locandina lo stagista inaspettato

“Lo stagista inaspettato”, un’inaspettata visione!

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Siete alla ricerca di un film leggero che possa farvi compagnia in una serata relax?
Allora credo che Lo stagista inaspettato faccia al caso vostro.

Mi sono imbattuta in questa pellicola per caso o per volere di Netflix.
Se sia stato il fato o il grande colosso dello streaming a farmi vedere questo film, questo non saprei dirlo.
In entrambi i casi ringrazierei il mandante.

Non so se anche voi vi siate già scontrati ne Lo stagista inaspettato o se Netflix non abbia avuto in serbo per voi questo spettacolo, ma se qualcuno avesse già dato un’occhiata al trailer senza dare seguito alla visione, dovrebbe dargli una possibilità.

(Se invece lo avete visto, queste sono delle brevi impressioni.
Se sono simili alle mie o differenti mi fa sempre piacere confrontarmi!)

Il film racconta la storia di un settantenne annoiato dalla vita da pensionato che si imbatte in una startup che vende online capi di abbigliamento. Questa società avvia una campagna di assunzioni di stagisti “senior” e il “giovane” protagonista si candida per questo ruolo.
Ben Witthaker supera la selezione e viene assunto, ritrovandosi a fare lo stagista senior assegnato alla fondatrice della compagnia. Le premesse sono già esaltanti se si considera che ad interpretare il giovane vecchio stagista è niente poco di meno che il premio oscar Robert De Niro. Lui, uomo di altri tempi ma dal cuore tenero, viene quindi affidato al capo supremo, Jules Ostin.

Tutti ricordiamo Anne Hathaway nei panni della stagista che correva per la città, qui invece sarà lei il diavolo della situazione. Una giovane donna che ha avviato la sua attività e che nel giro di 18 mesi è riuscita a passare da pochi impiegati a 220 persone al suo seguito. Una donna così oberata dal lavoro e così intenta a curare ogni aspetto della sua società da non poter riservare troppe attenzioni al nuovo arrivato.

Il film è presto detto, la storia è pressoché racchiusa nel titolo. Ma allora perché guardarlo?
Semplice, un’altra prospettiva.
Siamo soliti vedere giovani stagiste neolaureate alle prime armi nel mondo del lavoro. Nancy Meyers, regista e sceneggiatrice di Lo stagista inaspettato, ci propone un nuovo protagonista, un pensionato che prova a dare un senso a quello scorre continuo dei giorni. Un uomo che ha già avuto il suo arco narrativo dedito al lavoro e che quello che cerca e solo un modo sensato di trascorrere il suo tempo, in modo da potersi sentire ancora utile, ancora parte di qualcosa.
E se il capo è solitamente anziano e generalmente uomo, qui abbiamo una giovane trentenne donna a gestire le file dell’azienda.

Ogni ruolo è quindi capovolto rispetto al solito stereotipo al quale siamo abituati.
Il film cerca di rompere gli schemi prefissati dalla società, sebbene per infrangere questi schemi non faccia che ricadere in cliché banali, ma spesso divertenti (particolarmente ilare è la scena in cui i neo-stagisti si posizionano alle loro scrivanie: il vecchio e il nuovo vengono esibiti in contemporanea sulla scrivania).

È inoltre piacevole e confortante vedere il rapporto che si instaura tra i due protagonisti.
Ben infatti, con tempo ed esperienza, riesce a farsi ben volere da tutti, persino dall’affaccendata Jules, creando un’intesa tale tra i due da potersi definire migliori amici.

Scena del film Lo stagista inaspettato

Una storia semplice, capace di farti ridere, sorridere, ma anche scendere qualche lacrima.

In una società dove le donne sfoderano i gomiti per farsi largo in un mondo in cui l’uomo la fa da padrone, è gratificante vedere una donna battersi.
Si poteva osare di più? Sicuramente. Nei panni di Robert De Niro avremmo potuto avere una giovane anziana donna, magari una brillante Meryl Streep pronta a spingere e a supportare la giovane boss della situazione. Nonostante questo, credo che il film sia piacevole, ironico e con molti spunti su cui poter riflettere.

Il giovane vecchio stagista che si ritrova catapultato nel mondo della tecnologia.
Un mondo frenetico e veloce che cozza con il suo essere anziano. Questo divario tra le generazioni è reso molto bene nel film. Non solo, differenze e similitudini si amalgamano del tutto in modo da far vedere come i due universi coesistono perfettamente. Ma la realtà è che in questo mondo così frenetico non solo l’anziano ha bisogno di fermarsi, di rallentare.
Tutti abbiamo bisogno di respirare e prenderci del tempo per noi, magari anche solo facendo un po’ di yoga in un parco…