Opening Moves: ecco spiegata la pirate ship!

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L’Opening Moves di oggi prende ad esame una strategia largamente utilizzata nell’Overwatch League in questa settimana. La “pirate ship”, o “el presidente”, è una tattica adottata dalla quasi totalità dei team della Lega in attacco su Junkertown, e prevede l’impiego di Bastion, Orisa e Roadhog, principalmente.

Il piano è semplice: Bastion sale sul payload, protetto da Orisa. La mappa molto aperta rende la vita molto facile a Bastion in quella posizione, che può crivellare chiunque voglia accostarsi al payload. Ad evitare danni da parte delle dive comp abbiamo la combinazione Orisa-Roadhog, che utilizzando le rispettive abilità Halt! e Hook neutralizzano qualunque potenziale minaccia diretta all’Omnic appollaiato sul payload.

Grande esempio dell’esecuzione di questa strategia è il game disputato dai Dallas Fuel contro i Seoul Dynansty (vedi la prima kill su Miro appena mette il capoccione fuori). In particolare i Fuel (come anche altri team) hanno adottato una composition munita del duo WidowmakerHanzo. La prima può abusare delle zone sopraelevate poste attorno allo spawn, mentre il secondo può, oltre a causare ingenti danni al team avversario, utilizzare la sua Sonic Arrow per scoprire l’esatta posizione del team in difesa.

Una volta che Bastion si è piazzato sul payload è sicuro difficile schiodarlo, specialmente quando affiancato dai suoi due bodyguard, ma la rotta della nave pirata non è priva di intoppi.

“Generalmente i team rimangono bloccati intorno al secondo ponte, quando il payload viene portato nel chokepoint,” afferma Seagull, DPS dei Fuel. “Se Bastion decide di rimanere sul carro mentre questo gira attorno l’ultimo angolo, verrà sicuramente pickato perché il team avversario può trovarsi esattamente sopra di lui e completamente circondarlo. Quindi Bastion deve scendere dal carro in certi momenti per assicurarsi di poter sparare e non morire e basta.”

Una volta superate queste difficoltà, questa comp può mantenere il suo momentum anche nella seconda area della mappa, con Bastion che può essere una minaccia mortale sia sul payload che sull’high ground.

D’altra parte, è molto importante bloccare il team attaccante più a lungo possibile in queste due zone, dato che la terza è molto più facilmente difendibile. I Los Angeles Gladiators in questo hanno mostrato grande inventiva, variando spesso strategia e arrivando allo spawn-camping nei confronti degli Spitfire durante la preseason.

Il coach dei Gladiators però afferma che non sempre è una buona strategia essere imprevedibili in difesa, dato che gli avversari ad un certo punto avranno talmente tanta esperienza e ore di scrim su quella data mappa da aver visto qualunque strategia assurda e potervi reagire. Proprio per questo stanno lavorando a strategie stabili, che possano essere efficaci in ogni situazione.

Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.

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