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Drive-in: i cinema all’aperto ai tempi del Coronavirus

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In tempi come questi, bisogna rimboccarsi le maniche e riorganizzare ogni aspetto della struttura civile e sociale. Per quanto riguarda il mondo delle pellicole, per esempio, i Drive-in che col tempo erano stati abbandonati, stanno tornando più forti di prima.

Proprio negli USA, i Drive-in stanno registrando il doppio dell’afflusso normale. Ci sono strutture in California, Kansas, Oklahoma, Missouri, che hanno deciso di restare aperte, e sono state ripagate da un forte incremento di clienti.

Beau Bianchi, il direttore del Paramount Drive-In di Los Angeles ha sottolineato l’utilità di queste strutture e la necessità di “evadere” dalla situazione che ci tiene intrappolati nelle nostre case.

È stato un sollievo per molte famiglie poter lasciare per qualche ora le proprie case: qui hanno trovato un ambiente sicuro, e un po’ di evasione”.

Dal punto di vista legale, i drive-in sono decisamente borderline. Le autorità sanitarie americane hanno vietato gli assembramenti di oltre cinquanta persone; ma non è chiaro se l’ordinanza debba estendersi anche a queste strutture in cui gli spettatori sono chiusi in macchine molto distanziate tra loro, in ampi parcheggi all’aperto.

Anche in Italia si sta pensando a compromessi di questo tipo, per dare un po’ di ossigeno a un mercato in grave difficoltà. Alla luce delle misure anti Covid-19, tutte le sale restano chiuse, così come i pochi drive-in superstiti.
Il presidente dell’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), Francesco Rutelli, ha dichiarato che è importante evitare a tutti i costi che il settore venga colpito da questa catastrofe e fa un appello a chi ha le competenze necessarie, per aprire (quando si potrà) delle arene e dei drive-in.

Dobbiamo fare in modo che si torni a vedere il cinema all’aperto, con tutte le cautele e tutte le garanzie possibili di distanziamento, per far tornare la gente ad avere dei momenti di socialità, di cultura, di divertimento”.

A Bologna, si pensa di organizzare un drive-in al posto del tradizionale cinema all’aperto in Piazza Maggiore; il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli, ci sta pensando seriamente.
Anche la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro sta studiando come “far svolgere la sua 56esima edizione in sicurezza”, entro la stagione estiva; e il suo direttore Pedro Armocida ha ammesso di stare già pensando “a eventi come il drive-in da organizzare in zone della città adatte”. Una risposta possibile arriva da CNA Cinema e Audiovisivo di Roma che ha lanciato il CineDrive, un progetto che riprende l’idea del drive-in, simbolo degli Stati Uniti negli anni cinquanta.

Incredibile pensare che quello che per noi era ormai superato e vintage, possa rappresentare una via di fuga idonea a salvare il destino del settore cinematografico.
Tutto nacque dalla volontà di Richard Hollingshead, un ragazzo che voleva portare al cinema la propria madre sovrappeso: il suo drive-in, fu il primo nella storia e nacque nel 1933 in New Jersey. In Italia, il primo fu il Metro Drive-In, inaugurato nel 1957 nel quartiere romano di Casal Palocco: all’epoca, era uno dei più grandi d’Europa. A Milano c’è invece il Bovisa Drive-In, pronto a riaprire i battenti.

E’ tutto in divenire, quindi restate sintonizzati con noi per seguire gli aggiornamenti!

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