Storie di Overwatch League: i Gladiators nel tempio dei Los Angeles Rams!

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Pochi giorni fa i ragazzi del roster dei Los Angeles Gladiators sono stati accolti nel tempio dei Los Angeles Rams, celebre squadra di football americano della città degli Angeli, il Los Angeles Memorial Coliseum.
Protagonisti di questo particolare “incontro” sono stati il canadese Surefour , i finlandesi BigGoose e Shaz , ed il brasiliano Hydration che sono stati presentati al pubblico dello stadio con una scritta gigantesca sul mega schermo che recitava “Los Angeles meet your new Overwatch Sports Team“.

Di seguito andiamo a riproporre il diario di viaggio di questa particolare ed entusiasmante esperienza, utilizzando le parole scritte da Justin Groot per Blizzard Ent.
Vi auguriamo una buona lettura ed un buon divertimento!

Lungo la strada che porta al Los Angeles Memorial Coliseum per l’ultima partita di regular season dei Los Angeles Rams, io e il mio fotografo ci imbattiamo in una folla davvero esuberante, e ci chiediamo quanto tempo ci metteranno gli eSport a raggiungere questo clima così caldo.

I più grandi eventi sportivi negli Stati Uniti sono spettacoli pazzeschi, rumorosi, per la maggior parte stupendi. L’Overwatch League rappresenta un primo passo verso l’approdo definitivo degli eSport nel mondo?

È stato facile riconoscere i Los Angeles Gladiators fuori dal cancello 28. Erano gli unici vestiti di viola. Tutti gli altri indossavano indumenti di colore blu, oro e bianco, tipici dei Rams, o di color rosso vivace, tipico della squadra in trasferta, i San Francisco 49ers. In attesa di entrare ci sono Lane “Surefour” Roberts, Jonas “Shaz” Suovaara, Benjamin “BigGoose” Isohanni e Joao Pedro “Hydration” Goes Telles. Presto la squadra dovrà dedicarsi agli ultimi preparativi in vista delle settimana di apertura. Parlando con loro, in attesa di entrare, ho la sensazione che siano tutti piuttosto trepidanti.

Chiedo quindi ai giocatori se siano tifosi di football americano. Non lo sono per niente. Surefour è canadese, BigGoose e Shaz sono finlandesi, mentre Hydration è brasiliano; il football americano non è diffuso in nessuno di questi paesi. Decido dunque di mettere alla prova la loro conoscenza del gioco, chiedendo loro quanti punti vale un touchdown

“Due o tre?” risponde Surefour. (Vale sei punti.)

Il pass VIP

Passiamo da un’entrata VIP speciale e arriviamo a uno stand a bordo campo, gentile concessione del comproprietario dei Gladiators, Stan Kroenke, che si da il caso sia anche proprietario dei Rams. Prima dell’inizio della partita, i Gladiators passeggiano a bordo campo con le mani in tasca, sotto il sole cocente. Il riscaldamento dei 49ers si svolge a qualche metro di distanza da noi. Nessuno dei Gladiators sembra particolarmente emozionato.

Mentre torniamo nella nostra postazione, Surefour mi dice: “Non sono mai stato il tipo di persona che idoleggia qualcuno. Non mi sento emozionato in queste situazioni”.

Insomma, Surefour non prova emozioni intense molto spesso. Dice di aver pianto solamente una volta negli ultimi dieci anni (durante un episodio di Naruto). Quando si lancia col paracadute, non sente alcun tipo di adrenalina. L’unica cosa che lo entusiasma davvero sono i videogiochi a livello competitivo, quando il destino della squadra dipende dalla sua prestazione.

Anche gli altri giocatori sono simili in queste cose. BigGoose non riesce a ricordare l’ultima volta che è stato davvero arrabbiato, a parte una volta in cui si è “inalberato” coi suoi compagni di squadra in modalità competitiva.

“Di solito sono io quello che dice agli altri di calmarsi,” dice BigGoose.

A pensarci bene, il comportamento di questi giocatori è del tutto normale. Se quattro giocatori degli LA Rams andassero a vedere una partita di Overwatch, probabilmente si comporterebbero allo stesso modo. Sicuramente sarebbero gentili e rispettosi, ma di certo non sarebbero sbalorditi come il direttore creativo dei Gladiators Riley Jamison. (“Oh, mio dio,” ha esclamato Riley quando è arrivato, correndo avanti e indietro con le mani nei capelli, “È pazzesco! Davvero pazzesco!”). I Gladiators sono comunque dei professionisti nel loro campo e hanno familiarità con queste situazioni.

Hydration

Nel video Meet the Gladiators, Surefour descrive Hydration in questo modo: “È come Widowmaker: privo di emozioni, un assassino freddo e spietato.” Questa non è stata però l’impressione che ho avuto io. Hydration scherza continuamente. Ha un modo strano di sorridere, sembra quasi che si contenga. È anche alquanto schizzinoso.

“Mangio solo carne, pane, formaggio e riso,” dice. “Niente frutta o verdura.”

Sono tutti entusiasti del cibo del catering. David Pei, l’allenatore della squadra, prende una manciata di panini per hot dog e si fionda ai vassoi del catering. Alza quindi il coperchio, ma trova soltanto acqua bollente, nessuna traccia di hot dog.

“Mi hanno fregato,” esclama Pei.

Tutti cominciano a mangiare, tranne Hydration, che osserva silenziosamente il cibo arrivato.

“Ehi,” gli dico indicando i panini degli hot dog. “Quello è pane, mi sembrava avessi detto che ti piace il pane, no?”

Sorride con quella sua espressione strana, poi ne prende uno, dà un morso e mi fissa negli occhi.

“Com’è? Buono?” gli chiedo aspettando di annotare la sua risposta.

Dà un altro morso, poi non riesce più a stare serio e si copre la bocca per nascondere le risate.

Hydration è nato a Montes Claros, una città industriale del Brasile. I suoi genitori hanno divorziato prima che nascesse. Quando aveva 7 anni, si è trasferito con sua mamma e il suo patrigno negli Stati Uniti. A causa del lavoro del patrigno, Hydration è stato costretto a trasferirsi di nuovo all’estero quando aveva 10 anni. ha quindi frequentato una scuola internazionale in Cina, dove il 44 per cento degli studenti era sudcoreano. Mi ha parlato di quel periodo come “tanto, tanto StarCraft”. Inutile dirlo, ma Hydration non può più dedicare tempo ad altri giochi oltre a Overwatch.

“Come pensi che andrà la stagione inaugurale?” gli chiedo.

“Distruggeremo tutti,” risponde Hydration, e per una volta sembra non stia scherzando.

Ordinaria amministrazione

Durante la partita, sono seduto vicino al duo di giocatori di supporto finlandesi BigGoose e Shaz, entrambi ricoperti da uno spesso strato di crema solare mentre guardano l’ultima partita di regular season dei Rams. Shaz ha comprato un cappellino dei Rams, ma è un po’ piccolo per la sua testa. (“Grande testa, grande cervello,” mi spiega.) A un minuto dalla fine del secondo quarto, i Rams sono in difficoltà: i 49ers stanno già vincendo 20 a 3.

Un paio di cheerleader dei Rams si avvicina per delle foto. I Gladiators sembrano un po’ preoccupati all’inizio, poi in qualche modo ritrovano il sorriso. Poco dopo, Shaz mi confida che queste cose lo mettono a disagio. Non gli piace mettersi in posa per le foto o fingere determinate emozioni.

“Voglio solo giocare a Overwatch,” ammette.

Shaz è cresciuto a Jyväskylä, una delle città più grandi della Finlandia. Ha frequentato un istituto professionale, dapprima studiando tecnologie dell’informazione, poi specializzandosi nell’installazione di condizionatori, ma poi ha deciso che nessuna delle due era la sua strada. Sembra quasi sorpreso di questa carriera con Overwatch. Com’è diventato così bravo? Non ne ha alcuna idea.

“Più vincevo, più continuavo a voler vincere,” mi ha detto.

Ha vinto il suo primo evento LAN, il Multiplay Insomnia 58, nell’agosto del 2016, quando giocava per i Reason Gaming col nome di “Shazardous”. Da lì è stata un’ascesa continua tra i migliori della regione europea di Overwatch. Ha giocato nel Team Gigantti con BigGoose, con cui ha vinto la Stagione 1 europea dell’Overwatch Contenders Europe. Quello è stato un momento fondamentale, in quanto quattro membri della squadra sono stati in seguito reclutati nella formazioni dell’Overwatch League.

BigGoose è cresciuto a Kokkola, una città costiera; stava studiando per diventare cuoco, poi ha deciso di lanciarsi nel mondo del gioco competitivo a tempo pieno. È molto più esuberante rispetto a Shaz, col suo sorriso sempre pronto. I suoi capelli formano una grande sfera riccia. Come Shaz, è stupito dal suo successo. È accaduto tutto molto rapidamente. Era tra i primi 50 in Europa dopo tre sole stagioni. Ora prende parte all’Overwatch League, tutt’altra cosa rispetto ai piccoli tornei con cui si è fatto un nome. Per lui non c’è alcuna differenza, ordinaria amministrazione, ma quando gli faccio una domanda sulla stagione inaugurale, di colpo perde quel suo sorriso e diventa tutto serio. Non sembra preoccupato, solo molto, molto determinato.

La nostra conversazione viene interrotta da un video dei Gladiators sul maxischermo. Su di esso compare la scritta “LOS ANGELES, ECCO A VOI LA VOSTRA NUOVA SQUADRA DI OVERWATCH”. Poi un breve video. La folla si fa silenziosa tutt’a un tratto, quasi sconcertata. Quando termina il video, parte una parvenza di applausi.

Subito dopo arriva Jamison.

“Un grande successo. La folla era in visibilio,” mi dice. “Scrivi, scrivi.”

Ovviamente scherza, ma la verità è che, qualunque sia stata la reazione della folla, anche solo vedere trasmesso un video sull’Overwatch League su quello schermo gigante è giù una grande vittoria. Migliaia di tifosi di football americano sono appena venuti a contatto con gli eSport di Overwatch. Considerando che molti tifosi di eSport seguono anche gli sport tradizionali, e viceversa, non è assurdo pensare che qualche centinaio di tifosi dell’Overwatch League, e forse proprio dei Gladiators, sia appena nato.

Ogni maledetta domenica

Nonostante avessero già sconfitto i 49ers in questa stagione, i Rams non sono riusciti a recuperare nel secondo tempo. Nella nostra postazione, i giocatori hanno continuato a chiacchierare mentre guardavano la partita. E ovviamente a mangiare, considerando l’afflusso continuo di cibo dal catering. Rampage, la mascotte dei Rams, è arrivato a stringere la mano a tutti. Sfortunatamente, il motto “Su gli scudi” non ha portato fortuna ai Rams e la partita si è chiusa sul risultato di 34-13 in favore dei 49ers.

Stando alla classifica attuale dell’Overwatch League, gli LA Gladiators non navigano in buone acque a causa di un inizio deludente, sebbene combattuto, nella stagione inaugurale. Ma la squadra ha ancora parecchio tempo per recuperare posizioni in classifica, magari sfruttando la possibilità di ingaggiare nuovi giocatori o scambiarne alcuni, migliorando così il loro record di vittorie-sconfitte. Se la stagione inaugurale dell’Overwatch League fosse una partita di football, non saremmo nemmeno alla fine del primo quarto.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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