Luce sul bellissimo “The Boys” di Amazon Prime Video!

Condividi su WhatsApp  WhatsApp

Amazon Prime Video cala il pezzo da novanta con una serie eccezionale da vedere assolutamente, che dietro ad un immagine violentissima e satirica si prende il lusso di toccare molti argomenti scottanti sempre in modo intelligente. Già confermata la seconda stagione a dimostrazione di come Amazon punti fortemente su questa serie.

Ma di cosa parla “The Boys”?

Diciamo che riducendo all’osso si può dire che: in un mondo in cui i Supereroi sono celebrità, un gruppo di persone, appunto i “Boys”, cerca di mettere i bastoni tra le ruote ai “Seven“, il gruppo di Supereroi più ammirato al mondo e alla compagnia per la quale lavorano la Vought, perché questi Supereroi non sono dei paladini del bene come ci vogliono far credere.

Ma non è la sceneggiatura ad essere il piatto forte di questo show, anzi ad essere pignoli forse è il punto debole, la storia narrata infatti per quanto interessante si prende qualche pausa di troppo e il ritmo risulta così un po’ altalenante con qualche puntata che ci farà stare attaccati al televisore e qualche altra un po’ più scialba, ma comunque sempre interessante.

Ad essere sempre perfetti invece sono i singoli personaggi, i loro dialoghi e il modo in cui si rapportano con altri e si evolvono lungo il corso della serie.

Le straordinarie performance attoriale di Karl Urban e Anthony Starr nei panni di Billy Butcher e Homelander (Il Patriota nella versione italiana) sono la cosa più bella della serie, Karl Urban dopo svariati ruoli minori si eleva a grandissimo attore con un interpretazione eccezionale, Billy Butcher trasuda carisma in ogni singola inquadratura, l’accento inglese è una chicca per la quale vale assolutamente la pena vedere la serie in lingua originale, senza contare l’incredibile profondità psicologica del personaggio che Karl Urban porta in scena perfettamente: un misto di rabbia, disperazione e risolutezza rese splendidamente.

Ad Anthony Starr un ruolo addirittura più difficile, quello di Homelander, personaggio pieno di sé, consapevole del suo peso ma al contempo con una psiche non proprio stabile che si riflette nel suo grottesco rapporto con Stilwell, la numero 2 della Vought. Starr è fantastico nella parte, Homelander è sempre in controllo della situazione e si muove come farebbe un leader di partito, si prende la scena e non la molla più da metà serie in avanti ed è probabilmente suo uno dei momenti migliori della serie con uno splendido monologo che appena finito vi farà alzare dal divano per applaudire sia Starr che Homelander.

E mentre Homelander e Billy Butcher sono personaggi solidi e con una grande consapevolezza di sé stessi, gli altri protagonisti della serie vivono una forte evoluzione alla ricerca di un proprio ruolo all’interno del mondo.
Oltre alla satira sferzante al mondo dello show-business, del marketing, della politica e più in generale alla società post-contemporanea in cui tutto è così veloce da sfuggirci di mano alla prima distrazione, la serie di Seth Rogen, Eric Kripke e Evan Goldberg infatti ci porta come tema fondamentale quello della ricerca della propria identità e di un proprio ruolo all’interno della società, e per ogni personaggio questa ricerca si sviluppa in modo differente ed ha esiti differenti che non vi dirò per non fare spoiler.

I personaggi più approfonditi, oltre ai 2 citati in precedenza, sono sicuramente Piccolo Hughie (Jack Quaid) e Starlight (Erin Moriarty), che sono i personaggi positivi della serie, ma anche le storyline di Maeve, A-Train e Abisso sono molto interessanti con tutti e 3 i supereroi alle prese con i propri dubbi interiori che cercano di superare, mentre ci si aspetta un ulteriore approfondimento riguardo a Latte Materno, Il Francese e La Femmina, ultimi 3 membri dei The Boys oltre a Butcher e Hughie, che seppur molto on-screen hanno sicuramente ancora molto da dire.

Passando poi al lato tecnico non si può negare l’altissima qualità dal punto di vista della messa in scena e degli effetti speciali a dimostrazione del grande investimento di Amazon sulla serie, e anche questo non fa che aumentare i motivi per cui questa è una serie DA VEDERE ASSOLUTAMENTE, che fonde ottimo intrattenimento ad eccezionali performance attoriali oltre a regalare tantissimi spunti e temi di cui parlare, tanto che ancora oggi, 2 giorni dopo aver finito di vedere la serie continuo a pensare alla simbologia, ad alcune scene e ad alcuni dialoghi che possono sembrare minori ed invece sono la vera ricchezza di “The Boys” ovvero una profondità eccezionale che vi permetterà di riguardare la serie più volte senza che questa abbia mai esaurito gli argomenti.