Casa Shock, parla Babybay: “Voglio assolutamente battere Birdring”

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La Overwatch League è ormai avviata e le notizie inerenti la “grande novità” della competizione targata Blizzard vengono progressivamente sostituite con altre in cui al centro delle nostre attenzioni vi sono i protagonisti dei giochi e le potenziali sfide che tra questi possono consumarsi.
Abbiamo però due tipi di “storie” in cui due giocatori della Lega sono antagonisti: quelle più dure, che con la competizione e la sportività non hanno nulla a che vedere (un esempio lo abbiamo visto ieri, con l’esclusione di xQc per insulti a Muma), e quelle più sane, mosse unicamente dalla voglia di voler frantumare (in senso sportivo ovviamente) il proprio avversario.
Oggi sulle nostre pagine è quindi protagonista Andrej Babybay Francisty, giocatore dei San Francisco Shock (che proprio questa notte hanno portato a casa la seconda vittoria della loro season), che ha rilasciato diverse dichiarazioni a Blizzard all’interno di uno speciale a lui dedicato.

Tra queste, significative sono la considerazione sul fatto che gli Shock necessitano di maggiore sinergia tra i tank della squadra e quella inerente il celebre giocatore degli Spitfire Birdring; Babybay in merito ha detto: “Voglio assolutamente battere Birdring. Non siamo ai ferri corti, io e lui; lo considero un amico. In classifica eravamo allo stesso livello e siamo sbocciati insieme. Non so perché, ma voglio batterlo. Amichevolmente“.
Cosa ne pensate di questo talento statunitense? Sicuramente in merito all’affermazione su Birdring dovremo aspettare solamente pochi giorni per avere una risposta: il prossimo 25 gennaio infatti, gli Spitfire dovranno difendere la loro prima posizione proprio contro gli ShockBirdring Vs Babybay…per chi farete il tifo?

I San Francisco Shock scoppiano d’energia, con una maglia arancione audace quanto alcuni dei propri giocatori.

Uno dei più vivaci e turbolenti è senz’altro il versatile giocatore d’attacco Andrej “Babybay” Francisty. Gioca competitivamente in LAN da quando aveva 15 anni, ma è stata la sua presenza durante la preseason, con delle giocate di precisione con Widowmaker e la visibile emozione per essere su un palco, che hanno catturato il cuore dei fan, designandolo come una potenziale figura di spicco della prima stagione.

Babybay è fatto così: estroverso, emotivo, forse addirittura un po’ esibizionista. Si vede che è nato per stare su un grande palco come quello dell’Overwatch League.

“Mi piace l’idea che ci sia della gente a guardarmi,” ha detto. “Mi fa venir voglia di giocare ancora meglio, di provare cose folli, di distinguermi. La modalità Classificata è divertente, ma non è la stessa cosa. Non ci sono le stesse vibrazioni. Non c’è il palco, la sensazione del momento. Il bello è poter fare con dei professionisti le cose che normalmente fai in streaming contro giocatori occasionali.”

Per certi versi, è quindi naturale che Babybay sarà ricordato per sempre nella storia della OWL come il primo a mettere a segno un’uccisione nella stagione inaugurale, quando ha eliminato con McCree il giocatore di supporto dei Valiant Young-Seo “Kariv” Park. In totale, ha usato otto eroi nella prima settimana di gioco, tra cui una decente ma grezza Pharah, un eroe che non aveva mai usato nel gioco competitivo fino alla preseason. Una nuova aggiunta alla selezione di eroi che Babybay è orgoglioso di saper usare.”

“Se non sono bravo in qualcosa, e devo imparare, faccio tutto il necessario fino a consumarmi,” ha detto. “Sono passato dall’avere zero ore con Pharah a usarla competitivamente contro gente come TviQ e Libero, che invece la sanno usare divinamente. Datemi un eroe e un po’ di tempo, e imparo a usarlo davvero bene.”

L’energia di Babybay potrebbe sembrare fuori posto in un team di giocatori più schivi, quindi è un bene che gli Shock non lo siano affatto.

“Siamo così come ci vedete,” ha detto. “Abbiamo giocatori calmi e altri che invece sono più esuberanti, come me e Sleepy, che sembra una persona posata, ma in partita è il primo a darci la carica, sempre pronto a tutto.”

Babybay e il giocatore di supporto Nikola “Sleepy” Andrews non sono solo compagni di baldoria, ma anche i due che si distinguono di più nella formazione di San Francisco. Essere sotto i riflettori ha i suoi contro, come quando la squadra nemica fa di tutto per bloccarti. La sfida di essere sotto gli occhi di tutti non ha tardato a concretizzarsi, e dopo la debacle a opera dei Valiant nel giorno di apertura, durante la conferenza stampa post-partita Babybay ha ammesso di essere stato preda dell’emotività, assumendosi la sua parte di responsabilità per il risultato finale.

Babybay ha anche accennato a una mancanza di sinergia tra i tank della sua squadra, un aspetto sul quale stanno lavorando. Ma come dimostrato durante la prima settimana, anche la gestione discutibile delle Ultra e una confusione contagiosa hanno giocato la loro parte nella sconfitta. Le buone notizie sono che la cavalleria è in arrivo: Jay “Sinatraa” Won e Matthew “Super” DeLisi contribuiranno a rendere gli Shock più forti nella seconda metà della stagione.

Babybay preferisce però concentrarsi sul presente, iniziando con l’aiutare la squadra ad analizzare le prestazioni della settimana di apertura, durante la quale San Francisco ha ottenuto una vittoria per 3 a 1 sugli Shanghai Dragons. C’è una data segnata sul calendario di Babybay: il 24 gennaio, quando gli Shock affronteranno i London Spitfire, i nemici della preseason diventati assidui sparring partner.

“Voglio assolutamente battere Birdring,” ha detto, indicando la star d’attacco degli Spitfire come suo personalissimo banco di prova. “Non siamo ai ferri corti, io e lui; lo considero un amico. In classifica eravamo allo stesso livello e siamo sbocciati insieme. Non so perché, ma voglio batterlo. Amichevolmente.”

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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