Il futuro del formato WILD: quali sono i piani di Blizz per il Selvaggio?

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Qualche settimana fa il celebre formato wild della locanda é stato protagonista di un aggiornamento ufficiale Blizzard amo interno del quale gli sviluppatori affermavano di non essere contenti di come fosse il selvaggio oggi è che molto probabilmente vi sarebbero stati dei cambiamenti.
Molti membri della community hanno immediatamente colto le specifiche parole usate da Blizzard ed hanno iniziato a manifestare delle preoccupazioni in merito ai potenziali sviluppi che potrebbe avere questa storia. Blizzard infatti afferma:

Ci sono continue discussioni nel team riguardo al formato Selvaggio. Al momento, sembra molto simile a quello Standard, ma la potenza e la varietà delle carte sono molto più alte. Il formato Selvaggio dovrebbe tenere più fede al suo nome e dare la possibilità di utilizzare potenti e folli combo, anche nelle fasi iniziali di una partita? In generale è difficile trovare una strategia dominante perché in questo formato ci sono tantissime carte potenti e tutti i giocatori hanno accesso a una grande varietà di strumenti, ma vogliamo davvero che esistano delle strategie? Sappiamo che ci sono giocatori che preferirebbero avere una modalità che offra questo tipo di gioco.

Bisogna anche considerare il fatto che avere più modalità di gioco in Hearthstone garantisce agli utenti di poter giocare in modo diverso, quindi ci sono anche dei lati negativi nel limitare troppo il formato Selvaggio. Riconosciamo tuttavia che ci potrebbero essere mazzi, come quello con le Streghe di Mare Naga, che diverrebbero troppo diffusi e contro i quali non è divertente giocare.

Leggendo questa frase di Blizzard non è assurdo pensare ad una vera e propria rivoluzione nel wild con un formato completamente stravolto rispetto all’attuale e molte incertezze che si potrebbero intravedere all’orizzonte. In questo momento infatti il wild è un tipo di gioco molto simile allo standard dove però il pool di carte disponibili (ed i conseguenti potenziali archetipi) è estremamente più ampio e, di conseguenza, anche il gioco diventa molto più vario.
Quello che forse in pochi si aspettavano è sicuramente l’immobilità del meta anche nella versione selvaggia: pensate che l’unica vera novità introdotta da un’intera espansione è stato il solo mazzo Star Aligner Druid mentre tutto il resto è rimasto molto simile se non del tutto uguale.
Nella prima parte dell’intervento è proprio Blizzard a chiedere se è davvero questo quello che vogliono per il Selvaggio…ponendo anche dei bizzarri quesiti come “il formato selvaggio dovrebbe dare la possibilità di utilizzare potenti e folli combo, anche nelle fasi iniziali di una partita?” che potenzialmente offrono risposte folli come turni 1 a 10 mana o strani altri modi per poter giocare, fin dalle prime battute del match, in modo veramente “selvaggio”.

Il concetto attorno a cui ruota il WILD è proprio quello per il quale in questa modalità dovrebbe essere “tutto permesso”, un qualcosa di selvaggio e brutale appunto che ha poche, pochissime regole da rispettare. Nei fatti però cosi non è, e l’unica regola che non rispetta questo formato è quella di giocare le sole carte delle espansioni degli ultimi due anni: per alcuni questo va bene, perchè permette ai giocatori di provare un Hearthstone più caotico ma pur sempre chiaro e definito, mentre per altri tutto questo è ancora troppo poco, perchè all’atto pratico il formato WILD è uno Standard con molte più carte.

Voi da che parte state? Vi piacerebbe avere un formato wild uguale a come si presenta oggi (e perchè no, magari anche più bilanciato) o pensate effettivamente che questa modalità necessiti di un profondo restyling?
Concludiamo l’articolo riportando l’importante riflessione in merito espressa da ALB987, ex campione del mondo di questo formato che certamente tanto ha da dire sia sul WILD che in generale su Hearthstone: la discussione è aperta!


Il futuro del formato WILD: quali sono i piani di Blizz per il Selvaggio?
Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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