Nuova patch su PUBG, parla Brendan Greene: “ottimizzeremo ulteriormente il gioco”

Nuova patch su PUBG, parla Brendan Greene: “ottimizzeremo ulteriormente il gioco”

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In queste ultime ore il team di sviluppo di PUBG si è dato un gran da fare per risolvere alcuni problemi che affliggevano il titolo Battle Royale, andando a fixare diversi bug che erano stati precedentemente segnalati dalla community.
Protagonisti dell’update sicuramente il PUBG Global Invitational, alcuni interventi all’interfaccia e tre specifici bug fixes.
Insieme a questo update è però anche giunto un nuovo video in cui Brendan Greene ha voluto spiegare il suo punto di vista in merito all’ottimizzazione del gioco, necessaria secondo la quasi totalità dei giocatori, che lui e gli altri sviluppatori hanno in mente di fare.
Cosa ne pensate?

Update #17, featuring some terrain collision fixes, visual improvements to Sanhok, and special PGI themed visuals, has just hit the Test Server! The update’s patch notes can be viewed below. Once we’ve deemed this update stable, we will move it over to the live environment.

PGI Theme
  • To celebrate the upcoming PGI tournament, we’ve updated the game with a new lobby, BGM, and loading screen.
UI/UX
  • When matchmaking, the game will now display an estimated wait time for finding a match.
World
  • Visual improvements have been made to Sanhok.
    • Ruins
      • Added cracked bells, mossy rubble piles, and a new cap on the central palace.
    • Cliffs / Rocks
    • Enhanced the look of cliffs and rocks mapwide.
Bug Fixes
  • Fixed an issue where the crossbow’s reticles were misaligned.
  • Fixed an issue where some terrain in Sanhok could be passed through.
  • Fixed a few objects in Sanhok and Miramar that obstructed character movement.

LAN-GATE, l’intervista esclusiva a Salvatore Porzio, owner di PC-Teklab: “non molliamo, vogliamo giustizia!”

LAN-GATE, l’intervista esclusiva a Salvatore Porzio, owner di PC-Teklab: “non molliamo, vogliamo giustizia!”

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PC-Teklab e Lan-Gate – A due giorni dall’infernale weekend che ha duramente colpito il settore esportivo e le sue sale lan, abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con Salvatore Porzio, giovane imprenditore lombardo impegnato ormai da quasi 10 anni nella sua “avventura”, il negozio/sala lan di Milano PC-Teklab.

Come per altre realtà come L’EsportPalace, anche i computer ed i simulatori di PC-Teklab sono stati messi sotto sigilli dalle forze dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, perchè non conformi a quanto riportato dall’art. 110 comma 7 del TULPS.

Abbiamo approfondito la questione in uno speciale apposito (che troverete qui), mentre cliccando qui troverete l’intervista che ci ha rilasciato, sulla medesima questione, Alessio Cicolari, owner di EsportPalace.

Andiamo a leggere la testimonianza di Salvatore, riguardo a tutta questa scabrosissima vicenda scoppiata nel corso del weekend…

Siamo insieme a Salvatore Porzio, proprietario di PC-TEKLAB, una delle realtà più duramente colpite nel corso dell’operazione di ADM contro le Sale Lan. Salvatore benvenuto. Vuoi raccontare ai nostri lettori cosa è accaduto lo scorso Venerdì/Sabato? Come si è materialmente svolta “l’operazione” di dogane e monopoli?

Ciao Stak, grazie per questo incontro e grazie soprattutto per il supporto che ci state mostrando. E’ un momento molto difficile per il settore del gaming, c’è tanta confusione, è letteralmente il caos. In primis per realtà come la nostra o come quella dei colleghi di Esport Palace. Purtroppo siamo stati i primi ad essere colpiti dalla cosìdetta “operazione computer“, manco fossero a caccia di Vallanzasca e della sua banda di criminali.

Comunque venendo al sodo, nella giornata di Venerdì  mi stavo recando al negozio per caricare il furgone, pronti a partire con le 3 postazioni per l’evento al circuito Alfa Romeo di Lainate, dove si sarebbero tenute le finali Codemaster di Dirt Rally 2.0. Questo evento si sarebbe tenuto all’interno del fashion tuning, celebre raduno nazionale che vede migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia. 

Finito di caricare il camion con le 3 postazioni, veniamo però raggiunti da alcuni ufficiali dell’ADM, che ci hanno mostrato il distintivo e si sono fiondati all’interno del negozio. I modi ed il loro atteggiamento nei nostri confronti sono stati decisamente discutibili.

Il mio parere è quello di un onesto cittadino, siamo lavoratori, abbiamo fatto sacrifici (di tutti i tipi, sia economici che nella vita di tutti i giorni, mettendo  spesso da parte gli amici ed il tempo libero) per avviare un’attività in un contesto, quello italiano, che non solo non aiuta, ma spesso funge anche da freno per lo sviluppo di un progetto.

Non siamo ma andati oltre la multa per eccesso di velocità di 5 Km/h, siamo brave persone insomma. 

Al netto di questo, e come dicevo sopra, l’intervento vero e proprio si è svolto in un clima molto poco professionale, decisamente discutibile. 

Per tutto il tempo i membri dell’ADM hanno avuto dei modi forti, duri, arroganti. Durante l’intervento siamo stati trattati con sufficienza, e con un atteggiamento di superiorità che, non lo nascondo, mi ha alterato parecchio. Mi sono cosi infastidito che ad un certo punto li ho invitati ad alzarsi dalle poltrone, perché si erano praticamente appropriati dell’intera sala lan FPS; tutto questo mentre un loro collega era li intento ad entrare su un sito di scommesse da uno dei nostri PC per vedere se “era possibile”. 

In ogni caso, dopo la mia richiesta di scomodarsi dalle poltrone, il clima si è ulteriormente deteriorato. Ci hanno a quel punto fatto scollegare e smantellare tutti i computer, tutti i cablaggi, abbiamo dovuto impacchettare tutto all’interno di sacchi della spazzatura: componenti altamente performanti che costano centinaia e migliaia di Euro come mouse, cuffie o tastiere, ammassati e impacchettati in dei bustoni neri.

Se penso al sudore ed alle fatiche che abbiamo fatto per attrezzare la sala, quando ho visto le componenti ammassate in quel modo mi è preso lo sconforto. 

Uno dei momenti più brutti comunque, è stato certamente quando mi è stata data conferma che l’operazione era partita da una segnalazione privata. E subito dopo è stato anche aggiunto che quello nostro era il primo negozio ad essere messo sotto sopra perchè rei di “aver fatto troppa pubblicità”, e perché eravamo “troppo esposti ed aggressivi con le campagne sui social”.

Noi siamo una realtà che ovviamente investe nella parte pubblicitaria, diamo molta importanza al rendere noti i nostri servizi. Non vedo però come le due cose possano essere in qualche modo collegate. E difatti non abbiamo capito praticamente fino alla fine cosa volessero dire con quella frase sulla pubblicità. 

Possiamo dire che il clima si è comunque disteso poco prima di mezzanotte, forse anche perché gli agenti si erano resi conto che non eravamo dei criminali. 

Noi dal canto nostro, quando siamo stati avvisati del nome del privato che aveva diligentemente redatto la segnalazione contro la nostra attività ed altre simili come EsportPalace, tale Sergio Milesi. abbiamo provato ad ipotizzare le ragioni di questo “interesse”. La cosa subito strana che ci è balzata agli occhi, è stata il fatto che tra noi e l’attività del Milasi non c’è nessun collegamento, di nessun tipo.

Noi ci siamo sempre tenuti a debita distanza dal VLT, dalle Slot Machines e simili. L’operazione è comunque durata, in totale, quasi 10 ore. Siamo potuti uscire dal negozio all’1.30 del mattino di Sabato. 

Voi siete un’apprezzata e conosciuta realtà della scena, e lo siete da tempo. Come hai reagito nel momento in cui vi hanno messo i sigilli ai PC? Cosa pensa il “Salvatore imprenditore” rispetto allo Stato?

Eh…cosa pensa il Salvatore imprenditore rispetto allo Stato… Dopo aver visto la scena dei sigilli messi su “migliaia e migliaia di Euro di sacrifici” (cosi io vedo i nostri computer – circa 4K Euro a postazione), mi sono sentito rassegnato. Ho anche pensato di chiudere tutto.

Stak è importante chiarire un concetto: io non vengo da una famiglia benestante, tutto quello che ho l’ho creato con le mie mani. Quando prima ti accennavo al sacrificio, non era ovviamente un modo di dire, ma un riferimento ben preciso.

PC-TEKLab è un sogno, che sto costruendo da ormai quasi 10 anni. PC-TEKLab non è il classico franchise conosciuto che ha già una sua base di clientela. PC-TEKLab è stata un’idea concepita molto tempo fa, che all’inizio era solamente un negozio online, ma che con il tempo, e con il supporto della nostra storica clientela, è diventato un centro per gli appassionati, una gaming room, un luogo dove customizzare il proprio computer. 

Capisci che dopo il sequestro mi sono sentito del tutto smarrito. Pur non essendo in pericolo il negozio (Salvatore si riferisce alla parte di PC-TEKLab in cui vengono solamente venduti i computer o i pezzi di ricambio, ndr), una multa di circa 1 milione di Euro ucciderebbe la mia attività.

Ma la ucciderebbe anche una multa di 30 o 40K visto il momento delicato…. figuriamoci se dovessero pensare di applicare il massimo della sanzione (50 mila euro), per ognuno dei PC sequestrati (circa 20 in totale, ndr). 

Per questo ho preferito prendermi il mio tempo, mi sono allontanato dal negozio per il resto del weekend ed ho cercato, laddove possibile, di alienarmi completamente da questa faccenda del sequestro. Avevo assolutamente bisogno di schiarirmi le idee. 

Al momento posso dirti che non ho alcuna intenzione di cedere ai ricatti che sta subendo la mia attività. L’istinto mi porta e mi porterà a fare di tutto per trovare una soluzione… questo prima di ogni altra cosa. Come sempre è stato del resto… non è mica il “primo problema” o la “prima disavventura” che ci colpisce da quando stiamo cercando di realizzare il nostro sogno… Certamente però, è stato quello più duro da affrontare fino a questo momento. 

Quindi, ho intenzione di far valere i miei diritti, continueremo questa battaglia e non ci lasceremo intimidire da quello che a me sembra essere un abuso di potere. E lo affermo consapevole (e soddisfatto) anche del fatto che tutto il settore si è dimostrato più unito, più orizzontale e più affiatato (oltre che grande) di quanto immaginassimo. 

E’ chiaro che in Italia esiste un vuoto normativo rispetto ad un intero settore. La cosa riguarda anche e soprattutto le sale lan, ma è un discorso che possiamo applicare anche su diversi altri ambiti legati al mondo dell’intrattenimento digitale. Secondo te perchè in Italia ancora non sono state colmate tutte quelle “lacune” che sono sotto gli occhi di tutti ormai da più di 10 anni?

Stak il vuoto normativo c’è, è evidente. Dal mio punto di vista è perchè, purtroppo, ancora un’importante fetta della popolazione italiana non capisce la differenza tra un computer da gaming, uno da rendering ed un simulatore di volo. 

Questo tipo di ignoranza sicuramente ha l’effetto di un volano sul disinteresse generale che c’è da parte dello Stato rispetto all’aggiornamento di tutta una serie di norme che sono essenziali per permetterci di lavorare in tranquillità. 

Le leggi sono in alcuni casi poco chiare o poco precise… In questo caso è anche peggio, dato che stiamo applicando delle leggi vecchie di 40 o 50 anni, per le attività e gli strumenti di tutto il settore del nuovo intrattenimento digitale. 

L’impressione che ho avuto, è che tutto questo attacco sia stato più pensato per “bruciare la concorrenza” (noi ed ovviamente anche Esport Palace e le altre sale lan), cosi da poter entrare nel mercato privi di qualsiasi competitor… Anche perchè gli agenti di ADM cercavano la fessura dove inserire il gettone per avviare le partite sui nostri computer… Ma magari mi sbaglio… 

Come speri che si possa concludere tutta la questione? A tu per tu con Alessio Cicolari di EsportPalace ho chiesto cosa ne pensasse di una Class Action, con il settore che faccia fronte unito per pretendere un adeguamento di tutte le norme legate all’intrattenimento digitale. Tu saresti favorevole?

Visto l’interesse e la solidarietà che abbiamo visto in questi due, tre giorni, speriamo ovviamente che il buco legislativo venga colmato. Non ci spaventa pagare delle tasse per i simulatori, certo speriamo che sia qualcosa nell’ordine del ragionevole, ma in ogni caso vogliamo che ci sia più chiarezza rispetto a tutti i passaggi che devono essere fatti per essere in regola. 

Spero che tutta la spinta e l’interesse generato possano questa volta condurci verso un risultato concreto. Sono altresì favorevole riguardo la Class Action, ed in tal senso ci stiamo infatti già muovendo con svariati gruppi di lavoro insieme alle altre sale lan e negozi. Anche i nostri legali si stanno cercando di fare fronte comune, da tutto questo ne usciremo solamente se saremo uniti e compatti. 

Salvatore vogliamo sapere adesso in che situazione versa PC-TekLab. Solamente l’altro ieri in tutta Italia si è festeggiato il 1 Maggio, il giorno dei lavoratori. Questo drammatico weekend quanto sta mettendo a rischio la vostra attività?

Nonostante il Covid più tutte le varie restrizioni che ci sono state nei mesi a seguire, siamo comunque riusciti ad attutire il colpo. La nostra è un’attività che mi piace definire “multi-funzione”, motivo per il quale siamo riusciti nonostante tutto a cavarcela. Certo tra il lockdown, la guerra ed anche le crisi delle schede grafiche, è stato impossibile arrivare ad Aprile 2022 nelle migliori delle condizioni. 

Proprio la lan ci stava però dando un po’ di ossigeno in questa fase, pensate quanto è amara questa considerazione.

La nostra fortuna più grande è che siamo già rientrati pienamente nell’investimento dell’attività, quindi possiamo in qualche modo stringere i denti e resistere anche chiudendo per brevi periodi. Pensare poi che la bella stagione sia iniziata sotto questo segno è davvero molto “amaro”, e se la situazione non dovesse migliorare non resteranno altre soluzioni a PC-TEKLab se non quella di chiudere i battenti. 

Se però il tutto dovesse migliorare, trovando magari una definitiva soluzione al nostro problema, preparatevi per un 1 Maggio 2023 da brividi, da festeggiare proprio in negozio, sperando di esserci lasciati alle spalle questa disavventura. 

Allora prenoto l’aereo per Milano per l’1 Maggio 2023. Ma conto di tornare in negozio decisamente prima. Ti voglio fare i migliori auguri Salvatore, sia come Stak che come Powned vi voglio manifestare tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Siamo con voi! 

Grazie a te Stak, alla prossima! 

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WordTips rivela: fanbase di Call of Duty la più “negativa” dei videogame su Twitter

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Call of Duty – Il sito Word.Tips ha da poco pubblicato uno studio utile a comprendere il reale livello di “tossicità” che è presente nelle community online, partendo da quelle legate alla musica fino ad arrivare alla fanbase presente nel mondo dei videogame.

Lo studio

Word.Tips ha scandagliato in lungo ed in largo Twitter, raccogliendo migliaia di post pubblicati da altrettanti fan sul popolare social network. Lo studio comprendeva varie categorie (videogiochi, musica, anime, film), e per ognuna di queste numerose sottocategorie.

Tutti i post raccolti sono stati divisi per community di appartenenza, ed analizzati per contare il numero di parole “tossiche” presenti all’interno del loro testo. Maggiore era il numero di vocaboli “toxic” presenti nel testo, maggiore era quindi il livello di tossicità di quella data community.

Tante le community dei videogiochi prese in analisi, su tutte quella di Call of Duty, di World of Warcraft, di Diablo, Halo, Elder Scrolls o PUBG. Certo ci sono degli “assenti” di tutto rispetto, uno su tutti League of Legends, che sembra essere stato del tutto ignorato nel percorso dello studio.

Dai dati elaborati e pubblicati da WordTips si può comunque godere di alcune interessanti informazioni, che ci rivelano in quale di questi giochi l’approccio social dei player è più “morbido” o più “rude”.

I dati dello studio sui videogiochi, Call of Duty in testa

Si scopre quindi che i giocatori di Call of Duty sembrano essere quelli in assoluto più polemici e negativi, tra tutte le community prese in analisi. Certamente l’alto numero di problemi registrati sul gioco, e le consecutive (e giustissime) critiche/polemiche piovute sui social non hanno aiutato in questo caso a creare un “clima” più sano.

La fanbase di Call of Duty utilizza talmente tanti termini toxic nei suoi post, da essere quasi quella più “negativa” di tutto lo studio, seconda solamente alla community della nota cantante Rihanna, la peggiore in assoluto.

Il numero di “termini negativi” usati nei post dai giocatori di COD batte quello di Mortal Kombat, Sonic, WWE 2K. Più staccati The Elder Scrolls, Borderlands e World of Warcraft, che dimostrano di avere un pubblico appassionato molto più “positivo” rispetto agli ultimi titoli citati.

Ancor più diversa la situazione di Diablo, PES, GTA e Minecraft, che invece svettano ai vertici della classifica per “parole positive” usate nei post da parte degli utenti.

call of duty
Fonte: Word.Tips

Categoria dei videogiochi tra le migliori in assoluto

L’aspetto forse più interessante di tutto questo studio, è quello relativo al generale livello di positività di cui gode la scena globale dei videogame.

Rispetto ad altre categorie come musica o anime, i videogiochi godono di community più “positive” che “negative“. La fanbase del gaming è quindi generalmente più votata a condividere ed a gioire delle esperienze sul gioco, piuttosto che a criticare/insultare il prossimo.

Questo è un qualcosa di “nuovo”, visto che fino ad oggi l’atteggiamento “toxic” è sempre (e solo) stato affibbiato al mondo del gaming.

Cosa ne pensate di questi dati community? La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

Fonte copertina: Teachtoday

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PUBG Mobile, annunciata la video-serie ufficiale!

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Nel corso del 2021 PUBG Mobile si è dimostrato uno dei titoli più divertenti e giocati a livello globale, soprattutto nelle zone del Pacifico. Un percorso che raramente ha lasciato a bocca asciutta i player, con eventi e contenuti sempre al passo coi tempi.

In queste ore l’annuncio della pubblicazione tra appena due giorni, in data 21 Marzo, di una video-serie ufficiale basata sugli eventi e le storie raccontate nel corso del tempo dalla stessa community del gioco.

Un progetto pensato per il quarto anno di celebrazione del gioco, un evento in cui la community del gioco ed il titolo stesso intrecceranno le proprie storie.

PUBG Mobile, il trailer video-serie

Nel breve trailer pubblicato su Twitter (CLICCANDO QUI LA FONTE VIDEO), gli sviluppatori ci mostrano solo alcune delle immagini che vedremo nella video-serie.

Pochissime le informazioni rilasciate fino a questo momento; unica certezza la presenza di alcuni dei migliori giocatori che racconteranno la propria storia attraverso il Battle Royale di Tencent.

Per celebrare l’occasione verrà aggiunta su PUBG Mobile anche una modalità Anniversario in cui potremo usare delle sfere colorate per tingere quattro diverse statue presenti su Spawn Island. Colorare le statue attiverà anche una simpatica animazione in cui vedremo il nostrop personaggio danzare.

Insomma, cosa ne pensate di queste novità? Emozionati all’idea di vedere una video-serie su PUBG Mobile?

Come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure sui nostri canali social, ai quali potrete accedere usando i pulsanti che troverete in cima alla pagina.

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