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Battlefy Gate – secondo Invenglobal “sapevano, ma non hanno fatto nulla!”

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A metà Giugno si è disputato uno dei tornei più importanti di Hearthstone dell’anno, il Master Tour di Las Vegas, vinto dall’americano Dog, divenuto celebre per il “Battlefy Gate”.

Il torneo non è stato esente da polemiche perché, come forse saprete, c’è stato un grave incidente che ha rivelato ad alcuni giocatori delle informazioni molto importanti sui loro avversari.
Molte ore prima dell’inizio del torneo sono infatti circolate alcune informazioni sensibili circa i mazzi scelti dai giocatori ed il metagame del torneo (quindi le liste più scelte, gli archetipi più giocati ecc).

Il problema è che le informazioni sono iniziate a circolare PRIMA che venisse dichiarata “chiusa” la possibilità di scegliere le liste e pare che alcuni giocatori abbiano operato dei “cambiamenti”, quasi sicuramente maliziosi, per correggere il tiro rispetto alle scelte precedentemente operate.

La questione è derivata da un leak che ha a che fare con le API del network Battlefy, che ha comunque rilasciato il giorno seguente un comunicato di scuse:

Lo staff del noto portale ha infatti riportato in un post su Twitter: “abbiamo sbagliato affermando che l’integrità competitiva dell’evento non era stata influenzata e per questo, ci scusiamo“, per poi concludere “lavoreremo instancabilmente nelle prossime settimane per garantire che ciò non accada di nuovo. Terremo aggiornata la community sui nostri progressi

Se ne riparliamo dopo circa un mese è perché un editoriale del sito Invenglobal, firmato da Tom Matthiesen, riapre il caso definendolo “BattleLie”, ovvero un gioco di parole formato da Battlefy e la parola Lie, menzogna.

Secondo il giornalista americano, infatti, BattleFy sapeva che le sue API fossero accessibili da prima della pubblicazione dei deck, e la cosa, tra l’altro, era anche abbastanza discussa su Twitter.
Infatti il giocatore FriizHS aveva pubblicato prima della chiusura del checkin del torneo una statistica dettagliata delle classi usate nell’evento e ciò aveva scatenato un vero e proprio putiferio sul social network.


Giocatori come JayHuang avevano infatti cambiato strategia proprio a causa di questo leak (Jay era al momento del leak l’unico che portava un Priest nella competizione).

Ma come aveva fatto Fiiz ad accedere a queste informazioni?
Il giornalista di Invenglobal ha raccolto una serie di “prove” che testimoniano come l’intero sito fosse, fino a dopo lo scandalo, un vero e proprio colabrodo informatico.
Bastava eseguire una procedura complessa, ma non impossibile, per poter aver accesso a tutti i dati dei partecipanti, comprese le decklists.

Un bug sconosciuto?

Battlefy ha dichiarato sul primo Tweet ufficiale in merito allo scandalo che ha scoperto del bug il 14 Giugno, ovvero il giorno stesso del Las Vegas Master Tour.
Ma grazie allo straordinario lavoro di IG sappiamo che Battlefy era stata avvisata di questo bug, con la spiegazione dettagliata su come replicarlo, già ad Aprile, quando un organizzatore di un evento di Shadowverse, un altro gioco di carte, aveva segnalato l’errore allo staff, ricevendo un “grazie per la segnalazione” come risposta.

Bastava inserire il codice del torneo per vedere tutte le decklist!

Le implicazioni

Questi errori continui ma soprattutto le bugie danneggiano la scena competitiva di Hearthstone; i rumor sul fatto che un nutrito gruppo di giocatori “sfruttasse” le API fallate rischiano di gettare un discredito enorme su tutti i tornei, grandi e piccoli, che la piattaforma online ha tenuto negli ultimi anni.
I giocatori stanno chiedendo a Blizzard un cambiamento di Tournament Provider proprio perché a causa di questo scandalo non è nemmeno dato sapere quanti tornei sono stati “danneggiati” da queste API.
In un mondo ideale, Blizzard avrebbe messo Battlefly alla porta e stretto accordi con nuovi partner, come Smash.GG, ma secondo Mathiesen ciò non accadrà, e nessuno pagherà per questo scandalo.

Che ne pensate?


Battlefy Gate – secondo Invenglobal “sapevano, ma non hanno fatto nulla!”
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