Overwatch: Blizzard assembla uno “strike team” per abbattere la tossicità

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Da un po’ di tempo a questa parte quando si parla di Overwatch si torna costantemente sul tema tossicità, e al Blizzcon non è andata diversamente. Jeff Kaplan ha rilasciato alcune dichiarazioni a Kotaku riguardo l’argomento, e scopriamo dalle sue parole che Blizzard ha messo in piedi un vero e proprio “strike team”.

Kaplan ha dichiarato in passato che fare il tira e molla con la community cercando di tenere a bada i comportamenti tossici toglie tempo prezioso al team, che potrebbe essere impiegato in cose più produttive. Sempre Kaplan spiega che però rimuovere elementi tossici dalla community è altrettanto importante (se non di più) quanto bilanciare bene il gioco, sviluppare nuove mappe e nuovi eroi.

“Non stiamo qua con le teste nella sabbia. Voi siete preoccupati, e le vostre preoccupazioni sono ora una delle nostre principali priorità. Se ciò vuol dire che la cosa su cui dovremo concentrarci quanto abbiamo fatto per Moira e Blizzard World è la tossicità, allora lo faremo.”

Il nuovo “strike team” creato da Blizzard prevede un insieme di game designers, staff di supporto, analisti e un gruppo speciale chiamato “Risk”, che si occuperà di combattere cheating e hacking.

Al momento il team sta lavorando a soluzioni a corto, medio e lungo termine. Riguardo a lamentele riguardo al fatto che i giocatori reportati se la cavino troppo facilmente, Jeff risponde così:

“Stiamo iniziando ad agire meno in vista di silenziamenti e più verso le sospensioni. Se qualcuno si sta comportando male, semplicemente silenziarli può a volte convincerli a fare cose come throware partite o trollare in altri modi. Se continui a comportarti male, dovremo farti lasciare il gioco [permanentemente].”

Jeff ha anche parlato di un sistema di notifiche che avvisa il giocatore che sono state prese misure contro il giocatore che ha reportato, in modo che si abbiano prove tangibili che il sistema funzioni.

Per il lungo termine, lo “strike team” si sta adoperando per permettere al sistema di riconoscere frasi e parole solitamente associate al comportamento negativo.

Fonte: Kotaku

Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.

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