Overwatch: quali sono le origini della storia del celebre FpS?

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La Beta di Overwatch si avvicina sempre di più, portando con sé ancora tante domande sul nuovo FPS Blizzard. Una di queste è certamente la storia che farà da contorno al gioco, di cui si sa ancora pochissimo. Oggi cercheremo di fare il punto sia sulle informazioni già in nostro possesso riguardo al futuro fantascientifico che farà da teatro agli scontri dei sempre più numerosi eroi giocabili, sia sulle modalità con cui le vicende potranno essere narrate. Ed è proprio da quest’ultimo punto che è bene iniziare, perché il problema non è banale.

Blizzard ha confermato che Overwatch sarà un gioco completamente multiplayer, dunque non vi sarà, almeno per adesso, una campagna in solo con cui raccontare la storia. Tuttavia, le potenzialità dell’ambientazione sono incredibili e, fin dal primo trailer, gli sviluppatori hanno mostrato un’attenzione al dettaglio quasi maniacale, da questo punto di vista. Sembra esserci tutta l’intenzione di non rendere Overwatch un semplice sparatutto, ma di espanderne i confini narrativi oltre i limiti, già definiti più volte nelle dichiarazioni dei Dev, del gameplay. Come, dunque, verrà narrata la storia?

Il video sulle origini di Tracer già rilasciato sembra essere una prima indicazione che la Blizzard potrebbe utilizzare questo tipo di breve corto per approfondire le vicende dei singoli eroi, in maniera non troppo dissimile da quanto fatto con la serie “Lords of War” sull’ultima espansione di WoW. Sono state inoltre annunciate alcune graphic novel e dunque l’impressione è che la Blizzard intenda sfruttare altre piattaforme per sviluppare il lore di Overwatch, indipendenti dal gioco vero e proprio.

Separare le due cose, ovvero gameplay e storia, potrebbe rivelarsi una mossa vincente anche da un punto di vista commerciale, attirando i giocatori ad acquistare i fumetti e guardare i video per saperne di più su un mondo che conosceranno prima e soprattutto come l’arena di un rapido e pirotecnico sparatutto, dove ci sarà ben poco tempo per pensare alla psicologia dei personaggi e alle loro vicende.

Ma ora, addentriamoci meglio nell’ambientazione di Overwatch. Il gioco sarà ambientato circa sessant’anni nel futuro, su una Terra molto diversa da quella in cui viviamo noi. Infatti, trent’anni prima, una nuova generazione di robot chiamati Omnix si sono ribellati ai propri creatori, scatenando una guerra contro il genere umano. Per contrastarne l’avanzata, le nazioni del mondo unirono le proprie risorse e crearono la Overwatch, una task force d’elite che per più di due decenni combatté con successo il nemico e si erse a protezione della pace di un mondo profondamente cambiato da questa terribile crisi.

Cinque anni prima delle vicende del gioco, però, la Overwatch affrontò una profonda e non ben definita spaccatura interna e i suoi eroi si dispersero, divenendo mercenari o proseguendo la propria opera in segreto. Il primo cinematic trailer ci mostra due bambini intenti a visitare un museo, che si trovano però coinvolti in uno scontro mortale fra Tracer e Winston contro Widowmaker e Reaper.

Dunque gli eroi (e i loro nemici) sono ancora vivi e attivi e hanno bisogno di nuove reclute per continuare la loro missione. Ma le domande aperte rimangono tante: che fine hanno fatto gli Omnix, di cui si sa ancora pochissimo? Sono stati sconfitti, o alcuni dei personaggi più “negativi” sono al soldo di questa razza di robot superiori? E cos’è rimasto davvero della Overwatch?

Nelle prossime settimane, assieme alle sempre più numerose notizie sulla beta, cercheremo di approfondire queste domande, addentrandoci anche nella storia dei personaggi di cui si conoscono più particolari, a partire ovviamente da quella di Tracer.