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Come cambia il meta con i nerf di febbraio

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Regalo di San Valentino della Blizzard che hadeciso di depotenziare alcune delle carte più oppressive per il meta di Hearthstone. Come ampiamente preventivato, il Bucaniere Minuto ha ricevuto un severo depotenziamento. Meno atteso ma comunque benvenuto anche il nerf ad Artigli Spiritici. Ci si aspetta che entrambe queste carte finiscano nel dimenticatoio, avendo perso gran parte della loro forza. Cerchiamo quindi di capire come questi cambiamenti potrebbero modificare il meta competitivo.

Premessa

Tutto è ancora incerto e poco chiaro. I cambiamenti al meta derivano da un numero infinito di variabili che si possono ipotizzare in astratto ma è solo il campo a dare la risposta definitiva. Oltre a considerare quali mazzi attualmente presenti guadagnano o perdono dal nerf, bisogna pensare che alcuni mazzi potrebbero subire modifiche ed addirittura potrebbero nascerne nuovi. Ad esempio: mazzi meno aggressivi porteranno i control a ridurre il numero delle risposte, liberando slot per carte pesanti. Come ogni volta che vengono introdotte novità nel gioco, è piuttosto semplice definire il valore assoluto di una carta o un mazzo. Al contrario è complicatissimo intuire in anticipo i rapporti di forza con il resto del meta.

Un meta più lento

Sembrerà una storia sentita e risentita troppe volte, ma stavolta sembra davvero che il meta possa rallentare. Il momento in cui i mazzi aggro saranno in grado di vincere, scivolerà di almeno un paio di turni in avanti. Questo significa che le possibilità di pescare Reno Jackson prima di morire, aumentano in percentuali esponenziali. Per battere i già difficili matchup Reno, gli aggro dovranno dotarsi di sorgenti di danni più consistenti e probabilmente anche di motori di pescata per ricaricare l’arsenale.

Questo si ripercuote a cascata sui mazzi midrange e control, che potranno tagliare carte early game. Potrebbero tornare in meta risposte late game come OmbrofuocoTumulazione ad esempio. Saranno rispolverati servitori come Ragnaros, Sylvanas e via dicendo.

Chi sale e chi scende

Inizialmente potrebbe esserci un’abbondanza di Shaman Midrange Jade, mazzo facile da usare, già forte e poco scalfito dai nerf. Questo archetipo sostituirà gli artigli nerfati e probabilmente qualche rimozione e cura, per battere i control con carte late game. I mazzi Reno potrebbero però battere questo mazzo con qualche accorgimento nelle liste, come ad esempio l’utilizzo di danni dalla mano. Discorso simile per il Jade Druid, che inizialmente sembrerà un mazzo solido, ma per diventare tier1 dovrà proteggersi dalle combo di danni. In questo contesto, si potrebbe assistere ad un ritorno di Malygos in varie forme, nel Druido o nel Ladro. Allo stesso modo potrebbero tornare in auge mazzi come Freeze Mage e Murloc Paladin.

Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato in oltre 3 anni di Hearthstone è: mai sottovalutare i mazzi aggro! Soprattutto quando i mazzi control abbasseranno la guardia, ci potrebbe essere un rifiorire di due vecchie conoscenze della locanda. Esatto, stiamo parlando di Cacciatore e Zoo che, finalmente liberi della morsa dei pirati, torneranno ad essere gli aggro per eccellenza. Se per lo Stregone Zoo le liste ricalcheranno in parte quanto già visto, il Cacciatore presenta grandi incognite. Si riprenderà il discorso interrotto dei segreti oppure finalmente vedremo l’ascesa della meccanica Handbuffs? In questa ottica, potrebbero riemergere dai sogni di inizio meta anche Guerrieri e Paladini midrange con le carte di Meccania? Non ci sentiamo di escludere questa eventualità.


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