Overwatch: cosa comporteranno i recenti nerf e il buff di Reaper?

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La nuova patch del PTR di Overwatch è online ormai da qualche giorno, e già vengono fuori le prime considerazioni in merito a questi nuovi cambiamenti.

La fine della GOATS?

La prima grande domanda che tutti si pongono è: sarà questa la fine del dominio incontrastato della famigerata GOATS, e delle comp “tank heavy” in generale? Ebbene, queste modifiche sono di certo un duro colpo per questo stile di gioco. In primo luogo, essendo l’armatura molto meno efficace contro armi con molto “spread damage” (tutte le armi che sparano tanti piccoli proiettili, in raffica o contemporaneamente), non si ha più la sensazione di star colpendo un muro, quando ci si trova davanti ad un tank a cui vengono fornite cure costanti.

In secondo luogo, il Rally di Brigitte ora deve essere utilizzato in momenti ben precisi, poiché la sua durata massima di 30 secondi lo rende inutile se attivato senza un buon motivo. Si passa quindi da una Ultimate abbastanza frustrante, che può stackare armatura tra un fight e l’altro, ad un’alternativa meno efficace della Soundbarrier di Lucìo o della Transcendence di Zenyatta.

Il terzo cambiamento imponente è il cooldown della Defensive Matrix di D.Va, che passa da 1 a 2 secondi. Un secondo in più potrebbe non sembrare una grande differenza, ma a pensarci meglio è un nerf abbastanza pesante. Il grande punto di forza di D.Va è infatti quello di poter completamente annullare alcune della abilità più potenti del gioco con una facilità disarmante (si pensi alle Ulti di Zarya, Pharah, Hanzo, Reaper, Ana, e chi più ne ha ne metta). Dopo questo nerf, una volta che la Matrice va giù si apre una finestra enorme in cui D.Va è semplicemente impotente e indifesa.

Questi tre nerf hanno tutti lo stesso scopo: fare in modo che quattro tank ammassati insieme con due healer alle spalle non risultino virtualmente immortali. Dopo mesi di stallo e con la Overwatch League alle porte, Blizzard si è decisa a prendere misure drastiche, e di sicuro questa sarà la fine del predominio della GOATS. Probabilmente su alcune mappe risulterà ancora l’alternativa migliore, ma il punto non è certo questo. L’importante è che là fuori ci siano dei counter efficaci, delle contromisure che possono essere prese per contrastare questo gigantesco bulldozer.

La resurrezione di Reaper… più o meno

Insieme a questa mole di nerf, Blizzard ha deciso di dare un aiutino ad uno degli anti-tank per eccellenza: il buon vecchio Reaper. Reaper ora si cura per il 50% del danno inflitto, non più del 30%, e la differenza si vede. Se pensiamo che una martellata di Reinhardt fa 75 danni, e che Reaper con un bodyshot ora arriva a recuperare fino a 70 HP (e di shotgun ne ha 2, per un totale di 140 HP al secondo), si prospettano tempi bui per i tank player. Senza contare il danno maggiorato che il nostro Reaper ora infligge all’armatura, dato il nerf di cui sopra.

Da questo punto di vista ora Reaper è un vero e proprio mostro, ma sappiamo bene che le vere criticità dell’Eroe risiedono altrove. Non è difficile immaginare che in ladder, soprattutto a rank bassi, dove la coordinazione e l’abilità meccanica media dei giocatori è relativamente inferiore, Reaper possa davvero dominare il meta, ma a livello professionistico? Il nostro edgelord preferito continua infatti ad essere lento e rumoroso, e nulla impedisce ad una buona Widowmaker di piantargli un pallottola in mezzo agli occhi. In uno scenario in cui Reaper sia così forte da essere un must pick a livelli professionistici, il rumore che sentite in lontananza sono i vari Fleta, LiNkzr e Pine che si sfregano le mani.

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Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.