchetti con soldi veri. Secondo la denuncia sarebbero “centinaia, se non migliaia”.

La Blizzard ha risposto dicendo che negli anni ha guadagnato più di 1 miliardo, a dimostrazione della larghissima fetta di player base, dalla quale è impossibile sapere se ci sono minori che hanno fatto acquisti nel Negozio con o senza il consenso genitoriale.

Altri esempi

Situazioni del genere, comunque non sono nuove: già la Blizzard ha affrontato un processo riguardante Overwatch, terminato però in suo favore. Anche Epic Games ha dovuto affrontare questa tipologia di caso, per quanto riguardava i “loot boxes” in Salva il Mondo. Dopo ciò Fortnite ha dovuto rendere visibili tutti gli acquisti in questa modalità.

Stessa cosa per Rocket League e similmente anche EA, su FIFA, ha inserito pacchetti di carte, il cui contenuto è visibile prima dell’acquisto (questi pacchetti si resettano una volta al giorno se non comprati).

Non sappiamo ancora come la “diatriba” continuerà, ma è comunque un argomento che tiene banco da tempo e solo ora ha colpito anche Hearthstone. Vi aggiorneremo appena avremo notizie aggiuntive.

FONTE: Polygon

Che ne pensate di questa situazione dei pacchetti di Hearthstone? Fateci sapere la vostra…

Community di Hearthstone sotto shock: scoperto il motivo del ban ad Orange?

Community di Hearthstone sotto shock: scoperto il motivo del ban ad Orange?

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L’argomento che sicuramente tiene di più banco nella giornata di oggi è certamente il ban competitivo al noto Jon “Orange” Westberg. Questa mattina vi abbiamo parlato della situazione e abbiamo condiviso con voi le parole dell’interessato.

Orange, ad ora, ancora non ha voluto menzionare il motivo del ban, ma la community sembra aver scoperto la motivazione. Tutto sembra esser partito da documenti ufficiali di un processo in Svezia (nazione di Orange) resi pubblici sui social.

Purtroppo si parla ancora una volta di molestie sessuali e questa volta si è arrivati addirittura a processo, cosa non avvenuta con Purple e Zalae per esempio. Tutto questo sarebbe avvenuto nel nel 2018.

Potrete immaginare quanto sia stato scioccante per la community sentire tutto ciò, ancora una volta, soprattutto per i molti player e content creator che negli anni sono diventati suoi amici. Nessuno ha mai sospettato una situazione del genere.

Sono molte le personalità di Hearthstone che hanno cercato di dire la loro, ma il sentimento comune è sicuramente l’incredulità e la sorpresa scaturita da questo evento. Vorrei lasciarvi, per esempio, l’intervento di Jambre.

Il tweet di Jambre

Sono situazioni che non possono più accadere e che fin troppo spesso abbiamo visto, invece, nel mondo di Hearthstone. “Noi come community dobbiamo mostrare zero tolleranza su queste cose“, proprio come affermato da Jambre.

Non sappiamo se arriverà un’ufficialità da Orange, ma vi terremo aggiornati per qualsiasi tipo di novità in merito.

Che ne pensate di questa situazione? Fateci sapere la vostra…

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Orange é stato bannato dal competitivo!

Orange é stato bannato dal competitivo!

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Mai avremmo pensato di scrivere una notizia del genere, perché l’argomento ha dell’incredibile. Il famosissimo pro player Orange é stato bannato dal competitivo di Hearthstone.

La notizia é arrivata all’improvviso ed é stata annunciata dal protagonista stesso (sul sito di Hearthstone il suo nome é già tra i giocatori non idonei). Con un post sui social ha voluto “spiegare” la situazione.

Spiegare é tra virgolette, perché ad ora le motivazioni del ban sono ancora avvolte dal mistero. Orange non ha, al momento, voluto condividere con il pubblico le motivazioni.

Queste le sue parole:

Sono stato bannato da hsesports per un errore del mio passato, per il quale ho piena responsabilità. Non mi era stato dato nessun avviso per questa decisione. Quindi tutto quello che vi chiedo é di darmi un po’ di tempo per affrontare tutto questo“.

É superfluo dire quanto io sia devastato da questo. Ma non voglio sembrare di essere in cerca di compassione. Vi prego di conservare le vostre speculazioni e giudizi per il momento. Questo non é un qualcosa di cui é facile parlare e voglio essere sicuro di farlo nel modo giusto. Grazie per la comprensione“.

Queste le parole del campione di Hearthstone a cui é difficile far procedere qualsiasi tipo di ipotesi, poiché sono pochi i dettagli sulle motivazioni. Sappiamo solo essere qualcosa del passato, anche molto difficile da affrontare.

Quindi per il momento vorremmo lasciarvi solo con le parole di Orange, fino al prossimo aggiornamento.

Che ne pensate? Cosa sarà successo ad uno dei pro player piú noti di Hearthstone? Fateci sapere la vostra…

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