I potenziali benefici dell’utilizzo della VR nei pazienti oncologici: luce sulla nuova ricerca della Fondazione ANT Italia Onlus

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Nella città di Bologna, un gruppo di ricercatori sta cercando di comprendere meglio tutti i potenziali benefici dati ai pazienti malati di cancro dall’utilizzo della Realtà Virtuale, ed i risultati preliminari sono assolutamente incoraggianti.

La ricerca vede coinvolta la Fondazione ANT Italia Onlus, che insieme al DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA della città emiliana ed alla società IMMERXIVE sta cercando di capire se una serie di attività “virtuali” possono effettivamente far abbassare il livello di ansia/depressione che purtroppo spesso affligge le persone impegnate a combattere contro il tumore.

Quando abbiamo conosciuto questa storia, visto soprattutto i primi positivissimi riscontri che la ricerca sta avendo, abbiamo chiesto a due dei principali responsabili di presentarci meglio il loro lavoro, con la speranza che Powned possa fungere da cassa di risonanza per un’assoluta eccellenza che merita tutte le attenzioni del caso.

Voce ai protagonisti

A parlarcene, sono stati i membri dello staff di psicologi e ricercatori Vittoria Sichi e Andrea Giannelli, che ai nostri microfoni hanno cosi presentato Look of Life- la terapia dello stupore: “Visitare mondi fantastici, anche quando si è ammalati di tumore oggi è possibile, grazie ad un innovativo progetto ideato da Fondazione ANT Italia Onlus, che ogni anno assiste gratuitamente, direttamente a casa propria, circa 3000 pazienti oncologici al giorno in diverse regioni italiane.

Gli psicologi che lavorano per ANT conoscono bene quello che la patologia oncologica, specie nelle sue fasi più avanzate, comporta per chi ne è affetto: una diminuzione della socialità e delle situazioni in cui è possibile esperire emozioni positive.

Per un paziente oncologico in fase avanzata, infatti, anche il fare una piccola passeggiata nei pressi di casa può diventare qualcosa di estremamente difficoltoso. L’isolamento socio-sensoriale può andare a sua volta a peggiorare la sintomatologia fisica del paziente creando così un circolo vizioso caratterizzato da vissuti ansiosi-depressivi ed emozioni spiacevoli.

ANT, grazie alla collaborazione con il DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA dell’Università di Bologna e la società Immerxive, che si occupa di creazione di contenuti multimediali, ha così deciso di ideare, appositamente per i propri assistiti, un gioco fruibile tramite i visori VR, il Mondo di Yuma.

Il mondo di Yuma è un mondo sommerso, caratterizzato da ambientazioni rilassanti in cui il paziente può immergersi. All’interno del gioco, viene richiesto al paziente di completare delle semplice prove il cui scopo è quello di trasmettere dei messaggi positivi. Nel corso degli anni, grazie anche ai preziosi feedback ricevuti dai pazienti stessi, il Mondo di Yuma è stato implementato con l’aggiunta di nuovi livelli.
Oltre al Mondo di Yuma, all’interno del visore, gli assistiti di ANT possono fruire di una serie di video caratterizzati da scenari e musiche rilassanti in cui si trovano totalmente immersi.

Ad oggi, gli psicologi ANT stanno portando avanti uno studio, denominato Look of Life- la terapia dello stupore, in modo da indagare in maniera sistematica i potenziali effetti benefici dell’ utilizzo della VR a domicilio. I primi dati raccolti sembrano essere incoraggianti in termini di riduzione dei livelli di dolore e della sintomatologia ansiosa-depressiva“.

Entrambi i Dottori hanno anche fornito i loro indirizzi mail personali, e potrete contattarli per domande/informazioni sulla ricerca scrivendo su:

Per avere ulteriori dettagli sullo studio Look of Life o sul ruolo della Fondazione ANT vi basterà visitare il sito www.ant.it.

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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