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La rinascita dei Philadelphia Fusion nello Stage 2

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Con la ventata d’aria fresca portata dal nuovo meta in contemporanea all’inizo dello stage 2, gli equilibri nella Lega si sono leggermente spostati. In particolare i Philadelphia Fusion sono passati da “team da tenere d’occhio” a “forza della natura”.
Da cosa ha origine questo miglioramento? Il fattore più influente è, senza dubbio, l’assenza di Mercy. Entriamo più nel dettaglio: come sappiamo i Fusion sono un misto di giocatori provenienti da un sacco di nazioni diverse, alcuni veterani degli Overwatch Contenders, altri completamente nuovi all’ambiente competitivo.

La cosa che accomuna tutti questi ragazzi, è che si sono fatti le ossa prima del Mercy meta, ovvero quando era la dive comp pura a dominare. Fragi è conosciuto come un tank molto aggressivo, ma proprio lui era sembrato l’anello debole del team fino ad ora, o comunque aveva offerto prestazioni sottotono rispetto a quelle dei compagni.
Questo perchè, analizzando il suo stile di gioco, notiamo come sia lui generalmente ad iniziare i fight, portando il suo Winston molto in profondità nella backline nemica, in cerca di Zenyatta. Il problema è che la cura al secondo fornita da Mercy è esattamente uguale al danno al secondo inferto dal Tesla Cannon di Winston. Ovviamente se Zenyatta rimane vivo al primo assalto, Winston viene sciolto come burro.
Ora la musica è cambiata, e il buon Fragi può finalmente fare il suo lavoro, e con ottimi risultati.

Parliamo poi della nuova aggiunta, Eqo. Una grande sorpresa come il giovanissimo player non faccia avvertire la mancanza del suo collega ShaDowBurn. Il giocatore israeliano è comparso davvero poco sulla scena competitiva prima d’ora: lo ricordiamo per una piccola parantesi nel Team Complexity prima del suo scioglimento, e per la partecipazione alle qualificazioni della Overwatch World Cup 2017 con la Nazionale Israeliana.
Il coach Yann “Kirby” Luu afferma che il ragazzo abbia sostenuto il provino performando nettamente meglio rispetto  a suoi colleghi molto più esperti. Con una difficile storia personale alle spalle ma un luminoso futuro davanti a sé, Eqo promette di diventare una delle punte di diamante della formazione in arancio.

Non sono cambiati di molto invece i numeri di Carpe, ma c’è anche da dire che non è proprio semplice fare meglio di così. Per uno che detiene già il record di K:D della Lega (53:9), e che detiene 4 dei migliori K:D su 20 mai messi a segno in tutta la competizione, probabilmente il meta non conta molto.
Questi talenti finalmente possono seguire Fragi nel suo dive, con l’aiuto del Lucìo di Neptuno riescono infatti a tenere il passo del proprio tank e a sfruttarne l’impeto per finire i support e i DPS avversari.
In particolare lo Swift Strike di Eqo è un’arma micidiale, che resettato ad ogni kill, genera nuove potenziali kill.

Ebbene, la scalata dei Fusion è appena cominciata, e noi ci aspettiamo di vederli combattere molto presto nei playoff insieme alle coreane.


La rinascita dei Philadelphia Fusion nello Stage 2
Roberto "Robertstein" Venezia

Diplomato al Liceo Classico, è ora studente di Game Programming presso Event Horizon School a Padova. Appassionato di videogames, cinema, libri e fumetti, ha l'obiettivo di promuovere gli esport in Italia.

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