[Spoilers] WoD Beta: Khadgar contro Gul’Dan

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Nel Video di oggi vi mostreremo lo scontro a distanza che vivremo tra Khadgar e Gul’Dan, durante la “Garrison Campaign”, ovvero una serie di quest che l’Arcimago ci darà dentro la nostra Guarnigione. Una di queste, infatti, ci permetterà di catturare un demone-occhio di Gul’Dan e di spiare lo Stregone e i suoi luogotenenti; fra essi, anche una vecchia (o potremmo dire, futura), conoscenza!
Non vi diremo altro perchè il video è potenzialmente spoiler, vi lasciamo invece alle info biografiche degli Eroi dopo il video! Buona giornata su Powned.it!

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[divider]Storia e Curiosità su Gul’Dan[/divider]

Il giovane ed ambizioso apprendista orco nacque nell’allora paradisiaco mondo di Draenor e divenne apprendista dell’all’epoca saggio Ner’zhul, che lo educò alla nobile magia sciamanica orchesca.
Quando il malvagio demone Kil’jaeden cercò di distruggere Draenor rendendo gli orchi una razza spietata (scopo di Kil’jaeden era quello di lanciare gli Orchi alla conquista di Azeroth, in modo da indebolire la sua gente in previsione dell’attacco dei suoi demoni) tentò dapprima di corrompere Ner’zhul, ed alla resistenza di esso volse gli occhi a Gul’dan.
Il giovane sciamano consegnò il maestro a Kil’jaeden ed apprese i segreti dell’empia magia demoniaca, facendo crescere il suo potere di giorno in giorno e formando il Concilio dell’Ombra, una setta che controllava gli orchi per portare a compimento il piano di Sargeras (il signore di Kil’jaeden, colui che era dietro a tutte le mosse di quest’ultimo).
Esigendo un ulteriore prova della sua lealtà, Kil’jaeden fece evocare a Gul’dan uno dei demoni più potenti; Mannoroth, il re dei signori delle fosse.
In seguito, durante la Seconda Guerra, dedicandosi allo studio di antichi testi che aveva trovato su Azeroth, Gul’dan scoprì l’esistenza di un potentissimo manufatto, l’Occhio di Sargeras, custodito in una delle isole circostanti il Maelstrom, nella misteriosa Tomba di Sargeras; dopo aver deciso quindi di dissociarsi da Kil’jaeden, l’orco guidò una spedizione nella cripta.
Ma Gul’dan pagò caro il prezzo del suo orgoglio: centinaia di Demoni lì nascosti attaccarono lui e i seguaci che l’avevano seguito. Nella battaglia che seguì, i seguaci di Gul’dan vennero massacrati e lo stesso orco, ferito a morte, fuggì nelle cripte scrivendo, mentre si addentrava, un resoconto dell’avventura nella Tomba sui muri (in lingua runica).
Morì lì, cadendo fra i corpi dei demoni che egli stesso aveva distrutto, avendoli attaccati con tutto il potere rimastogli in un ultimo impeto di autoconservazione.

Curiosità : Il Teschio di Gul’Dan canalizza una quantità mostruosa di potere demoniaco. Fu usato da Ner’zhul per aprire dei varchi mensionali e da Kadghar per chiudere il Portale Oscuro; Trovato da Illidan, gli permise di acquisire poteri sovraumani.

[divider]Storia di Khadgar[/divider]

Khadgar è un mago del Kirin Tor di Dalaran, inviato presso la torre di Karazhan per diventare apprendista di Medivh, il più potente mago esistente su Azeroth. Medivh è l’ultimo Guardiano di Tirisfal e non è legato al Kirin Tor, pertanto è visto dagli altri maghi con sospetto ma con rispetto per il suo enorme potere.

Durante la sua permanenza a Karazhan, Khadgar si rende conto che in quel luogo accadono cose strane, strani rumori, lunghe e improvvise assenze del suo maestro e soprattutto a volte si ritrova nel bel mezzo di alcune visioni; in una di queste, assiste all’epica battaglia occorsa fra la maga Aegwynn, madre di Medivh, e il signore della Legione Infuocata Sargeras, che venne da essa sconfitto.
Dopo averne parlato con Medivh, Khadgar apprende che queste visioni sono frutto del luogo in cui sorge la torre di Karazhan e che mostrano eventi passati o futuri.

Nel frattemo nel regno di Stormwind imperversa la guerra tra umani e orchi e come se non bastasse un demone si aggira nelle sale reali della capitale. Medivh e Khadgar giungono nella cittadella e scoprono che, apparentemente, il demone è arrivato all’interno del palazzo apparentemente tramite un portale creato da due maghi.
Medivh si precipita fuori dal palazzo e torna qualche ora più tardi malconcio e sfinito dicendo che il demone è ormai morto, e insiste per tornare alla sua residenza liquidando il capitano delle guardie reali Anduin Lothar e re Llane Wrynn con sufficienza riguardo alla pressante avanzata degli orchi verso le mura della città.

Tempo dopo, utilizzando la magia, Khadgar riesce ad evocare una nuova visione, che gli mostra il momento in cui, da giovane, Medivh cadde in coma. Alla prima occasione Khadgar ne parla con Anduin Lothar il quale gli confessa che nessuno ha mai capito il perché di quello stato comatoso, e che da allora Medivh fu per sempre cambiato. Intanto a Karazhan arriva una strano ospite, un’orchessa di nome Garona, con cui sviluppa una buona amicizia.
Insieme a Garona assiste ad un’altra visione in cui un orco, Gul’dan, viene contattato da Medivh che gli propone di costruire il Portale Oscuro e portare l’Orda degli orchi ad Azeroth. Khadgar, Garona e Anduin vanno quindi a confrontarsi con Medivh, scoprendo che è posseduto da Sargeras, il quale si nascose nel corpo di Aegwynn quando questa apparentemente lo uccise, e passò del corpo di Medivh nel momento del suo concepimento.

Nonostante il potere di Medivh, e dopo una lotta che costa a Khadgar la sua giovinezza, trasformandolo in un vecchio canuto, i tre riescono ad uccidere Medivh e lo spirito di Sargeras che è in lui. Poi Khadgar seppellisce il corpo dell’ultimo Guardiano all’ombra della torre di Karazhan.

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