Intervista Marco Fiero. I Campioni di Pokémon oggi

Intervista al celebre Marcofiero. I Campioni di Pokémon oggi

Profilo di Mattia Sacconi
 WhatsApp

Nelle scorse settimane, noi di Powned abbiamo avuto l’occasione ed il privilegio di dedicare un’intervista a Marco Silva, in arte “marcofiero“. Allenatore e campione di Pokémon della scena competitiva Internazionale. Un mondo forse nuovo o poco conosciuto da moltissime persone, forse troppe, che merita però di essere approfondito nel migliore dei modi.

Marco ha dominato le classifiche Mondiali del famoso gioco dei mostriciattoli per molto tempo, vincendo numerose competizioni anche extra continentali. Lasciamo però che sia lui adesso a raccontarsi al pubblico della nostra comunità. Ecco le domande che abbiamo avuto modo di fare in vista di questa speciale intervista.

Intervista a Marco “marcofiero” Silva, Maestro Pokémon

Ciao! Come ti chiami, e da quanto hai iniziato a competere su Pokemon?

  • Ciao, il mio nome è Marco Silva ma per il mondo competitivo di Pokémon sono marcofiero. Ho iniziato a giocare competitivamente verso la fine del 2016, che è stato il periodo in cui ho partecipato al mio primo evento dal vivo- Da quel momento ho accumulato esperienze nella divisione senior (che va dai 11 ai 15 anni) che mi ha permesso nel 2019 di competere ai più alti livelli nella divisione master (che è la divisione massima per età).

Hai avuto esperienze passate su altri giochi competitivi?

  • Non ho mai provato a cimentarmi in altri ambiti competitivi all’infuori di Pokémon dato che mi sono sempre trovato bene nella community italiana e non ho mai sentito la necessità di provare altre esperienze competitive diverse da questa.

Cosa ne pensi del Metagame attuale? Qual è stato il tuo Metagame preferito in assoluto da quando giochi da professionista?
  • L’attuale Metagame, a parer mio, non sempre premia il giocatore con il miglior playstyle ma anzi, talvolta, un singolo errore dato dall’uso della nuova meccanica “dynamax” introdotta nell’ottava generazione, può compromettere un’intera partita. Dato che quest’ultima essendo utilizzabile da qualsiasi Pokémon nel team rende potenzialmente ogni turno un turno chiave, dove sbagliando la giocata, si ha quasi la matematica certezza di andare in contro ad una sconfitta. Da quando ho cominciato a giocare competitivamente ritengo di non avere un Metagame preferito tuttavia diverse sono le caratteristiche che mi sono piaciute dei diversi formati da me giocati. Come ad esempio la solidità del formato del VGC 2017, la possibilità di migliorare continuamente i team con i quali si performava al meglio del VGC 2018 e l’importanza di scegliere accuratamente il proprio team per ogni specifico evento nel VGC 2019. Affinchè si potesse incontrare più facilmente match up positivi per il proprio team.

Molti pro-player sia di Pokémon che di altri giochi hanno un qualche tipo di rito scaramantico prima di giocare partite importanti. Tu ne hai qualcuno?

  • Non ho alcun tipo di rito scaramantico prima di giocare partite importanti ma cerco sempre di stare il più rilassato possibile per giocare al meglio delle mie possibilità.

In Pokemon Spada e Pokemon Scudo, in particolare nel primo DLC, sembra esserci stato un occhio di riguardo per i giocatori competitivi. Queste modifiche rispetto al passato ti hanno aiutato nella fase di Building del tuo team? Oppure c’è qualche funzione dei vecchi titoli che rimpiangi? Cosa ti piacerebbe avere a tua disposizione in futuro?

  • Credo sia indubbiamente vero che negli ultimi anni si sia data un minimo di importanza alla scena competitiva per quanto riguarda il VGC. Penso anche che sia ben distante da un effettivo incentivo per poter giocare competitivamente. Infatti queste modifiche introdotte nel DLC non hanno effettivamente cambiato la mia fase di building. Una delle funzioni che più rimpiango è l’accesso ai replay delle lotte. Mi piacerebbe che in futuro si potesse avere un accesso più rapido alla creazione di squadre competitive personalizzate in un tempo ragionevole. Che consenta quindi ai giocatori competitivi di giocare il più possibile senza dover spendere troppo tempo in processi ripetitivi per la sola creazione del team.

Cosa ne pensi della gestione dei tornei esport da parte di The Pokémon Company? Ti soddisfa com’è strutturata oppure preferiresti ci fosse qualcosa di diverso?

  • Al livello locale sono soddisfatto della gestione in quanto è tutto nelle mani del Tournament Organizer che conosce molto bene coloro che frequentanole proprie competizioni. Ai tornei internazionali l’elevato afflusso di giocatori potrebbe causare dei disguidi organizzativi dovuti alla maggiore difficoltà di gestione del torneo. Sono soddisfatto della struttura dei tornei competitivi.

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere questo tipo di carriera? Esistono grandi potenzialità di crescita come ci sono per League Of Legends o CS:GO? O meno?

  • A chi non ha mai partecipato ad un torneo Pokémon consiglio di provare perchè è una nuova e piacevole esperienza come è stato nel mio caso. Per chi si volesse cimentare consiglierei di cominciare a giocare senza troppe pretese cercando di divertirsi e imparare il più possibile soprattutto nei primi tornei. Ritengo ci siano potenzialmente grandi margini di miglioramento e di crescita penso però che essi non siano attualmente paragonabili a quelli di League of Legends o CS:GO.

Diamante Lucente e Perla Splendente disponibili da oggi

Profilo di Rios
 WhatsApp

Da oggi sono disponibili Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, le due nuove remastered degli storici gioco usciti per Nintendo DS nel 2006. Gli appassionati potranno immergersi di nuovo nella regione di Sinnoh e riscoprire le sue meraviglie e le sue storie.

Un modo perfetto per celebrare i 25 del brand Pokémon, che ormai occupa i ricordi dei più grandi ma anche dei più piccoli. I nuovi giochi arrivano in esclusiva sulla famiglia di console Nintendo Switch, e sono adatti a tutti quelli che vorranno dargli una chance.

Insomma, sia che abbiate vissuto l’epopea di Sinnoh sul DS o che sia la vostra prima volta, preparatevi ad immergervi nel mondo dei Pokémon.

Arriano Diamante Lucente e Perla Splendente

La nascita di un mito

Tra la fine degli anni 80 e l’inizio dei 90, un giovane giapponese appassionato di videogiochi di nome Satoshi Tajiri decide di trasformare il suo hobby d’infanzia, collezionare insetti – un’attività molto in voga tra i bambini del Paese del Sol Levante – nel concept di un videogioco.

Per quanto pazzesco possa sembrare, è così che nasce, nel 1996, quello che è poi diventato al giorno d’oggi il franchise multimediale più redditizio al mondo, con vendite stimate oltre i 100 miliardi di dollari.

Nella mente del loro creatore, gli insetti sono poi infatti diventati pocket monsters, mostriciattoli tascabili da catturare, allenare e soprattutto scambiare con altri giocatori: 151 creature più o meno esplicitamente ispirate a vari animali, in grado di evolversi e di affascinare dapprima il Giappone intero e, dal 1998 in poi, il resto del mondo, entrando a gamba tesa nell’immaginario comune e affermandosi come icona pop a tutti gli effetti.

25 anni di storia

I Pokémon compiono quest’anno 25 anni tra successi, cifre da record e l’innata capacità di conquistare milioni di appassionati in tutto il globo. Questi sono cresciuti tra videogame, carte collezionabili, cartoni animati e molto altro. Per celebrare questo importante compleanno, arriva dal 19 novembre sulla famiglia di console Nintendo Switch il nuovo Pokémon Diamante Lucente e Pokémon Perla Splendente. Un’avventura che farà vivere momenti di nostalgia ai fan di vecchia data e trascinerà tutti gli altri appassionati in un’avvincente storia ricca di miti e leggende, tra le più acclamate di sempre.

Per l’occasione, tre vere e proprie star italiane del mondo Pokémon hanno ripercorso la straordinaria carriera degli iconici mostriciattoli tascabili: Emanuela Pacotto, doppiatrice dell’indimenticabile cartone animato, Cydonia, youtuber e streamer Pokémon, e Francesco Pardini, ex campione nazionale del videogioco. Il video è disponibile al link seguente.

Ritorno al passato

Con Pokémon Diamante Lucente e Pokémon Perla Splendente, Nintendo ha deciso di riportare in auge due capitoli amatissimi, usciti per Nintendo DS nel 2006. Non importa se i giocatori hanno già esplorato la regione di Sinnoh in passato o se questa sarà la prima volta: ad attenderli ci sarà una fantastica avventura rivisitata per Nintendo Switch.

La storia originale è stata riprodotta fedelmente, mentre alcune funzioni tornano con una veste tutta nuova, tra cui una grafica colorato e modernizzata. Il risultato è un’emozionante avventura nella regione di Sinnoh dal tocco nostalgico e innovativo allo stesso tempo.

La forza dell’Italia

Pokémon ha anche un’attivissima scena competitiva in cui l’Italia è tra i Paesi più forti al mondo. Basti pensare che a detenere un titolo a livello mondiale è attualmente il 26enne Leonardo Bonanomi. Senza dimenticare che agli ultimi Campionati Mondiali del 2019, il 45% degli invitati europei e il 37% dei top 16 qualificati automaticamente per la seconda giornata di tornei era composto da italiani.

Inoltre, nel 2020, durante la prima competizione globale dedicata ai videogiochi Pokémon Spada e Scudo, la Pokémon Players Cup, la metà dei qualificati europei era composta da italiani. Sui 16 posti disponibili per la finalissima, ben 3 sono stati occupati da giocatori provenienti dal Bel Paese.

Per dare un’idea della portata del fenomeno torneistico, i montepremi delle competizioni mondiali possono arrivare a garantire al primo classificato fino a 10mila dollari per il videogioco. E ben 25mila dollari per il Gioco di Carte Collezionabili.

Il gioco di carte

Quest’ultimo, insieme alla serie di videogiochi e all’app mobile Pokémon GO, che nel 2016 ha fatto letteralmente impazzire il mondo superando il miliardo di download, è uno dei fenomeni Pokémon più popolari. Si tratta infatti di uno dei giochi di carte collezionabili di maggior successo di tutti i tempi.

Dal 2004 in poi ha visto un incredibile incremento di vendita: in tempi recenti, The Pokémon Company ha venduto 1,6 miliardi di carte. Che sono diventati ben 3,7 miliardi in quello successivo, con un aumento delle vendite del 43%. Dal 1996 al 2020 sono stati creati 92 differenti set. Divisi per generazione, per un totale di 34,1 miliardi di carte prodotte e tradotte in 13 lingue.

pow3r

Caro Pow3r ti scrivo… (Così tu mi blasti un po’)

Profilo di Gosoap
 WhatsApp

Nel corso del pomeriggio di venerdi e sabato, la nostra testata é stata duramente attaccata dal noto streamer Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, il quale in un commento su Facebook ripreso anche dai colleghi di Dr. Commodore (che non linkeremo per risparmiargli critiche inutili, a differenza loro) ci ha dato fondamentalmente dei venditori di fuffa.

Lasciando ad un futuro editoriale eventuali commenti sullo sciacallaggio come quello pateticamente perpetrato dalla redazione di Dr.Commodore (che spesso diventa norma nel panorama d’informazione videoludica italiana), vorremmo concentrare tutte le nostre attenzioni sul solo commento di Pow3r rilasciato su Facebook, andando a discernere i suoi punti, affrontandoli uno per uno.

Sono POW3R e sincero avete rotto il cazzo con i titoli clickbait e non riportare le notizie storpiandone a vostro piacimento per alimentare odio e flame. Ho espressamente detto che Final Fantasy XIV e WOW sono i migliori MMO ma troppo complessi per un giocatore che non li ha mai giocati e questo vale anche per gli altri MMO sul mercato.

Per quanto riguarda New World ho spiegato che rispetto a questi è più accattivante perché più semplice e alla portata di un nuovo giocatore che non ha mai giocato questa categoria. La battuta su Metin era con un amico che era in chat che è fan di Metin. Smettetela di usare il mio nome per i vostri articoli clickbait e specialmente create disinformazione. Più che una testata di news siete novella 2000 con le cagate che scrivete.”

”PS: gioco a WOW da quando avevo 11 anni, Vanilla fino a BFA e ho fatto anche SR1 su TBC, ho militato anche nei KOH per quanto riguarda PVE ad alti livelli. Prima che arrivino i mostri con la spada in mano a dire che non ho mai giocato ad un cazzo. Aggiungo mmo giocati: Ragnarok, SWTOR, AOC, WAOR, e tantissimi altri che manco mi ricordo’

Clickbait, una parola forte nata e cresciuta nei primi anni di Youtube (e che tutt’oggi continua a farla da padrone anche nei canali più famosi, tra cui anche il tuo, Pow3r) che non sentiamo per nulla nostra, e che indica un connubio di titoli ed immagini fuorvianti rispetto al contenuto dell’ articolo, video, od opera in generale.

Questo nel pezzo non é accaduto, le dichiarazioni effettuate da te sono state riportate con estrema accuratezza e precisione professionale. Questo, proprio perché nuda verità, non ti esime da eventuali critiche che giungono da persone che si fermano ad un titolo riassuntivo, scegliendo di non approfondire la questione.

Punto secondo: quello che hai detto nel commento su Facebook non é quello che viene detto nelle clip, che comunque Pow3r, o chi per lui, ha prontamente provveduto ad eliminare una volta che erano arrivate in tendenza tra i video del suo canale Twitch (come da immagine QUI SOTTO).

La scena italiana, della quale ti abbiamo sempre considerato un degnissimo rappresentante, dovrebbe forse imparare che quanto detto durante una diretta (nella quale si viene difesi da un certo numero di moderatori e si è permeato in un ambiente creato appositamente per i fan e non per gli hater) non rappresenta la totalità del pubblico, ed ha quindi una grande rilevanza, dal momento che nessuno può vietare a nessuno di riportare tali dichiarazioni per creare una discussione attorno ad una figura di rilievo.

POW3R

Quanto appena spiegato, accade di continuo in praticamente qualunque regione del globo terracqueo ed anche in Italia in altri ambienti (basti vedere la politica, il calcio, e la televisione) senza che nessuno si arrabbi o si offenda per delle critiche ricevute al suo pensiero, e che anzi a nostro modesto avviso dovrebbe essere la normalità in un ambiente che voglia sviluppare un discorso costruttivo (anche se purtroppo alcuni individui spesso non collaborano) e non prendere per oro colato ciò che dice una persona con un discreto seguito.

La disinformazione é un grande problema di questo triste mondo nel quale ci troviamo, ed i vari ricami che millanti riguardo quanto riportato nel nostro articolo lo sono ancora di più. Alcuni tuoi fedeli seguaci ci hanno accusato di aver estrapolato, manipolato e montato ad hoc le tue parole per far trasparire un messaggio fuorviante che doveva attirare odio, tuttavia ti assicuriamo che nulla potrebbe essere più lontano dai nostri standard lavorativi (visto che tra le altre cose le stesse erano state create da un tuo follower che si é anche detto contento che esse avessero generato una bella discussione nel gruppo di World Of Warcraft) e le clip che abbiamo ricaricato online e che TUTTI potranno vedere per creare un contraddittorio degno di questo nome sulle parole che sono uscite fuori dalla tua bocca (e non un intervento da bullo fatto su Facebook), lo potranno dimostrare.

-La clip di Pow3r e le nostre considerazioni-

Video 1Video 2

Il CEO di Powned Marco ‘Stak’ Cresta ha riassunto, in un video che lasceremo qua sotto, le nostre opinioni e reazioni a caldo a questo duro attacco che, dobbiamo essere sinceri, ci ha effettivamente fatti questionare sul nostro operato, da professionisti estremamente critici verso noi stessi quali siamo sempre stati.

Dopo un relativamente breve brainstorming tra di noi abbiamo valutato corretto quanto riportato nell’articolo ed abbiamo deciso di non piegarci, né farci intimidire da qualche milione di follower, rispondendo con onestà ed inflessibilità, come si converrebbe in queste occasioni.

-Il video di Stak-

Insomma, caro Giorgio, anzi, caro POW3R, come ti sei presentato sotto al nostro post, questo é quanto l’autore originale dell’articolo aveva da dire. Magari non leggerai mai queste parole, ma spero sinceramente che lo facciano più persone possibile e che questi lettori capiscano l’importanza dei gesti compiuti da questi autoproclamati giganti del web e quanto sia a sua volta importante lottare per lo sviluppo di un ambiente con una florida produzione d’informazione e discussione nel nostro paese, soprattutto in un momento così delicato per l’ambiente esportivo, anche attraverso i suoi principali esponenti.

La campagna NoClickBait

A dimostrazione di quanto sia per noi assolutamente importante utilizzare dei titoli che rispecchino i contenuti dei nostri articoli, e che le informazioni trasmesse dalle stesse siano sempre vere e non ingannevoli o in qualunque forma “alterate”, abbiamo deciso di aggiungere un box nel quale potrete darci le vostre impressioni.

Se dopo la lettura di un articolo vorrete comunicarci il vostro disappunto rispetto al titolo ed ai contenuti, potrete farlo semplicemente cliccando su “Clickbait” nel box in basso a destra. Se al contrario avrete piacere di segnalare l’effettiva pertinenza/autenticità di quanto da noi scritto, vi basterà cliccare su Non Clickbait. Provvederemo a pubblicare ogni settimana dei report dettagliati con i vostri pareri.

A Pow3r, fiduciosi che i nostri lettori possano capire appieno la situazione e farsi la loro idea a prescindere da qualunque pregiudizio, ti mandiamo un caloroso saluto.

-La redazione di Powned-

La clip di Pow3r

Video 1Video 2

Pokémon Team Championship: torna il torneo ispirato alla NBA

Profilo di Rios
 WhatsApp

Dopo qualche tempo di assenza, ritorna il Pokémon Team Championship, torneo esportivo nato da un’idea geniale del celebre Francesco Pardini. Questa competizione unisce le due grandi passioni di Pardini: i Pokémon ed il basket della NBA.

Sarà un torneo tutto da scoprire, ricco di sorprese ed unico nel suo format. Interesserà 64 giocatori in tutto il paese, che si sfideranno in dei classici gironi all’italiana. Il tutto durerà ben sette settimane di stagione regolare, per poi concludersi con la fase finale dedicata a sole quattro squadre.

La competizione inizierà ufficialmente il 21 settembre (domani) e potrà essere seguito in streaming sul canale twitch di Pardini.

Il Pokémon Team Championship

L’associazione con la NBA

Quando si pensa al concetto di passione associata a un brand, probabilmente tra i primi nomi che possono venire in mente ci sono Pokémon e l’NBA, due realtà profondamente diverse alimentate, però, dallo stesso fuoco: la dedizione e l’affetto incondizionato, quasi irrazionale, dei propri fan. Proprio da questo concetto è partito Francesco Pardini, punto di riferimento della community italiana e grande appassionato di basket, per creare Pokémon Team Championship, uno dei tornei competitivi di Pokémon più avvincenti e particolari dell’intera scena esport. 

Format

La struttura dell’evento, prende in prestito il concetto di franchigia, tanto caro alla lega NBA, per calarlo all’interno di una competizione unica. I migliori 64 player a livello nazionale saranno infatti divisi in 8 franchigie. Si sfideranno, a partire dal 21 settembre, in un girone all’italiana di ferro. I migliori 4 team, poi, accederanno alle semifinali a eliminazione diretta. Questa fase decreterà i finalisti del torneo più appassionante e particolare del panorama esport dedicato ai pocket monster.

Il Pokémon Team Championship, che giunge quest’anno alla sua seconda edizione, è animato proprio dal concetto di franchigia, ognuna delle quali è espressione di una generazione e di una regione dello stratificato universo Pokémon, riprendendo il campanilismo, il senso di appartenenza e l’atmosfera tipici del circus NBA. Il torneo inizierà il 21 settembre e si protrarrà per 7 settimane di Regular Season, volta a selezionare le migliori 4 franchigie della competizione, che si giocheranno l’opportunità di accedere all’attesissima finale. 

Dove vederlo

Lo spettacolo che offrirà l’evento non si limiterà alle sfide sul campo che possono essere seguite sul canale Twitch Francescopardinivgc. Ma sarà amplificato da interessanti analisi, approfondimenti e rubriche sui canali social di Francesco Pardini, dedicate non solo ai fan più sfegatati, ma anche a coloro che vogliono approfondire la scena esport Pokémon. Uno degli scopi principali della manifestazione è dimostrare quanto sia florido e maturo il panorama competitivo dedicato ai mostriciattoli tascabili, spesso considerato dai più, a torto, un ambiente frequentato esclusivamente dai più piccoli.

Eventi come il Pokémon Team Championship sono proprio il simbolo di una comunità coesa e adulta. In grado di affermarsi a livello internazionale non solo per la propria bravura in-game, ma anche per la passione e la creatività espresse nel creare competizioni sempre fresche e divertenti. L’intraprendenza della community è evidenziata anche dalla capacità di coinvolgere sponsor in grado di supportare e far crescere questo tipo di eventi. In particolare, il Pokémon Team Championship potrà contare sull’appoggio di aziende del calibro di NordVPNNowave in qualità di sponsor.