Los Angeles alla riscossa ma il 10 in pagella va al Torbjorn in attacco degli Outlaws!

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Per chiunque si trovasse ad osservare la classifica della Overwatch League in questo momento potrebbe facilmente notare che, oltre ai Boston ancora imbattuti e agli Excelsior ad inseguire, ci sono le 2 squadre della grande metropoli della west coast in terza e quarta posizione.
Il buon bottino incassato durante le prime due settimane permette ai Valiant di mantenere la posizione nonostante lo scivolone contro gli Outlaws, inaspettato ma non certo imprevedibile il 3 a 1 che sancisce una vittoria secca per i texani capaci da sempre di grandi vittorie e miserabili sconfitte, la costanza non è mai stata una loro qualità primaria.

Più scontato invece il 3 a 1 contro i Mayhem, sempre più indietro e ormai prossimi allo sprofondo, che consolida al terzo posto i nero verdi e li proietta direttamente alle fasi finali, un risultato già sfiorato e finalmente conquistato.
Subito sotto ci sono i cugini Gladiators, la loro partita contro gli Spitfire regala grandissime emozioni e si chiude al tie break con un successo che spinge ancora più indietro i loro avversari che ora navigano in cattive acque e sono ormai tagliati fuori per la lotta alle posizioni che contano.
Non paghi del risultato i viola ripetono contro gli Houston incapaci questa volta di arrestare la parte di L.A. che, in questo momento, appare più in forma. Ora tutto è nelle loro mani ed una vittoria contro i Florida potrebbe bastare per portarli a quel risultato solo sfiorato nella fase 2, proprio quella fase che ha ci ha fatto assistere al suicidio esportivo di questi ragazzi nelle ultime 2 partite.

La stabilità di Boston e New York

In cima invece ci sono sempre loro, gli Uprising. Certo queste partite erano le meno indicate per vederli cadere, i Dragons e i Fuel non oppongono praticamente resistenza e il bilancio finale dice 7 mappe vinte e una sola persa, cosa chiedere di più?

Non meno prestanti sono apparsi gli Excelsior, stessi risultati dei primi in classifica ma ottenuti contro avversari di ben altra caratura.
Gli Shock in  primis ci mettono tanto del loro per perdere una partita che avrebbe potuto avere esito ben diverso con un po’ più di organizzazione. Molto spesso una o più uccisioni in apertura di scontro non si sono poi concretizzate nella successiva conquista del punto, clamorosa ed iconica la tripla con autodistruzione di D.Va su Volskaya che non ha portato nemmeno alla conquista del primo terzo percentuale dell’obbiettivo.

La seconda invece ottenuta contro i Dynasty, distrutti per l’ennesima volta 4 a 0 dai loro diretti avversari, mai capaci di arginare gli Excelsior apparsi semplicemente troppo organizzati rispetto a chi, invece, sembra attuare tattiche sempre più suicide e che proprio non riesce ad avere un guizzo che gli permetta di uscire dalla mediocrità.

Seoul riesce, se non altro, a salvare un po’ la settimana con il successo contro i Fusion, un 3 a 2 che condanna i vice-campioni a restare inchiodati a metà classifica insieme ai coreani, laddove sembra che nessuno sia in grado di impensierire i Gladiators per quel quarto posto che vale moltissimo.

La “quasi” vittoria dei Dragons

Sempre i Philadelphia ottengono il loro unico successo contro i Dragons, un risultato che non meriterebbe menzione per chiunque non abbia visto la partita.
Un incredibile 3 a 2 in cui solo gli episodi hanno negato la prima gioia stagionale dei ragazzi cinesi e che ha fatto apparire i Fusion ancora più in difficoltà di quanto non fossero sembrati contro Dynasty.
Una sequela di errori più o meno grossolani e delle grandi giocate da parte di Shanghai (anche se sempre carenti a livello di coordinazione) hanno portato la partita fino a Oasi salvo poi vedere un secco 2 a zero che comunque non sminuisce i precedenti round.

Un ultima menzione va alla partita che vede Spitfire contrapposti a San Francisco. Non è chiaro se sia merito degli azzurri o demerito degli arancioni ma il verdetto è un secco 4 a 0 in favore degli inglesi che non risolleva le loro sorti ma di sicuro affossa quelle dei rivali che sono tagliati fuori dalla lotta per le finali a che devono sicuramente fare ammenda per aver buttato via troppe partite per una squadra che sembrava nata per concorrere in questo meta.

PAGELLE

  • 10 a Torbjorn in attacco: gli Houston contro i Valiant hanno deciso di schierare il piccolo omino svedese in attacco sul secondo punto di Numbani con torretta sul carico, scudo di Orisa e ignoranza a sacchi. Quei pochi minuti (che hanno avuto successo) ci hanno dimostrato che, se lo vuoi, tutto è possibile!
  • 9 a Jjonak: bravo Pine, grande Saebyeolbe, ma alla fine chi davvero sta sempre sopra le righe è lui, il più grande Zenyatta della lega deve un grande ringraziamento al team che lo protegge come un cocktail in discoteca, la sinergia di questo gruppo è la ragione del loro successo
  • 8 a Fissure: forse il più grande Winston della lega, sicuramente il più decisivo tra le fila dei Gladiators…
  • 7 a Ado: onestamente anche Diya e Geguri meriterebbero questo voto perchè individualmente sono stati monumentali contro i Fusion, peccato che la sinergia del gruppo sia ancora lontana altrimenti ci farebbero divertire molto più spesso.
  • 6 ai Valiant: una vittoria e una sconfitta che gli consegna le finali ma li fa apparire sempre e comunque troppo poco costanti, potrebbe essere un successo come un fiasco clamoroso
  • 5 agli Spitfire: la sconfitta contro L.A. li taglia fuori da tutto e poco conta il successo contro gli Shock, ormai è troppo poco e troppo tardi
  • 4 ai Fusion: stavano per regalare la prima gioia ai Dragons e si arrendono a Seoul, fatti questi che non conferiscono al team certo la gloria, in pratica questa giornata non hanno fatto nulla di buono e no, battere Shanghai non è una cosa buona perchè tutti noi ad Oasi ci stavamo credendo davvero in quella primo successo. Cattivi!
  • 3 a Fleta: perde malamente gli scontri diretti contro Pine e Libero, non è l’unico artefice della mazzata ricevuta ma non è stato all’altezza del suo compito, una sconfitta personale prima ancora che di squadra.
  • 2 a Fissure: … il più decisivo spesso anche in senso negativo, fa vincere le prime 2 mappe contro gli Houston ma poi decide che una vittoria facile non era di suo gradimento e li condanna nelle successive 2 per poi tornare a giocare con grande incisività nell’ultima. Come si suol dire: il Fissure da e il Fissure toglie.
  • 1 agli Shock: 2 sconfitte brutte arrivate più per errori tattici che per mera mancanza di capacità, la caratura dei loro avversari non li giustifica minimamente perchè, la sensazione, è che le qualità per vincere c’erano
  • 0 a Dallas: altra settimana altro caso umano, Effect va a riposarsi e abbandona la barca che affonda, non che lo si possa biasimare visto lo stress che si respira da quelle parti

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