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Caos al torneo di Valorant: Dafran bannato a vita dagli eventi “Solary”

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Dafran Valorant – Sembra che il celebre streamer ed ex giocatore della Overwatch League Dafran si sia reso recententemente protagonista di una situazione davvero molto  spiacevole.

Il giocatore era infatti impegnato in un torneo di Valorant della serie “Solary Tournaments“, con un team da lui guidato e composto da ‘mixwell’ Cañellas, Adil ‘ScreaM’ Benrlitom, Jacob ‘Pyth’ Mourujärvi e Bayram ‘bramz’ Ben Redjeb. Giunti in semifinale, Dafran e soci si stavano preparando per affrontare il team HypHypHyp, ma un problema di natura tecnica obbligava gli organizzatori a richiedere il rinvio ad un altro orario della partita.

La modifica all’orario, almeno inizialmente, non è stata recepita dal team di Dafran, con l’ex giocatore della OWL che si è ritrovato sui social a riversare tutta la sua rabbia nei confronti dell’organizzazione, dal suo punto di vista molto poco professionale (per non usare i termini decisamente più espliciti che lui ha rivolto a Solary), per la presunta mancata comunicazione del cambio di orario.

Per molti la reazione di Dafran è stata eccessivamente spropositata (e non sarebbe la prima volta che è protagonista in situazioni anomale), e poche ore dopo l’inizio del flame giungeva infatti la notizia del ban a vita imposto da Solary a Dafran per tutte le iniziative ed i tornei che verranno organizzati dalla struttura, sia su Valorant che su qualsiasi altro titolo trattato nelle serie “Solary“, e che il suo team avrebbe potuto continuare a giocare con al posto di Dafran un altro giocatore.

A questa decisione Dafran ha poi risposto con ancor più forza, denigrando ed offendendo pubblicamente ed in diretta streaming gli organizzatori del torneo, dimostrando (a prescindere dalle ragioni o dagli errori di entrambe le parti) di non possedere alcun tipo di autocontrollo, come potrete constatare voi stessi dai post qui sotto:

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Cosa ne pensate di questa situazione? Può secondo voi una semplice incomprensione sugli orari generare tanto flame?

Come sempre l’accento viene posto sul fatto che, in presenza di un’unica struttura internazionale atta a regolamentare i comportamenti di tutti gli atleti esports (di tutte le categorie), sarebbe molto più raro assistere ad episodi del genere, con i vari giocatori (anche quelli più “coriacei”) che rifletterebbero di più prima di scagliarsi in modo cosi inutile e violento contro una org o un avversario.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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