Mike Morhaime: i loot boxes non sono gioco d’azzardo

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Recentemente nell’ambito dell’industria videoludica c’è chi si domanda se il sistema di loot boxes con ricompense randomiche adoperato da molti videogames (fra cui Overwatch) sia da considerarsi una forma di gioco d’azzardo.
Al cofondatore di Blizzard Mike Morhaime la questione è stata posta durante la Blizzcon da Game Informer. La risposta di Morhaime alla questione è stata che i loot boxes di Overwatch non rientrerebbero proprio nella discussione.
“Penso che non ci sia nulla di male nelle casse che ti danno oggetti randomici,” ha dichiarato Morhaime. “Penso che qualunque sia la controversia, non credo Overwatch ne faccia parte.”

I loot boxes sono finite nell’occhio del ciclone poiché spesso la gente è indotta a pagare per ottenerle, e ciò che vi si trova dentro non è certo, cosicchè una parte dei giocatori le considera gioco d’azzardo. Questo è anche il punto di vista del Governo cinese, che il primo maggio ha varato una legge che impone agli sviluppatori di rendere pubblico il drop rate degli oggetti nelle casse.
Da allora Blizzard ha reso noti i drop rate per tutte le regioni.
Da considerare comunque che il contenuto delle casse di Overwatch è puramente cosmetico, il che rimuove la componente “pay to play”, che è invece presente in diversi altri giochi che adottano sistemi simili.

Morhaime appunto afferma che il suo team ha evitato qualunque meccanica “pay for power”, e aggiunge che per essere considerato gioco d’azzardo dovrebbe potersi applicare una conversione in denaro reale dei contenuti delle box, cosa che non è effettivamente possibile.
Sappiamo tutti che anche tra i fan di Overwatch ci sono lamentele riguardo le casse, ma mamma Blizzard è qua per far felici i suoi pargoli, e sta infatti incrementando il numero di skin reperibili nelle casse base (quelle non legate ad eventi specifici). Per esempio, tutte le nuove skin che abbiamo visto al Blizzcon saranno in quelle casse.

Fonte:Dot esports

Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.

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