… E ALLA FINE VINCE SEMPRE IL REAL!!

… E ALLA FINE VINCE SEMPRE IL REAL!!

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Confermando i favori del pronostico, il Real Madrid ha vinto la finale di Champions League contro il Borussia Dortmund.

Per gli spagnoli si tratta della quindicesima “coppa dalle grandi orecchie” nella propria ricchissima bacheca… Che di fatto rende anche Carlo Ancelotti, il nostro Carletto, l’ Imperatore del calcio europeo “Carlo V°”.

Tante sono infatti la Champions League vinte da allenatore (tre con i blancos e due col suo altro grande amore, il Milan) a cui ne andrebbero aggiunte altre due… Ovvero quando in campo era il cervello della macchina da guerra ideata da Sacchi alla fine degli Anni ottanta, il primo grande Milan dell’epopea berlusconiana… Che lo rendono in assoluto il più vincente di tutti i tempi.

Tra l’altro, la finale della scorsa settimana si è disputata nel suggestivo teatro di Wembley, la casa del calcio che proprio l’anno scorso ha festeggiato il secolo di vita e che, seppur ristrutturato mantiene sempre quell’alone mitico e leggendario. Eppure prima di ieri il Real, la squadra più titolata del Pianeta, non vi aveva mai celebrato uno dei suoi trionfi.

“Real Madrid Borussia Dortmund: tutto scontato e da copione? Non esattamente…”

Quindi, la squadra più iconica, ha vinto nello stadio più iconico. Tutto scontato e da copione? Non esattamente… Perché nel mezzo ci sono stati novanta minuti tiratissimi e in cui, forse ai punti, avrebbe meritato qualcosa di più il Borussia Dortmund… Che, almeno per un’ora, si era rivelato più pericoloso e in palla del Real Madrid.

Tuttavia, i blancos sono riusciti a resistere grazie alle parate del redivivo Curtois… Che ha sfruttato magnificamente l’occasione concessagli dall’influenza capitata al titolare Lunin, sfoderando almeno un paio di parate salva-risultato su Adayemi e Sabitzer… Ma probabilmente le merengues devono ringraziare anche gli errori di mira degli attaccanti teutonici che nella prima frazione di gioco hanno colpito anche un palo con Fullkrug.
Ma si sa, in certe partite giocano un ruolo fondamentale anche “il pedigree” e il “fattore C”.

Così, pur essendo stato messo alle corde, il Real non ha mollato e dopo l’intervallo si è saputo riorganizzare… Alzando sensibilmente il baricentro e aspettando il momento giusto per colpire. Momento che è arrivato in seguito a un calcio d’angolo ottenuto in maniera del tutto casuale e capitalizzato da uno dei fedelissimi di Ancelotti… Quel Carvajal che già nei quarti di finale contro gli ormai ex detentori del trofeo del Manchester City aveva tolto le castagne dal fuoco con un gol da antologia ( ( e stiamo parlando di un difensore!), mentre ieri ha sbloccato il risultato di testa.

A chiudere i giochi ci ha pensato Vinicius con un gol che sa tanto di Pallone d’oro e che ha spento definitivamente i sogni del “Muro giallo” la rumorosissima tifoseria del Borussia… Presente in massa anche l’altro ieri. Di contro fanno festa i tifosi delle “merengues” che vedono l’undicesima finale di fila vinta da propri beniamini.

Il Real Madrid non perde una finale da più di 40 anni… 

Infatti, il Real non ne perde una da oltre quarant’anni, quando nel giro di tre stagioni perse prima la finale dell’allora Coppa dei Campioni a Parigi contro il Liverpool per una rete a zero… E poi contro l’Aberdeen guidato da un giovane Alex Ferguson che a Goteborg sconfisse i madrileni per due reti a una, aggiudicandosi la Coppa delle Coppe.

Con quest’ultimo atto e in attesa di Europei e Coppa America, si chiude la stagione 2023-24. Ma se è lecito festeggiare, per restare sulla vetta, non bisogna sprecare tempo e infatti la dirigenza del Real sta cominciando le manovre per rafforzare una squadra che già di per sé ha un coefficiente tecnico mostruoso… Come dimostrerebbe l’ormai imminente arrivo dal Bayern Monaco della stella Alphonso Davies.

Ma quest’esercizio è necessario per mantenere il dominio sul continente e far valere ancora la legge dell’Imperatore più stimato della storia del calcio europeo… Che, con una sola alzata di sopracciglio, fa tremare gli avversari!

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