#RoadToOscar2020: 1917

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Maestoso. Il primo aggettivo che viene in mente pensando alla pellicola di 1917 è sicuramente questo.

È evidente come Sam Mendes, il cast e tutta la troupe abbiano profuso un impegno straordinario nella realizzazione di questo war movie.
Partendo da un’idea semplice, sono riusciti a creare un film capace di distinguersi e elevarsi rispetto a tantissimi altri dello stesso filone.

La storia raccontata è estremamente basica.
Due soldati inglesi, Blake e Schofield, hanno il compito di portare un messaggio al colonnello MacKenzie. Quest’ultimo sta guidando il suo battaglione, di cui è membro il fratello di Blake, in una trappola architettata dall’esercito tedesco che costerebbe la vita a 1600 uomini.

Grazie ad un comparto tecnico d’eccezione, il film basa la propria forza sull’identificazione dello spettatore nei panni dei soldati Blake e Schofield. Un’immedesimazione totale che vi terrà tesi come una corda di violino per tutta la visione. In ogni singolo momento lo spettatore sarà consapevole del pericolo mortale che corrono i protagonisti e, in alcuni casi, si ritroverà senza fiato e affaticato tanto quanto loro.
Il grande merito di queste sensazioni risiede nella realizzazione, in tutte le sue componenti, di livello stellare.

Spicca chiaramente la regia che gioca con lo spettatore mettendo in mostra tutta la vicenda con un singolo piano sequenza, artefatto realizzato alla perfezione. L’assenza di tagli evidenti non permette a colui che osserva di avere un attimo di respiro. Questa tecnica è a tratti ossessionante per lo spettatore che vorrebbe cambiare scena o prospettiva e si ritrova invece costretto a vivere ogni singolo secondo della vicenda, esattamente come un soldato che non aveva un attimo di rilassamento.

Sam Mendes, per compiere la difficilissima impresa di realizzare un war movie con l’illusione di un piano sequenza, ha trovato il supporto di uno straordinario lavoro del montaggio che nasconde molto bene buona parte dei tagli, ma soprattutto un Roger Deakins al massimo splendore. Il leggendario direttore della fotografia, pluricandidato agli Oscar e vincitore per Blade Runner 2049, riesce a superarsi ancora una volta grazie all’utilizzo di luci naturali lungo tutto il corso della pellicola, raggiungendo la perfezione nell’unica scena notturna del film. In questa sequenza, grazie a flare, fuoco e effetti visivi il film ci regala circa 15 minuti di vera poesia cinematografica.

Bisogna inoltre sottolineare come la scelta di Mendes di realizzare 1917 come un unico piano sequenza ha messo a durissima prova cast e troupe. Infatti, le lunghe scene senza tagli sono realizzate come vere e proprie coreografie sequenziali.  Cameraman, tecnici delle luci e attori sono stati costretti a sforzi straordinari per la realizzazione di questo film.

Spettacolare anche la colonna sonora che ricorda vagamente le soundtrack epiche realizzate da Hans Zimmer in passato e vi metterà i brividi in molte occasioni.

Le interpretazioni sono buone ma soprattutto funzionali alla pellicola. Senza rubare l’occhio, George MacKay e Dean Charles Chapman svolgono un ottimo lavoro. Mentre grandi nomi quali Colin Firth (Il discorso del Re), Benedict Cumberbatch (Doctor Strange, Sherlock) e Richard Madden (Il trono di spade, Bodyguard) sono relegati a piccole parti secondarie.

Le 10 candidature agli Oscar testimoniano l’ottimo lavoro di Mendes nella realizzazione di 1917. Il film,pur non raggiungendo una grande profondità a livello di tematiche, riesce a far riflettere benissimo sulla crudeltà della guerra e sulla insignificanza dell’uomo di fronte a tali eventi, ma anche sulla capacità umana in nome dell’amicizia e dell’affetto di superare ostacoli proibitivi.

Nell’attesa di scoprire domenica notte se 1917 rispetterà i pronostici vincendo l’Oscar come Miglior film, vi consigliamo fortemente di recuperare questa splendida pellicola al cinema!

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