Intervista a K1llsen vincitore torneo ESL a Lucca Comics 2017

Intervista a K1llsen vincitore torneo ESL a Lucca Comics 2017

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Quest’oggi il team Powned ha intervistato per voi K1llsen, il giocatore vincitore del Quake Champions Open Invitational di Lucca Comics and Games, organizzato live a Lucca da ESL. Finale, giocata contro Voo, molto interessante sia nel piano tecnico, vinta con un 3 a 0 teso in ogni round, sia sul piano emotivo, per il fatto che il precendete scontro in agosto aveva portato un esito inverso.

Powned.it: Congratulazioni per la tua prestazione, complimenti. Come ti senti?
K1llsen: Mi sento molto bene perché c’erano veramente molti giocatori forti in questo torneo e io sono il migliore, in qualche modo. Mi servirà qualche giorno per realizzare che ho vinto.

Powned.it: Cosa pensi di questo torneo, ti è piaciuto?
K1llsen: Si è stato pazzesco. Quando si entra sembra magico in qualche modo e questo mio ha caricato per le partite. Si è stato veramente bellissimo, migliore di come mi aspettassi.

Powned.it: Cosa pensi riguardo la posizione occupata da Quake Champions nel panorama  degli e-sports?
K1llsen: Noi avremo presto il Coming up invernale, sarà un torneo grande con un bel montepremi, in cui parteciperanno molti giocatori. Vedremo cosa porterà il futuro. Sono piuttosto sicuro che ci saranno molti tornei, anche se sarà difficile per via dei pochi spettatori, credo che Quake meriti di molto più, ma dobbiamo interessarci di questo e trovare un modo per connettere altri giochi di nuovo.

Powned.it: Riguardo la partita puoi dirci cosa provavi durante la partita e su cosa fossi concentrato, vista la precedente sfida con VOO in agosto?
Killsen: Quando entro in una partita, la pirma cosa a cui penso è di trovare un modo di prendere il primo “spawn” della prima mappa, perchè mi porta in vantaggio su tutto il resto della partita. Quando questo non succede rimango in dietro, cosa che è successa anche oggi, ma sono riuscito a ribaltare le situazioni a mio vantaggio. Prendere il primo “spawn” significa prendere la mappa.

Powned.it: Ci sono altre strategie che hai utilizzato per questa finale? Se si, perchè hanno funzionato?
K1llsen: Non ho altre strategie specifiche, provo ad utilizzare le mie abilità contro il mio avversario, che ovviamente cambiano da avversario ad avversario. Provo a giocare attorno al mio avversario, cercando di prevedere quali saranno le sue mosse future e impostare il gioco rispetto a questo, posizionandomi, facendo del poke, così da non lasciarlo libero di giocare come vuole.

Powned.it: Potresti lasciare un messaggio alla community italiana di Quake?
K1llsen: Certo, è stato bellissimo essere qui, con la folla davanti al palco, con tutti che tifavano, guardavano molto interessati la partita. Mi è piaciuta l’atmosfera che hanno creato nella cattedrale. Grazie per tutto questo e per avermi tifato e per essere venuti da me a congratularsi. Tutto questo ha generato delle sensazioni bellissime, grazie di tutto. Vorrei anche ringraziare la mia community, per avermi spinto ad arrivare fino a qui e rendere tutto ciò possibile. Grazie.

Con questo salutiamo il vincitore che riprende la sua coppa e va a festeggiare, augurandoci una buona serata.
Così facciamo anche noi con voi, ma senza la coppa.
Buon divertimento.
Paesano.


Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

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Uno scambio a distanza particolarmente “piccato” quello che si sta consumando in questi giorni tra PlayStation e Xbox. Da un lato Microsoft sta continuamente ribadendo il suo totale disinteresse nel rendere Call of Duty un’esclusiva per Xbox.

Dall’altro (lato) però, la stessa Microsoft ha utilizzato parole molto “fiammeggianti” per parlare di PlayStation, “colpevole” secondo Xbox di essere semplicemente “incoerente” con la loro stessa filosofia aziendale.

Il tutto si è consumato attraverso una serie di documenti inoltrati da Microsoft alla CADE (ovvero l’Administrative Council for Economic Defense dello stato del Brasile). In questi, delle fonti hanno potuto leggere tutto il disappunto di Xbox rispetto alle politiche del colosso giapponese.

Secondo Microsoft infatti, il loro operato sarebbe stato “fortemente ostacolato” da Sony proprio per l’utilizzo estremo che PlayStation ha fatto delle esclusive.

Nel documento si legge “considerando che le esclusività sono state al centro della strategia Sony per rafforzare la propria presenza nell’industria dei videogiochi, e che Sony è leader nella distribuzione di giochi digitali, la loro preoccupazione per una possibile esclusività di Activision è molto incoerente, per non dire altro”.

Xbox: “PlayStation fa esclusive da sempre, non si deve preoccupare ora della cosa!”

Sempre nel documento Microsoft prosegue: “In effetti, finanche la capacità di Microsoft di continuare a espandere il Game Pass è stata ostacolata dal desiderio di Sony di inibire questa crescita. Sony paga dei “diritti di blocco” cosi da impedire agli sviluppatori di aggiungere nuovi contenuti al Game Pass o ad altri servizi di abbonamento concorrenti“.

Un confronto quindi serratissimo, che nonostante tutto la stessa Microsoft continua a definire un “non problema”. Questo perchè sempre Microsoft ha confermato che un’eventuale esclusiva di Call of Duty per Xbox genererebbe più problemi che ricavi, e non sono quindi interessati a percorrere questa via (almeno per il momento).

Cosa ne pensate community? Microsoft sta solamente “sondando” il terreno sull’argomento? O i giocatori PlayStation possono continuare a dormire sonni tranquilli rispetto ai titoli in arrivo? La discussione, come sempre, è aperta!

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Rekkles e NIKE lanciano una nuova partnership sull’APP ufficiale!

Rekkles e NIKE lanciano una nuova partnership sull’APP ufficiale!

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Il celebre Martin “Rekkles” Larsson ha da poco reso noti i primi dettagli relativi alla sua nuova partnership con il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike!

La star svedese del team Karmine Corp è infatti uno dei nuovi volti di Nike, con una collaborazione assolutamente unica che sarà rivolta ai tantissimi fan degli esports e di League of Legends. In particolare, la partner si andrà a sviluppare principalmente sull’App ufficiale di Nike.

Su questa, sarà disponibile per tutti gli appassionati un’intera sezione dedicata a Rekkles, all’interno della quale sarà possibile trovare sia oggetti e capi d’abbigliamento che veri e propri corsi d’allenamento.

Sarà lo stesso Rekkles a redigere dei veri e propri training per tutti gli interessati, al fine di far coincidere l’attività esports con una sana attività fisica.

Il player dei Karmine Corp. è da sempre uno dei giocatori maggiormente convinti che il fitness ed il movimento quotidiano siano fondamentali per riuscire a performare al meglio per lunghi periodi di tempo negli esports.

Rekkles nuovo volto di NIKE sull’APP ufficiale

Questa nuova collaborazione non farà altro che rendere di dominio pubblico il “Rekkles pensiero” riguardo alla preparazione fisica di un professionista… Ecco il video trailer dell’iniziativa:

Cosa ne pensate di questa nuova straordinaria partnership che vede il mondo degli esports assoluto protagonista? Ricordiamo che per accedere all’app di Nike, vi basterà visitare lo store di Apple o Google Play.

 

 

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“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

Profilo di Giovanni Cerone
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Il mondo videoludico ha subito, subisce e subirà sempre, come qualsiasi branca dell’industria dell’intrattenimento, le influenze dell’utenza che la popola.

Insomma, citando un vecchio detto popolare, “lega l’asino dove è il padrone a decidere” e così assistiamo a software house e publisher che cercano sempre di remare nella direzione delle preferenze del pubblico portando inevitabilmente a stravolgimenti non solo di lore, ma anche di meccaniche.

Con l’avvento della pandemia e il conseguente avvicinamento o ri-avvicinamento dei “casual player” al mondo videoludico, infatti, abbiamo assistito all’uscita di giochi sempre più semplici, poveri di meccaniche, poveri di lore e che siano molto user friendly.

Ma è davvero una cosa buona? Il mercato videoludico e il conseguente indotto che si è creato ha davvero la necessità di limitare all’osso le meccaniche che un player deve imparare? Il mercato videoludico ha veramente bisogno di lore ridotte all’osso altrimenti il player medio (o più malignamente il player della domenica) tende a “non divertirsi”?

Ci sono diverse visioni e versioni di risposta a questo quesito, una strettamente legata ad un lato economico mentre l’altra legata strettamente al lato di gameplay e a noi interessa focalizzarci su quest’ultimo.

Impoverimento del gameplay in favore del divertimento di tutti? 

Chi scrive dice no. I giochi non meritano questo impoverimento nel nome del divertimento di tutti.

In un mondo dove c’è molta varietà di scelta, dove i titoli abbondano, dove addirittura si possono trovare giochi in flash da giocare da browser, non è necessario che i giochi siano semplici per piacere a tutti.

I giochi complessi e magari lunghi sono belli, ti invitano a sfidarti, a comprendere e masterare le meccaniche del gioco stesso e a capirne la filosofia e basta con recensioni che stroncano questo o l’altro titolo solo perché “bello tutto si, ma poco user friendly” .

Eclatanti i casi di “si-fu” ed “Elden Ring” giochi che vengono da un mondo complesso che sono a loro volta complessi che non hanno ricevuto, se non con un rush, l’attenzione che meritavano. Giochi che non sono piaciuti perché ritenuti “troppo difficili” da un’utenza che GIUSTAMENTE dice “io voglio solo divertirmi“.

Bene, perfetto, ottimo, evviva il divertimento verrebbe da esclamare ma se è lecito affermare che ci si vuole solo divertire è anche lecito che esistano persone che si divertono tanto quanto il gioco è difficile e se non ci si diverte a giocare a quei titoli perché troppo complessi amen, si cambia gioco senza montare casi che hanno il sapore del paradosso.

E per buona pace di tutti questo discorso si riversa anche nel multiplaying. Un gioco multiplayer ha alla base la sfida contro altri utenti, utenti che migliorano col tempo mentre giocano e un impoverimento delle meccaniche comporta sul lungo periodo un fattore randomico all’interno del gameplay importante e un’appiattimento dello stesso.

Fattori che alla fine portano il gioco ad estinguersi nonostante esso tendi a rinnovarsi sempre per l’amore di quell’utenza che “no è troppo complicato/muoio sempre/non riesco a vincere quindi quitto“.

E voi cosa ne pensate? Questo discorso user friendly porterà benefici o sarà un malus per il mondo videoludico?