Overwatch: non si può essere bannati per “one-tricking”, ma attenzione…

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Dal recente ban ai danni di un famoso streamer OTP Torbjorn il panico dilaga fra le fila della community.
NO, non verrete bannati per essere dei One Trick Pony, miei cari Symmetra main, Torb main e Mercy main. Come molti di voi asseriscono, Blizzard ha creato tutti gli eroi perché possano essere giocati. Ma attenzione: come in qualunque gioco di squadra competitivo, e nella vita in generale, la tua libertà finisce quando inizia la mia. Prendiamo proprio il caso del succitato streamer: il giocatore è stato accusato di throware una partita in cui un altro giocatore ha pickato Torbjorn, e non volendo switchare per assecondare lo streamer, quest’ultimo ha iniziato appunto a rifiutarsi di collaborare col team.

Alla fine di tutto, il ban non è legato al suo giocare un determinato eroe, ma al suo comportamento tossico quando è impossibilitato a giocarlo.

“I report che hai ricevuto non sono a causa del fatto che tu giocassi un particolare eroe in competitive. Ci sono a causa del tuo rifiuto di cooperare con il resto del team, causando la sospensione del tuo gameplay distruttivo.”

Così scrive un GM al giocatore. Blizzard sta comunque esaminando entrambe le facce dei report e “pensando come questo tipo di situazioni danneggi giocatori specializzati e i loro compagni di squadra”, scrive Engen sul forum.

“Prendiamo entrambi gli aspetti del problema molto seriamente. Noi crediamo che i giocatori debbano poter scegliere i propri eroi preferiti, ma giocare come un team (il che include costruire una team composition efficace) è una parte fondamentale dell’esperienza di Overwatch. E’ un equilibrio delicato, e stiamo ancora lavorando sul perfezionarlo (e probabilmente lo faremo sempre.”

Engen continua poi:

“Se avete giocato ai giochi Blizzard da un po’, probabilmente ci avete sentito utilizzare la frase “Play nice; play fair”. E’ come un mantra nel campus di Blizzard, ed è un aspetto importante di come ci approcciamo a situazioni come questa. Le persone tendono a focalizzarsi sulla parte “play fair”, ma dimenticano la parte “play nice”. A volte ciò significa switchare se un compagno te lo chiede, e a volte significa lavorare attorno alla specializzazione del tuo compagno di squadra.”

Ovviamente è impossibile tracciare una linea marcata. Il diritto di giocare i propri eroi preferiti è sacrosanto, ma bisogna stare attenti a non danneggiare il team per proprio egoismo. Anche perché i tuoi compagni dovrebbero sapersi adattare se magari serve un tank e tu non sai giocare in quel ruolo, ma se tu ti rifiuti di collaborare perché qualcun altro (magari OTP come te) ti picka l’eroe per primo, allora il report te lo meriti.

Non c’è una soluzione unica al problema, e Blizzard sta lavorando duramente per rendere l’esperienza di gioco il più sana possibile. Nel mentre, non possiamo far altro che cercare di non metterci il carico anche noi. Quindi ragazzi, proprio come dicono alla Blizzard: play nice; play fair.

Fonte: Dot esports

Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.

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