Joaquin Phoenix Joker

La recensione di Joker, un film che ha già fatto la storia

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È uscito nelle sale giovedì 3 ottobre. È stato presentato in concorso a Venezia dove ha anche vinto il Leone d’oro facendo parlare tantissimo di sé. Stiamo chiaramente parlando del film Joker, con alla regia Todd Philips e protagonista l’eclettico Joaquin Phoenix.

Era impossibile entrare in sala senza avere tante aspettative ma questo Joker è stato meglio di qualsiasi cosa mi aspettassi.

122 minuti di grandissimo Cinema con la C maiuscola. La consacrazione definitiva di Joaquin Phoenix che entra nella leggenda con una performance straordinaria e disturbante. E il definitivo salto di qualità nella carriera del regista Todd Philips che dopo aver diretto la trilogia cult “Una Notte da Leoni” riesce finalmente a svincolarsi dalla commedia.

Partiamo subito dicendo che il film a livello tecnico è impeccabile. La regia è pulitissima e funzionale. Mette in grandissimo risalto Arthur Fleck ma riesce anche ad immergerci nel degrado di Gotham City alternando primi piani e campi un po’ più lunghi. Anche il montaggio non delude, tutte le scene, anche quelle molto affollate o action sono sempre chiarissime. La fotografia è perfetta. Gotham è lugubre e grigia, ogni colore è spento, desaturato e ciò fa risaltare ancora di più la figura del Joker e il suo costume sgargiante che è già un icona.

Ma ciò che più impressiona della pellicola è lui, Joaquin Phoenix che è presente in praticamente ogni singola scena del film ed è una calamita per gli occhi dello spettatore. Tutto ciò che fa è perfetto, dalla postura ingobbita al modo di camminare zoppo e trascinato ma soprattutto la risata malata e incontrollabile che da sempre caratterizza Joker.

Il volto emaciato e scavato è super espressivo e l’evoluzione del personaggio da Arthur Fleck, un uomo affetto da gravi problemi mentali dovuti ad una serie di eventi traumatici, a Joker, decisamente più lucido nella sua follia che si trasforma in violenza bruta, è perfetta.

Probabilmente ho già finito gli aggettivi per descrivere cosa sia stato Joaquin Phoenix ma penso sia giusto tributare una performance di questo livello, un livello così alto da eclissare qualsiasi altro personaggio del film.

Pur non sfigurando, il supporting cast non è memorabile. Sola eccezione quella di Robert De Niro nel ruolo del conduttore televisivo Murray Franklin. Tra l’altro non una scelta casuale quella di scritturare De Niro. Anzi si tratta di un vero tributo a Scorsese e al capolavoro Taxi Driver di cui De Niro fu protagonista. Questo film infatti è stato una grande ispirazione per Todd Phillips nella realizzazione di Joker.

Le tematiche di questa pellicola sono estremamente profonde e trattate con molta cura. Tantissima attenzione è stata rivolta alla malattia mentale, al sistema psichiatrico e burocratico che si occupa di gestire questi pazienti, ma anche al contrasto sociale tra ricchi e poveri e i meccanismi dello show-business.

L’abbandono da parte delle istituzioni e delle persone ha delle drammatiche conseguenze e la spirale verso la follia di Arthur Fleck può essere compresa. È impossibile infatti non provare pietà per il protagonista nella prima ora di film. Ciò che fa più male è pensare come la pellicola descriva in modo estremamente realistico questo contesto, tanto che negli USA la visione è stata vietata ai minori di 18 anni e la paura riguardo alle possibili reazioni dopo la visione di questo film è alle stelle (qui altri dettagli).

È impossibile per me non consigliare la visione di questo film, che nella sua pesantezza di contenuto, di atmosfera e di immagini rappresenta con drammatico realismo un mondo di cui tutti noi dovremmo interessarci di più come quello dei disturbi mentali.

Joker vince il Leone d’Oro a Venezia

Non un visione per tutti perché davvero pesante. Ma un film eccezionale ed estremamente ben realizzato con un Joaquin Phoenix oltre ogni immaginazione.

Tantissime le scene iconiche del film, e tantissime le scene che rimarranno nella vostra testa per settimane tale è la potenza di questo lungometraggio destinato a far incetta di premi e soprattutto destinato a diventare un film cult.

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