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Il Dipartimento di Giustizia USA sta investigando sulla Overwatch League

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Alcuni tra i maggiori siti internazionali di esports riportano la notizia dell’avvenuta apertura delle indagini del Dipartimento di Giustizia USA riguardo ad alcune presunte irregolarità all’interno della Overwatch League.

In particolare sembra che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (da ora in avanti semplicemente DOJ) abbia aperto un’inchiesta legata all’antitrust riguardo la gestione di Activision Blizzard sulla Lega, sia sulla politica del soft salary cap (ovvero un “limite” vero e proprio alle spese a cui le squadre della OWL devono sottostare), sia sulla tassa definita competitive balance (che devono pagare tutti i team che sfondano il “cap”, o il limite, alle spese) che sulla mancanza di un vero e proprio sindacato dei giocatori.

L’inchiesta, scoperta dagli attentissimi colleghi di Dot Esports, è guidata dall’avvocato statunitense Kathleen Simpson Kiernan (funzionario della divisione antitrust del DOJ a Washington), e sembra che si sia già sviluppata con numerose testimonianze di svariati dipendenti della Overwatch League (sia del passato che del presente).

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La questione ruoterebbe in particolare attorno alla tassa “competitive balance”, che come accennato prima viene pagata da tutti i team che sfondano il tetto di 1.6 milioni di Dollari l’anno da distribuire ai propri giocatori (questo “cap”, per renderla davvero semplice, serve ad evitare che i team più ricchi siano eccessivamente avvantaggiati sugli altri nell’ingaggiare i giocatori): nel momento in cui “sforano”, queste squadre pagano una multa, che poi viene equamente distribuita da Activision tra le squadre che hanno invece rispettato il tetto ai salari.

Inoltre, pare che il Dipartimento di Giustizia sia molto interessato anche alla mancanza di un sindacato dei giocatori nella Lega, “assenza” che non garantirebbe al campionato di Overwatch di godere di benefici invece concessi ad altre leghe come la NBA o la NFL, e che costringerebbe l’antitrust ad indagare considerata l’assenza di dei veri e propri accordi tra giocatori e “datori di lavoro”. Dal canto suo, Blizzard si è detta assolutamente tranquilla, ed ha messo a totale disposizione i suoi funzionari al Dipartimento.

In merito, la nota azienda ha dichiarato: “Offriamo un intrattenimento epico ai nostri fan, e supportiamo tutti i nostri giocatori e le nostre squadre nello svolgimento e nello sviluppo dei campionati di eSport più competitivi e divertenti al mondo“.

Non appena disponibili, provvederemo a pubblicare nuovi e più interessanti dettagli.

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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