Il parere di DragonEddy sul meta, la scena europea (e quella US) e la sua prossima avventura con i Boston!

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Il celebre Edmondo “DragonEddy” Cerini si prepara ad affrontare la sua prima stagione di Contenders Nordamericano, l’italiano è stato infatti messo sotto contratto dall’academy dei Boston Uprising, una delle squadre protagoniste nella bellissima Overwatch League.

A pochi giorni dalla partenza abbiamo avuto l’occasione di scambiare opinioni e pareri sul futuro di Overwatch proprio con il tank più seguito della scena italiana, che ha risposto con entusiasmo e precisione sia riguardo la situazione della sua carriera esportiva, sia parlando del gioco e delle forze in campo attualmente disponibili nel meta.

Ciao Eddy, e ben ritrovato su Powned! Prima domanda a brucia pelo: cosa ti passa per la testa prima della partenza verso Boston? 

Bhè che dire, sono estremamente eccitato per questo passaggio che mi porterà negli Stati Uniti e nell’Academy di Boston, una delle squadre che ha mandato più giocatori in assoluto dal Contenders all’Overwatch League. 

Per arrivare a Boston ne è passata di “acqua sotto ai ponti”…vogliamo ripercorrere velocemente la tua entusiasmante carriera? 

Gioco ad Overwatch dall’open beta e dal lontano Maggio 2016, per i primi anni ho giocato solamente for fun (anche se ero spesso nelle classifiche Top) ma con il torneo contest organizzato da Samsung sono entrato per la prima volta all’interno della scena competitiva italiana. Da quel momento in poi è infatti iniziata la mia lunga esperienza in Samsung Morning Stars fino al Dicembre 2019 quando ho annunciato il mio passaggio a Boston.  Nella mia carriera ho giocato due contenders ed insieme ai Morning Stars siamo riusciti a vincere molti importanti tornei giocati in diverse nazioni d’Europa. 

C’è anche stata una “lunga” parentesi con la Nazionale non è vero? 

Ho avuto l’onore e l’onere di rappresentare insieme ai miei compagni l’Italia sia ai mondiali del 2018 (giocato a Parigi) sia in quelli del 2019 quando, in California durante la Blizzcon, siamo giunti secondi nel group stage perdendo contro la Svezia. Nel 2018 riuscii anche a togliermi la soddisfazione di ricevere il riconoscimento come miglior giocatore per stats dell’intera competizione per il sito Winston’s Lab stats.

Ora che sei pronto per avventurarti in un nuovo campionato (probabilmente il migliore, subito dopo l’OWL, NDR), cosa pensi della scena esports di Overwatch? 

Penso che sia cambiata moltissimo e che rispetto all’inizio tutti i tornei siano ormai monopolizzati da Blizzard: questa è un’arma a doppio taglio nel senso che se da un lato è positivo che il controllo dell’intera scena sia nelle mani degli stessi organizzatori, dall’altro è un peccato perché sono andate perse tantissime opportunità che prima erano a disposizione per i nuovi giocatori. Senza più tutti quei tornei che su scala nazionale ed internazionale venivano organizzati da soggetti esterni a Blizzard è venuta meno anche la possibilità per molti di mettersi in luce e di mostrare le proprie capacità.  
In questo senso anche il tier 2 (il Contenders, ndr) andrebbe in qualche modo rivisto secondo me, con un maggiore incentivo da parte di Blizzard e con una maggiore visibilità garantita a tutta quella che è la scena competitiva del gioco. Sono invece contento del fatto che la OWL diventerà ufficialmente un campionato mondiale, con trasferte in ogni angolo del pianeta (Europa compresa), anche se spero con tutto me stesso che questo calendario più serrato e faticoso (dal punto di vista dei viaggi) non vada a peggiorare le già delicate situazioni di Burnout e di forte stress che hanno purtroppo colpito alcuni giocatori colleghi negli anni passati.

In merito a questo, credi che la scena europea sia cambiata in questi ultimi anni? Come vedi Overwatch nel vecchio continente? 

La scena europea rischia seriamente di morire, con moltissimi player che come me sono stati ormai assorbiti dalla regione nordamericana in cui militano tanti dei migliori giocatori del mondo. Anche vincere il Contenders, che dovrebbe essere la cosa migliore per una realtà continentale non impegnata nella OWL, sembra che non sia abbastanza sufficiente a garantire uno scouting o un passaggio nella Lega maggiore.  In passato ho avuto modo di confrontarmi sia con gli HSL Esports (team italiano vincitore del Contenders nel 2019) che con gli Angry Titans (anche loro vincitori durante la season 1 2019), ed in entrambi i casi abbiamo notato come la vittoria di un campionato non abbia poi garantito quella visibilità e quel famoso “passaggio” che dovrebbe portare i migliori del “Tier 2” ad atterrare nel “Tier 1”.  Purtroppo, rispetto a come viene interpretato in America, Overwatch in Europa sembra più un side game: negli Stati Uniti c’è invece moltissimo interesse nella scena e questo alimenta un circuito che per forza di cose garantisce maggiormente, quando meritato, il passaggio in OWL. 

Ora tu questa scena statunitense la potrai finalmente assaggiare personalmente, una soddisfazione che immagino sia incredibilmente forte, specie se si pensa che sei il primo italiano di Overwatch a sbarcare negli Stati Uniti. Cosa pensi del tuo nuovo team? Hai avuto modo di conoscere già qualcuno? 

Certo, ho conosciuto i due coach dell’Academy e sono davvero entusiasta di come stanno lavorando; sul fronte player invece, sono molto affascinato dal talento di ognuno dei miei compagni di squadra, tutti giocatori con cui sarà davvero un piacere lavorare nei mesi a venire. Tutti loro sono dei talenti assolutamente nuovi per la scena, quindi sto scoprendo progressivamente tutte le loro capacità…in questo senso, il “vecchietto” del team sono proprio io. In generale comunque non vedo l’ora di partire, e di sfidare, una volta superati i Trials (che inizieranno il prossimo 24 Febbraio, ndr), l’Academy di Atlanta, secondo me una delle squadre più interessanti da seguire tra quelle protagoniste della prossima stagione del Contenders.

Sei stato assolutamente chiaro. Vorremmo chiederti un ultimo rapido pensiero sulla situazione del gioco, e sul cosa pensa DragonEddy della tanto discussa questione “Meta”. 

Sicuramente l’ultimo meta che è rimasto a lungo, troppo a lungo, è stato il Goats: stressante per molti giocatori (andava modificato prima) e spesso caotico e poco chiaro per gli spettatori. Se da un lato è stato certamente anche un meta che richiedeva skill, team working e sinergia tra i giocatori, dall’altro è pur vero che è un bene che Blizzard lo abbia spazzato via dal competitivo, con la certezza che un’eventualità simile non si ripresenterà in futuro. Sono contento che i devs abbiano deciso di optare per dei bilanciamenti più repentini e frequenti, e lo sono ancor di più per il fatto che abbiano finalmente iniziato ad ascoltare i feedback della community. 

Ultima domanda a cui vorremmo una risposta secca: l’Hero Ban per la OWL ti piace come idea?

Si certo, in questo modo avremo sempre un meta (ed un gioco) più fresco e dinamico.

Per chi volesse approfondire, ecco l’opinione del nostro Eddy sull’argomento:

Eddy, ti ringraziamo per questa intervista. Cosa vuoi dire ai tuoi tifosi prima di salutarci?

Mi piacerebbe ringraziarli per tutto il supporto e le manifestazioni di stima e di affetto che mi hanno espresso in questi anni. Spero che continuerete a seguirmi anche in questa nuova importante avventura della mia vita che sarà certamente diversa dalle precedenti. 

Buona fortuna a Boston Dragoneddy! Aspettiamo tutti con ansia il “parere di Eddy” alla fine della prima sfida nei Trials! 

Grazie a tutti! Assolutamente si Stak, al prossimo aggiornamento! 

Contatti:

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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