Archimonde il Contaminatore….Decontaminato!

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Con uno slancio sorprendente ai limiti dell’inumano, Clarissè termina anche la guida di Archimonde in modalità Normale ed Eroica (ma con alcune info anche sulla Mitica, in attesa che esca il video della fase speciale!).
Ma chi è il boss finale della Cittadella del Fuoco Infernale?

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Archimonde Bio

Le origini
Venticinquemila anni circa prima degli eventi di World of Warcraft, Archimonde era uno dei tre leader, assieme a Kil’jaeden e Velen, del mondo natale degli Eredar Argus.
Un giorno i tre potenti eredar vennero contattati da Sargeras, che offrì loro immensi poteri in cambio della loro lealtà. Archimonde e Kil’jaeden accettarono prontamente, mentre Velen non solo rifiutò, ma prese con sé tutti gli eredar a lui leali fuggendo da Argus e dando origine alla razza dei draenei.

Archimonde divenne il comandante supremo delle forze della Legione Infuocata, la terrificante armata di demoni di Sargeras, con il compito di dirigere i movimenti delle truppe e controllare le invasioni dei mondi che incontravano. Kil’jaeden, invece, venne incaricato di operazioni molto più oscure e manipolatorie, quali trovare nuove razze da inglobare nelle file della Legione.

La Guerra degli Antichi
Circa quindicimila anni dopo il suo reclutamento ad opera di Sargeras, quando lo sfrenato uso della magia da parte degli kaldorei attirò l’attenzione del Titano Oscuro, Archimonde e due dei suoi sottoposti, Mannoroth ed Hakkar il Signore dei Segugi, guidarono la catastrofica e distruttiva invasione nel mondo di Azeroth. Con migliaia di demoniaci servitori a precederli, essi si fecero strada attraverso il portale creato nel mistico Pozzo dell’Eternità, devastando l’antico continente di Kalimdor, radendo al suolo ogni cosa e massacrando ogni creatura che incontrarono sul loro cammino. Archimonde stesso uccise uno dei più potenti semidei esistenti, Malorne. Tuttavia un giovane druido kaldoreo, Malfurion Grantempesta, assieme ad un piccolo manipolo di alleati e con l’aiuto del semidio Cenarius e della regina dei draghi Alexstrasza e dei loro servitori, riuscì a richiudere il portale. Tutti i demoni, compreso Archimonde, ne furono risucchiati nuovamente all’interno, ma lo spropositato flusso di energie instabili fece implodere il Pozzo e mandò in pezzi Kalimdor, facendo assumere ad Azeroth l’aspetto che ha ora.

La seconda invasione
Archimonde rimase così per altri diecimila anni nella Distorsione Fatua, ribollendo di rabbia per la sconfitta e nel contempo pianificando una nuova invasione di Azeroth. Kil’jaeden, infine, trovò il mondo di rientrare in quel mondo sfruttando lo sciamano orco Ner’zhul ed in seguito il suo apprendista, Gul’dan, abitanti del mondo di Draenor dove, fra l’altro, avevano trovato rifugio i draenei guidati da Velen. Con il sinistro aiuto di Mannoroth, i capi dei clan orcheschi vennero corrotti e gettati in una profonda sete di sangue, che ben presto portò il mondo di Draenor ad una terrificante guerra. Gli orchi divennero così i nuovi araldi della Legione, distruggendo tutto nel suo nome al loro passaggio e portando infine il caos anche su Azeroth. Tuttavia anch’essi vennero sconfitti per ben due volte, ed alla fine Kil’jaeden si rassegnò a trovare un’altra pedina da manipolare per accedere ad Azeroth.

Concentrò la sua attenzione nuovamente su Ner’zhul, trasformandolo nel terribile Re dei Lich che su suo ordine creò la terribile armata di non morti nota come Flagello. Il Flagello fece anche più di quello che gli eredar si aspettavano, scatenando la Terza Guerra. Archimonde attese ancora fino a che non venne contattato dal lich Kel’Thuzad che, dopo aver rubato il libro di Medivh dalla magica città di Dalaran, cominciò il lungo processo per evocare Archimonde ad Azeroth. Protetto dal giovane cavaliere della morte Arthas, il lich riuscì a terminare il rituale, permettendo così ad Archimonde di ritornare ad Azeroth.

L’attacco
L’invasione di Lordaeron, già in ginocchio a causa del Flagello, proseguì senza che nessuno riuscisse ad ostacolarla. Il signore del terrore Tichondrius si accorse però che gli orchi, che dopo la loro ultima sconfitta erano stati internati in campi di contenimento ad Azeroth, erano spariti. Seguendo le loro tracce arrivò così nelle terre di Kalimdor dove non solo trovarono gli orchi, ma anche i loro vecchi nemici kaldorei, che col tempo erano divenuti noti come elfi della notte. Archimonde, Mannoroth e Tichondrius elaborarono un piano per schiavizzare gli orchi nuovamente ed usarli per sconfiggere gli elfi, a partire dal loro semidio Cenarius: il piano riuscì solo a metà. Mannoroth riuscì a corrompere Grom Malogrido ed il suo clan, il Cantaguerra, portando alla morte di Cenarius. In seguito però Malogrido riuscì a liberarsi e ad uccidere Mannoroth, indebolendo così per sempre il controllo della Legione sugli orchi.

A dispetto della morte di Mannoroth, Archimonde aveva ottenuto ciò che voleva: la morte dell’odiato Cenarius. Lanciò così le sue truppe all’invasione di Kalimdor, confrontandosi apertamente con gli elfi della notte. Ben presto incontrò anche Tyrande Soffiabrezza, capo degli elfi, che risvegliò i druidi assopiti per combattere la Legione.

Il Contaminatore continuò l’invasione senza fermarsi, scontrandosi su più fronti con le forze unite dell’Alleanza, dell’Orda e delle Sentinelle. Su ordine di Archimonde, Tichondrius usò il manufatto noto come Teschio di Gul’dan per corrompere le foreste di Ashenvale, portando così altri demoni a Kalimdor. In seguito la Legione subì un altro forte colpo quando il Traditore degli elfi della notte, Illidan Grantempesta, rubò il Teschio e ne consumò il potere per uccidere Tichondrius. Apparentemente, Archimonde sembrò dispiacersi poco per questa perdita, e sostituì velocemente il nathrezim defunto con un altro, Anetheron, aiutato da uno dei pochi lich di cui si fidava, Rabis Gelidaria.

La fine del Contaminatore
Archimonde si concentrò allora sull’obiettivo originale dell’invasione, e mandò le sue truppe ad attaccare l’Albero del Mondo, Nordrassil: assorbendo le sue energie non solo avrebbe privato gli elfi della loro immortalità e indebolito tutto il mondo di Azeroth, ma avrebbe anche ottenuto poteri tali da rivaleggiare con quelli dello stesso Sargeras. Purtroppo per lui Tyrande ed il risvegliato Malfurion si allearono con i capi degli umani e degli orchi, Jaina Marefiero e Thrall, con i troll oscuri della tribù Shadowtooth e con i mezzorsi del clan Barkskin, rallentando tragicamente l’ascesa di Archimonde sul Monte Hyjal, essendo costretto a distruggere prima le loro basi una dopo l’altra (sebbene aiutato da Anetheron, Rabis Gelidaria ed Azgalor, il successore di Mannoroth).

 

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Mike Ybarra scrive ai giocatori: “notizie entusiasmanti in arrivo”

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Attraverso un nuovo post pubblicato sul sito ufficiale di Blizzard, il celebre Mike Ybarra (Head di Blizzard Entertainment dalla scorsa estate) ha voluto mandare un messaggio alla gigantesca community dei suoi giocatori.

Mike Ybarra si è prima detto soddisfatto del lavoro che è stato fatto in Blizzard nel corso di questi ultimi mesi, con notevoli sviluppi sul fronte dei team che dovranno operare all’interno dell’azienda per garantire un ambiente di lavoro sempre inclusivo e sereno.

All’interno del comunicato, Mike ha poi voluto anche fare una rapida menzione dei progetti e delle novità future di Blizzard, annunciando che “notizie entusiasmanti” sono in arrivo per gli appassionati dei titoli del publisher. “Bisognerà aspettare fino alla prossima settimana” però per avere certezza rispetto al “cosa” è in arrivo.

Ecco di seguito il messaggio completo:

Sono onorato di far parte di Blizzard Entertainment: per la sua storia epica, i talenti incredibili, le migliori community di giocatori e, naturalmente, gli incredibili giochi che siamo così fortunati di poter creare. Sono alla guida di Blizzard da un paio di mesi ormai, e oltre alle entusiasmanti novità di questa settimana, vorrei condividere alcuni pensieri sugli sforzi che stiamo facendo per mettere il nostro team e i giocatori al centro in tutto quello che facciamo.

Il 2021 è stato un anno impegnativo per tutti. Come individui, ci preoccupiamo di trattare con rispetto e dignità tutti quelli che ci circondano. Come professionisti, abbiamo a cuore il nostro mestiere e vogliamo lavorare nell’ambiente più incoraggiante e sicuro possibile.

La nostra priorità, ora e in futuro, è il lavoro che stiamo facendo per ricostruire la vostra fiducia in Blizzard.

Vedere Blizzard lavorare con la creatività e la diligenza di sempre anche in questo periodo difficile (aggravato dalla pandemia in corso) è stato d’ispirazione. Il modo in cui affrontiamo queste sfide, facciamo evolvere i nostri processi di sviluppo e guardiamo in modo introspettivo come migliorare la nostra cultura aziendale è indicatore dell’incredibile forza e dell’impegno che mettiamo tra di noi, nel nostro lavoro e nei confronti delle community dei giocatori.

Mi sono sentito incoraggiato anche leggendo i forum, i post sui social e le email di persone interne o esterne a Blizzard, che hanno difeso ciò che è giusto e ci hanno fornito la loro guida. Voglio che sappiate che vi stiamo ascoltando, tutti, e siamo impegnati a cambiare. Come primo passo del miglioramento delle comunicazioni con la community, vorrei sottolineare alcune delle prime azioni che stiamo intraprendendo per migliorare la nostra cultura aziendale:

  • Valuteremo il successo dei nostri team esecutivi e dirigenziali direttamente sulla base dell’effettivo miglioramento della cultura aziendale. Questo significa che il loro (e il mio) successo, e la conseguente remunerazione, dipenderanno direttamente dai risultati generali raggiunti nel creare un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e creativo in Blizzard.
  • Dedicheremo più risorse e ruoli a tempo pieno al miglioramento della nostra cultura aziendale. Troppo spesso, questi sforzi fondamentali vengono demandati a gruppi di impiegati dedicati alle risorse umane, che hanno già altri lavori a tempo pieno da svolgere. Tra le posizioni di leadership che abbiamo stabilito per questo nuovo team ci saranno:
    • un responsabile della cultura aziendale, che ci aiuterà a mantenere gli aspetti migliori di quello che già esiste e a cambiare ed evolvere laddove ce ne sia bisogno, per assicurarci che tutti possano dare il meglio in Blizzard
    • un nuovo responsabile organizzativo per le risorse umane, che creerà fiducia, rafforzerà i nostri team e contribuirà a promuovere un ambiente di lavoro sicuro e positivo per tutti
    • un responsabile per la diversità, l’equità e l’inclusione (DE&I), concentrato esclusivamente sui nostri progressi negli sforzi in questo ambito

    Il nostro impegno prioritario, ora, è completare questi team.

  • Abbiamo triplicato le dimensioni dei nostri team dedicati al rispetto delle regole e alle indagini sui comportamenti inaccettabili, per meglio chiarire le responsabilità. Si parla di tutti gli impiegati Blizzard, inclusi i leader e i dirigenti.
  • Abbiamo condiviso i dati sulle rimostranze con i nostri team e abbiamo stabilito degli obiettivi di miglioramento di queste misurazioni.
  • Abbiamo messo in atto un programma di feedback ascendenti, in modo che gli impiegati si sentano sicuri nel valutare i propri capi. Useremo questi dati per misurare la qualità e l’efficacia dei nostri manager.

Queste azioni sono solo l’inizio del lavoro che ci aspetta in Blizzard. Mi sento motivato ed entusiasta all’idea di lavorare direttamente alla costruzione del miglior ambiente possibile per i nostri team, permettendo loro di dare vita alle proprie idee.

Sappiamo di dover anche fornire ai nostri giocatori dei contenuti in modo più regolare e di dover rinnovare i nostri giochi, dentro e fuori. Abbiamo in serbo alcune novità entusiasmanti, ma potrò dire di più la prossima settimana.

Voglio ringraziare le nostre community e i nostri incredibili team per la loro dedizione e la loro guida: saranno sempre la nostra stella polare.

Brindiamo a un incredibile 2022… e oltre!

– Mike “Qwik” Ybarra

Cosa ne pensate community? Speriamo di scoprire presto quali sono le grandi novità in arrivo!

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Microsoft

Microsoft/Activision: titoli “esclusivi”, i chiarimenti di Spencer e la replica di PlayStation: facciamo il punto della situazione

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Microsoft/esclusiva – Cosa accadrà ora che Microsoft ha acquisito Activision Blizzard? Quali saranno le conseguenze nel mercato di questo importantissimo “colpo”, e come potrebbe andare a svilupparsi l’intero settore delle console…

Queste sono solamente alcune delle domande che oggi impazzano nelle community e nei gruppi dedicati ai videogiochi. Con questo speciale cercheremo di dare qualche risposta in più, sempre affidandoci totalmente (ed unicamente) alle dichiarazioni ed ai comunicati ufficiali già disponibili in rete.

La più importante questione riguarda certamente il fatto delle esclusive, e soprattutto se queste verranno effettivamente applicate per Xbox e PC per titoli storicamente “multi platform” e da sempre giocati su PlayStation come Call of Duty o Overwatch, solo per citarne due.

Al momento l’unica certezza di cui disponiamo, è data da una frase abbastanza vaga (se non del tutto “ambigua”) riportata nel comunicato ufficiale di Microsoft ed anche da alcune dichiarazioni del CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer. Da più parti è stato infatti chiarito che Microsoft si impegnerà nel continuare a “supportare” i giocatori di tutte le console, e che non è loro intenzione allontanare questi da altre piattaforme.

Partendo dal presupposto che si parla solo di “supporto” e non di sviluppo, le parole del CEO Phil Spencer sono sostanzialmente le stesse che affermò quando Microsoft acquisì Zenimax. Come molti sapranno, mesi dopo l’acquisto di questo noto publisher è iniziata a circolare la voce per la quale, molto probabilmente, i più importanti nuovi titoli di Bethesda e degli altri studi sarebbero stati esclusiva Xbox.

Anche il noto giornalista ed esperto del mondo dei videogiochi Benji-Sales pensa che in futuro vi saranno delle esclusive per Xbox e PC dei titoli Activision Blizzard, e non è certamente l’unico tra gli addetti ai lavori ad esserne convinto.

Il fatto che continueranno a “supportare” i giocatori dei titoli già esistenti non preclude che tutti i nuovi titoli (magari ad eccezione di Warzone, che rappresenta un “unico” su cui andrebbe fatto un ragionamento a parte) di un franchise come Call of Duty vengano creati appositamente per Xbox e PC.

D’altro canto è evidente che l’obiettivo di Microsoft non è mai stato quello di monopolizzare il mercato delle console…come ha già fatto con il suo Windows nel mondo dei computer, Microsoft vuole riuscire ad ottenere il monopolio di tutto il gaming formato “intrattenimento digitale”.

Con il suo apprezzatissimo Gamepass Microsoft avrà la possibilità di presentare ai giocatori un’ampia lista di titoli che potranno giocare, sempre dallo stesso account “generale”, su PC, su console, in Cloud o da mobile

Sappiamo anche che per Microsoft è molto importante anche il settore degli esports, e con questa mossa il gigante di Redmond si è anche assicurato un pacchetto già pronto fatto di due leghe internazionali con all’interno già team organizzati e tifoserie.

Vista in quest’ottica, e se Microsoft dovesse riuscire a portare a casa l’obiettivo, l’intero mercato videoludico si troverebbe un gigante di proporzioni inimmaginabili pronto a sfornare titoli su titoli su ogni tipo di device esistente…il tutto facilmente fruibile mediante la semplice spesa del Gamepass…un sogno per molti videogiocatori.

Microsoft ha acquistato Activision Blizzard! Quale fine per Call of Duty su PlayStation?

Sony e PlayStation potrebbero essere destinati ad un mercato più specifico, composto da appassionati ed amanti dei favolosi titoli esclusivi di cui dispone la console giapponese, similarmente a come già accade per Nintendo.

Probabilmente solo in quest’ottica è giustificabile una spesa di 70 Miliardi di Dollari…un altro argomento che in questi giorni è stato forse trattato con troppa superficialità. 70 Miliardi sono una cifra veramente straordinaria…un qualcosa che in ogni caso resterà alla storia come una delle più grandi acquisizioni di sempre.

Per fare un rapido esempio, nel pezzo pubblicato ieri da Gosoap abbiamo riportato le considerazioni del noto Geoff Keighley, secondo cui allo stesso prezzo Microsoft avrebbe potuto acquistare, ad eccezione di EA, quasi tutti gli altri publisher indipendenti attualmente presenti sul mercato.

Nonostante i numerosi problemi che imperversano su molti dei titoli di Activision, nonostante la drammatica situazione che c’è in Blizzard e lo stato in cui versano da ormai un anno i loro titoli, e soprattutto nonostante le numerose cause legali per abusi/molestie sessuali che vedono coinvolti diversi nomi celebri dell’azienda, Microsoft ha comunque deciso di pagare per l’acquisizione circa 20 miliardi in più rispetto alle stime del Wall Street Journal.

Non è di certo un acquisto fatto per mettere il cappello su qualche titolo, o per ottenere qualche miliardi di Dollari in più negli utili a fine anno, specialmente se si considerano i dati svelati da Keighley.

Dal mio punto di vista, e sono rasserenato del fatto che diversi altri colleghi la pensino come me (i tanti amici lettori della community di WarHub conoscono la mia opinione già da ieri), penso che un acquisto del genere ad un prezzo del genere sia fatto più nell’ottica di andare a “conquistare” l’intero mercato dei videogiochi, con il tentativo chiaro di monopolizzarlo attraverso un’offerta completa a 360° e soddisfacente per l’utente.

La stessa Microsoft ha del resto già confermato che alcuni giochi verranno “mantenuti” su PlayStation, ma che ci saranno dei contenuti esclusivi per Xbox (Fonte).

70 Miliardi per Activision, ma quanto valgono EA, Nintendo, Ubisoft e gli altri marchi più famosi?

La replica di PlayStation 

Dal canto suo PlayStation serra i ranghi, ed al Wall Street Journal rivela: “abbiamo accordi con Activision per i quali avremo a disposizione su PlayStation anche i prossimi titoli di COD“.

Questo intervento ci dice due cose: la prima, che c’è quindi il rischio reale che in Xbox decidano di sfornare solamente COD dedicati alla loro console, ad eccezione del titolo 2022 che è sicuro al 100% uscirà anche per la console giapponese (l’acquisizione prenderà il via solo nel 2023, fino ad allora non c’è ragione di pensare che Acti possa infrangere i contratti con Sony).

La seconda, che in Sony hanno davvero il timore di perdere questi titoli. Non è però chiaro quanto durerà questo accordo tra Activision e Sony, e se quindi riguarda solo un determinato numero di titoli in sviluppo, o se riguarda genericamente tutti i nuovi titoli del franchise.

Per “spezzare” un po’ il clima serioso…uno dei tanti divertentissimi Meme sfornati dal Web sull’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft

Le conclusioni

Per arrivare ad una sintesi credibile ed oggettiva, possiamo quindi affermare con assoluta certezza che tutti i giochi già usciti e disponibili multi platform continueranno ad essere disponibili, ed a ricevere supporto tecnico, anche per i giocatori PlayStation.

Con altissima probabilità la medesima fine toccherà a Warzone, mentre visto il comunicato, e viste soprattutto le parole di Phil Spencer, è ancora decisamente in dubbio il cosa accadrà dopo il 2023 per i titoli dei franchise più importanti, ma sembrano al momento essere molte di più le possibilità che si proceda con delle esclusive nette, piuttosto che con altro.

Voi cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è aperta!

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Microsoft/Activision Blizzard: il CEO Bobby Kotick resterà al comando fino al 2023

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Nel corso della giornata di ieri l’intero settore dei videogiochi è rimasto “folgorato” dalla notizia dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft.

Quasi come un fulmine a ciel sereno, i canali social del mondo Xbox hanno iniziato a pubblicare post nei quali annunciavano il raggiungimento dell’accordo tra i consigli d’amministrazione dei due giganteschi gruppi, il tutto per una cifra spaventosa: quasi 70 miliardi di Dollari (sono 68.7 per l’esattezza, 90 Dollari per azione di Activision Blizzard).

Come facilmente prevedibile, la notizia ha avuto l’effetto di un terremoto all’interno del mondo del gaming, tra personalità e giocatori assolutamente entusiasti della notizia (ne parleremo più dettagliatamente nel corso del pomeriggio), e tanti altri che hanno invece manifestato preoccupazione sul fronte delle esclusive, e dei giochi che POTREBBE perdere la console Sony nei prossimi anni (COD e Overwatch su tutti).

Al netto delle speculazioni, delle ipotesi o delle varie possibili strade che potrebbe prendere tutta questa situazione, sappiamo comunque che Activision Blizzard continuerà ad avere una (quasi) totale autonomia sul suo operato, almeno fino alla metà del prossimo anno.

Per far si che l’acquisizione inizi a tutti gli effetti, molto probabilmente con l’inserimento di personalità del mondo Microsoft nei ruoli chiave di Activision Blizzard e dei suoi studi associati, bisognerà infatti attendere il 30 Giugno del 2023, prima data utile per permettere all’intero accordo di raggiungere tutti gli standard richiesti in questo tipo di operazioni.

Dei “tempi tecnici” obbligatori quindi, durante i quali l’attuale CEO di Activision Blizzard Bobby Kotick (tra le persone coinvolte nello scandalo abusi sessuali della scorsa estate – troverete qui altri dettagli) resterà alla guida dell’azienda, con la stessa che opererà in totale autonomia.

Non sappiamo esattamente in cosa consisterà questa “totale autonomia“, ma in ogni caso dubitiamo fortemente che Microsoft si “disinteressi” completamente di questo suo nuovo, importante, asset societario per i prossimi 18 mesi.

A dare la conferma rispetto a queste tempistiche è stato lo stesso Bobby Kotick, che ha inviato la seguente lettera a tutti i dipendenti nel corso della giornata di ieri:

“[…] Transazioni come queste richiedono molto tempo per essere completate. Fino a quando non avremo tutte le approvazioni necessarie, e fin quando le altre consuete condizioni di chiusura non saranno soddisfatte, che prevediamo avvenga nell’anno fiscale 2023 di Microsoft (termina il 30 giugno 2023), continueremo a operare in modo completamente autonomo.

Continuerò come nostro CEO con la stessa passione ed entusiasmo che avevo quando ho iniziato questo fantastico viaggio nel 1991. Naturalmente, questo annuncio susciterà tante domande. Organizzeremo numerosi forum ed eventi per assicurarci di rispondere alle tue preoccupazioni […]” (fonte).

Microsoft acquista Activision: cosa potrebbe cambiare in futuro?

Da inizio Luglio 2023 dovrebbe a quel punto subentrare Microsoft, Bobby Kotick e altri nomi dell’azienda lasceranno Activision Blizzard (si è parlato esplicitamente di “lievi modifiche al personale”, quindi non dovrebbe essere qualcosa che riguarda i dipendenti e gli impiegati delle software house), con il subentro al comando dell’Amministratore Delegato di Microsoft Satya Nadella e delle nuove personalità che andranno a ricoprire ruoli di vertice nella struttura organizzativa del gigantesco publisher.

L’argomento Activision Blizzard/Microsoft continuerà ad essere analizzato ed approfondito su nuovi speciali che usciranno in seguito. Restate sintonizzati con noi per non perdervi neanche una novità sulla questione.

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