COD Warzone: come uccidere gli sfidanti nel Gulag?

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Alcuni utenti hanno recentemente segnalato un modo particolarmente bizzarro grazie al quale sarebbe possibile portare a termine delle uccisioni anche mentre si riveste il ruolo di spettatore nel Gulag.

Mentre si attende il proprio turno per l’1Vs1 è infatti possibile osservare gli altri giocatori impegnati nella sfida, partecipando alla battaglia facendo il tifo per uno o per l’altro (o per nessuno dei due, come nella maggior parte dei casi), potendo anche lanciargli delle pietre e dei massi che però non arrecano alcun danno ai malcapitati raggiunti da questi proiettili volanti.

La cosa incredibile è però che alcuni utenti sono effettivamente riusciti a trasformare queste pietre in delle “granate” letali e precise…vediamo come…
Per poter sfruttare questa meccanica, è imprescindibile che almeno uno dei due giocatori impegnati nell’1Vs1 utilizzi e piazzi almeno una Trip Mine, una speciale mina che si attiva a pressione (poggiandogli quindi il piede sopra) e che pare possa esplodere anche se colpita da un masso lanciato dai tifosi.

Succede cosi che mentre i due sfidanti provano a portare colpi letali l’uno contro l’altro, un terzo soggetto comodamente seduto sugli spalti faccia esplodere entrambi i due malcapitati, prendendosi anche una veloce “double kill“:

Video 1 

I just killed both players while spectating the Gulag 1V1 from CODWarzone

Video 2

Two birds, one stone. from CODWarzone

Cosa ne pensate di questa cosa? Sapevate della possibilità di far attivare le mine anche dagli spalti? Fate attenzione quindi la prossima volta che vi troverete in una sfida 1Vs1…la vera minaccia potrebbe arrivare in modo imprevedibile…dall’alto e sotto forma di sasso!

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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