Overwatch Tier List: Aggiornato al 13 Marzo

Proviamo a mettere giù una tier list di Overwatch che tenga in considerazione anche un po’ quello che si vede sul PTR in questi giorni. Non fatevi ingannare dal tono sbarazzino, la classifica è serissima!

Tier 1

Il trio delle meraviglie. Troppa utility per pensare (al momento) di sostituirli in qualsiasi team competitivo. Anche in team non completi, restano eroi eccellenti da padroneggiare per migliorare il proprio rank in solitaria poiché dotati di kit completi e estremamente

Lùcio

Lucio non è in grado di tenere in vita i suoi compagni di squadra in lunghi conflitti a fuoco.

E allora perché è un permapick dall’inizio della scena competitiva di Overwatch. Semplice: lo Speed Boost. Arrivare primi sul punto nelle mappe Controllo, fare più tentativi di conquista del punto in quelle conquista, hanno un valore inestimabile. Aggiungiamo una ulti salvateam, la possibilità di spingere gli avversari (con conseguenze di grande valore, anche solo spostando un Reinhardt in carica), il tutto senza dover smettere di fare danno (anche se poco). Nonostante i nerf, il potere della musica è sempre al top.

Reinhardt

Altro permapick dall’inizio dei tempi, Reinhardt è una scelta quasi obbligata sia in attacco che in difesa. Punto di riferimento per tutto il team, copre i compagni e blocca i punti sensibili, con la sua ulti può punire la minima disattenzione degli avversari. Cala il martello, ma non la sua posizione in classifica.

Ana

Ana è probabilmente l’eroe più determinante nel roster di Overwatch. Nonostante i nerf al momento presenti sul PTR credo che la situazione non cambierà nel prossimo futuro (a meno di capovolgimenti imprevisti del meta competitivo). Ana ha un ottimo burst di cure, può far danno con estrema precisione se necessario ed ha una ulti che può cambiare l’esito di uno scontro in pochi istanti. Se la possibilità di avere quasi tre eroi in uno non bastasse, basterà lo Sleep Dart. Semplicemente troppo valore in una sola abilità. Ferma molte ulti che potrebbero altrimenti essere fastidiose, può rimuovere un avversario da un combattimento per 5 secondi, può salvarle la vita se aggredita da un flanker. Sleep Dart, what else?

Tier 2

In questo gruppetto troviamo gli eroi che si dividono le posizioni subito dietro al trio delle meraviglie. Al momento non al top, ma nelle mani giuste possono da soli cambiare le sorti di una partita.

Genji

Che dire, chi lo acchiappa è bravo. Ha sofferto il meta ricco di tank, ma è pronto a risalire la china. Mobility estrema, buon output di danni e la possibilità di riflettere i proiettili (comprese molte ulti). A questo aggiungete una ulti letale, soprattutto in combo con il resto della squadra e avrete il cyborg ninja tritacarne perfetto.

Roadhog

Il suo gancio rende molti scontri dei “semplici” 5v6. Già questo basterebbe (ed è bastato). Soffre un hitbox che ha il volume dell’Empire State Building, ma la sua capacità di sopravvivenza non è male, grazie ai 600 hp e alla possibilità di curarsene 300 in pochi istanti. Aggiungete una ulti che nelle giuste posizioni (contro un muro o ai limiti di un precipizio) sembra la fine di un girogirotondo… tutti giù per (o sotto) terra!

Soldier76

Una delle icone di Overwatch non poteva restare fuori dal meta per troppo tempo. Il buff ai danni l’ha portato sull’olimpo dei main DPS, soprattutto in un meta pieno di tank. Vedremo come se la caverà con il suo moderato burst di danni in un meta che sembra puntare nuovamente a formazioni più rapide, con mordi e fuggi rapidissimi. Purtroppo per loro, anche i più rapidi sfuggono difficilmente all’aimbot legalizzato. Per il nostro Soldato la legge NON è uguale per tutti.

Tracer

Divertimento, velocità e sustain infiniti. In mani esperte un burst di danni letale insieme a una ulti frequentissima. L’incubo delle retrovie, il sogno bagnato dei fanboy: “Muoviti come una farfalla, pungi come un’ape!”.

Zarya

Tank, support, DPS. Non ha paura di prendere danni, può salvare i suoi alleati da situazioni molto scomode e al momento giusto può fare anche molto male. Nessun ruolo è inaccessibile per la nostra russa palestrata. Se ciò non bastasse, la sua ulti è probabilmente la più incisiva di Overwatch se utilizzata in un team coordinato.

Tier 3

In questo gruppo gli eroi leggermente più situazionali, a cui manca quel quid per essere al pari con gli altri dal punto di vista prettamente meccanico, che funzionano solo in alcune formazioni o che hanno bisogno di una maestria sovrannaturale per essere utilizzati con successo (parlo proprio con te, cowboy!).

D.Va

La campionessa coreana ha recentemente subito un piccolo (grande) nerf all’armatura. A questo va sommato che D.va è probabilmente l’eroe che ha subito maggiormente il nerf alla granata di Ana, rendendole quasi impossibile lanciarsi nelle retrovie degli avversari a seminare scompiglio senza essere sciolta come un Liuk nel Sahara. Sicuramente in alcune mappe e contro alcuni eroi, grazie alla mobilità e alla Matrice Difensiva potrà ancora dire la sua. Evidentemente le ulti non sono molto caloriche vista la forma fisica invidiabile della ragazza.

McCree

Se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola, se mio nonno avesse 3 palle sarebbe un flipper e se McCree non avessa quella insensata ed esagerata diminuzione del danno con la distanza sarebbe lì a rivaleggiare con Soldier76 per lo spot di main DPS. Invece così non è e il cowboy si trova in un momento di appannaggio. Vedremo se, con un meta che rischia di essere ricco di flanker, e con l’eventuale ritorno di Pharah, McCree (in quanto antiflanker e antipharah e anche un po’ anti…patico) potrà tornare a regolare gli orologi di tutti gli altri eroi… indovinate un po’ su che ora?

Mei

Ha visto il suo momento di gloria quando era fondamentale per separare gli avversari in modo da dare al resto del team il di prosciugare le infinite risorse dei tank supportati dalla vecchia Ana. Può essere ancora utile per ritardare la conquista di un punto di controllo, ma anche in questo il nuovo regolamento delle competitive ne ha diminuito l’utilità. Una Mei che, nonostante l’attrezzatura tecnica, rischia di scivolare ancora più fuori dal meta.

Mercy

Ciò che rende Mercy poco appetibile a livello competitivo è la mancanza della possibilità di fare danni mentre cura. Resta comunque uno degli eroi più giocati (nella scena non professionale), anche perché a tutti noi piace tornare bambini giocando a nascondino, qualche volta. Magari con i DPS alla ribalta, e con qualche spazietto per Pharah, potrebbe tornare la coppia che scoppia (o meglio che fa scoppiare gli avversari).

Orisa

Il ventiquattresimo eroe si trova qui più per una mia scommessa che per eventuali meriti e demeriti. Sembra essere un buon tank, ma difficilmente potrà scalzare Reinhardt nel caso di formazioni death ball o Winston nel caso di dive composition. Come disse il saggio: “chi vivrà, vedrà!” e probabilmente io non sarò tra questi; comincio ad avere le allucinazioni e sono appena a metà della lista.

Pharah

Se gli avversari non sono preparati, Pharah li distrugge, viceversa le vengono tarpate le ali. La situazione di Pharah è sempre molto delicata, in questo senso,  e neanche troppo dipendente dalle sue qualità, bensì da quali siano i DPS più in voga nel meta. Longrange hitscan? Tanti saluti amari jr! P.S: Un saluto anche a tutti i Reinhardt che, intrappolati in una Bomba Gravitonica, con la Carica in cooldown, hanno versato lacrime amare osservando impotenti il loro scudo e la loro vita esaurirsi alle parole: “Pioggia di Giustizia!” (ma io sento “Rain from Above!” e va bene, un saluto anche a te).

Reaper

Come dimenticarsi di Reaper.  In un meta di tank, l’antitank per eccellenza si è trovato piuttosto in difficoltà e non l’abbiamo praticamente più visto dall’“Era Bayblade”. Proprio l’Ana che l’aveva portato alla ribalta con il suo Nanoboost è stata la causa della sua dipartita. Infatti la granata della simpatica nonnina le dava la possibilità di un burst healing superiore al danno del nostro caro cattivone. Credo proprio che dopo il nerf ad Ana, Reaper potrà ritrovare il suo smalto e ricominciare a spar… DIE, DIE, DIE!

Sombra

Ormai ex ultima arrivata, Sombra non è ancora riuscita a ritagliarsi uno spazio sicuro nella scena competitiva, nonostante le potenzialità enormi che traspaiono quando la vediamo in mano a giocatori che riescono a sfruttarla (per esempio Codey). Evidentemente i team, a parte la vecchia formazione dei compLexity che ha fatto vedere ottime giocate, ancora non sono riusciti ad adattarsi al suo gioco. Personalmente spero che l’ispanica non resti ancora a lungo la donna invisibile…

Winston

Pedina fondamentale in tutte le dive comp, Winston potrebbe presto tornare a farsi valere. Provandolo sul PTR, con l’hitbox della testa rimpicciolito e il cooldown degli scudi che parte appena utilizzata l’abilità (e non alla distruzione dello scudo), mi è sembrato davvero in forma. State attenti nelle retrovie, portatevi dietro qualche banana, altrimenti potreste dovervela vedere con una scimmia piuttosto arrabbiata: e non è bello, ve l’assicuro! In ricordo di Harambe.

Zenyatta

Il saggio omnic, oltre ad essere la prova vivente (insieme allo statuario amico a King’s Row) che da qualche parte alla Blizzard c’è qualcuno a cui piace la buona musica (e che non sa benissimo come nascondere gli easter egg), potrebbe essere il primo rincalzo dei due instapick support Ana e Lùcio.

Tier 4

Nell’ultimo gruppetto, il fanalino di coda, troviamo tutti quegli eroi troppo situazionali, che hanno dei gravissimi difetti dal punto di vista meccanico, che avrebbero bisogno di una formazione apposita per funzionare o che solo in mano a delle divinità degli fps riescono a essere performanti, ma restano spesso e comunque poco consistenti.

Bastion

Restare bloccati in un punto in forma torretta non è esattamente un toccasana in una scena competitiva così agguerrita. Nonostante il recente buff che ha fatto gridare al nerf e ha fatto entrare i migliori in bunker antiatomici, per me è no.

Hanzo

Inconsistente, relativamente utile, non esiste al momento una formazione che possa sostanzialmente impiegare un cecchino a medio raggio. In più lo odio (ma questo non influisce nel mio giudizio). Bocciato.

Junkrat

Tutto fumo, niente arrosto. Tanti danni agli scudi, tanta carica nelle tasche della prima Zarya abbastanza intelligente da capire che è iniziata la festa e che aspetterà di sciogliervi appena girato l’angolo. Meglio in forma Junkenstein. Valutazione: boss di fine livello.

Symmetra

Dopo il rework di fine anno il kit di Symmetra è senza dubbio migliorato. Resta, però, un eroe counterabile con estrema facilità da un team organizzato. Allo stesso tempo fa tremare i cuori anche dei più impavidi eroi che si trovano in team disorganizzati e rank bassi. E ho forse un team organizzato io? No. Quindi la odio.

Torbjorn

Simpaticissimo. Evidentemente la simpatia non basta per sfondare a livello competitivo, ma nessuno ha mai detto che diventeremo tutti fotomodelli, un giorno. Torretta che si fissa su un solo individuo senza sprazzi di intelligenza, modalità di fuoco interessanti, ma poco consistenti se non vi chiamate Galileo Galilei, l’armatura è un supporto sicuramente utile, ma non abbastanza. Piazza la torretta, Pharah-Mercy ti aspetta.

Widowmaker

I tantissimi fan della francesina (me compreso) vorrebbero ardentemente fossero vere le sue parole quando dice: “one shot, one kill”. Ecco, fosse vero! Purtroppo non lo è, così anche i professionisti non la reputano più abbastanza consistente. Mi piace pensare che un giorno qualcuno alla Blizzard si sia svegliato e abbia detto: “ogni colpo un’uccisione? Si, ti piacerebbe!”. Il voto è per tutti coloro che si ostinano a usarla in competitive (sempre me compreso): SOGNATORI.