Storia di Bastion: Nato per uccidere, Cresciuto per Amare!

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Costruito per uccidere, programmato per sterminare, il simbolo stesso della Crisi degli Omnic: l’automa d’assedio E54, nome in codice “Bastion”. Progettato nei laboratori SST e prodotto in massa dagli omnium ribelli, è stato l’unità da combattimento principale degli omnic durante la guerra. Nonostante fosse stato inizialmente progettato per mantenere l’ordine, il suo arsenale ha provocato milioni di vittime e devastato il mondo intero.

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In seguito alla creazione di Overwatch ed alla conseguente sconfitta degli omnium, tutte le unità Bastion sono state rastrellate e distrutte. Tutte a parte pochissimi esemplari, di cui uno in particolare ci è molto, molto familiare. Questo particolare robot fu gravemente danneggiato in una delle azioni finali del conflitto e rimase abbandonato ad arrugginirsi, alla mercé degli elementi.

Lentamente, il suo corpo fu coperto di radici e muschio, divenendo il nido di piccoli uccelli ed altri animali. Per anni restò dormiente, fin quando un giorno si riattivò all’improvviso. Cosa fece tornare alla vita quei circuiti deteriorati dal tempo è un mistero, ma quando Bastion si risvegliò, si ritrovò in un mondo profondamente cambiato. Per di più, cosa ancora più importante, i suoi protocolli di combattimento erano disattivati. In parole povere, per la prima volta nella sua esistenza, questo robot sperduto non aveva uno scopo, ma disponeva di libero arbitrio.

Fu così che prese a vagare per il mondo, incuriosito dalla natura e dalle creature che lo popolano. Il suo unico scopo divenne, appunto, trovare uno scopo. Purtroppo, però, gli umani non dimenticarono mai il dolore e la devastazione portati dalle unità Bastion durante la guerra e, nonostante la sua indole pacifica, il nostro Bastion si è per questo spesso ritrovato a dover fronteggiare aggressioni.
In questi casi, tutta la sua terribile potenza combattiva si riattiva, proteggendolo da chiunque tentasse di assalirlo o distoglierlo dai suoi viaggi. Col tempo, ha imparato a stare lontano dalla civiltà, immergendosi sempre di più in quella natura selvaggia che tanto ha imparato ad amare.

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La storia di Bastion è una delle più dolci ed affascinanti dell’attuale lore di Overwatch: questo robot, creato per dispensare morte, che si ritrova ad adorare la vita, complice una innocenza ritrovata grazie alla disattivazione del suo programma di combattimento.

Alla luce anche di quanto abbiamo visto ieri sulla dottrina degli Shambali, la domanda che sorge spontanea è: gli omnic hanno davvero un’anima? Sono solo macchine, oppure rappresentano una forma di vita meccanica a tutti gli effetti, capace di provare sentimenti?

Sicuramente, sarà uno dei temi principali delle future pubblicazioni Blizzard che ci racconteranno la storia dietro il gioco, a partire dalla graphic novel attesa per quest’anno che, guarda un po’, si intitolerà proprio “La Crisi degli Omnic”. Quello della possibilità di vita artificiale è un interrogativo tipico della fantascienza classica ed è, a mio parere, una splendida opportunità narrativa per l’ambientazione di Overwatch, che si fa, di news in news, sempre più bella ed interessante.

E voi cosa ne pensate? Gli omnic sono creature viventi come noi, o semplici robot?