Grandi novità per la seconda stagione della Overwatch League

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Dopo la presentazione ufficiale delle otto nuove franchigie che avevamo atteso per molto tempo, poche ore fa sono state svelate anche le diverse novità riguardanti la futura stagione della competizione di punta di Overwatch.

Il 14 Febbraio prossimo assisteremo ad un campionato in parte rinnovato ma con l’idea di espandersi e raggiungere chiunque nel mondo. Si giocherà dal giovedì alla domenica con orari molto più variegati per permettere a tutti i fans di assistere almeno ad una partita della loro squadra del cuore.

  • Giovedì e Venerdì si giocherà a questi orari: 1:00, 2:30, 4:00, 5:30 (orari italiani)
  • Sabato e Domenica: 21:00, 22:30, 00:00, 1:30 (orari italiani)

Una delle idee che continuano ad essere ripetute è quella di squadre itineranti che si spostano di città in città, negli stadi avversari, esportando Overwatch nei vari Paesi del mondo, allo stesso modo degli sport tradizionali come il calcio. Ovviamente non tutte le franchigie hanno avuto modo di preparare la propria arena e questo ha portato a far slittare il programma ad una ipotetica stagione 2020. Ora, però, il commissario della OWL Nate Nanzer ha dichiarato che ci saranno dei primi Road Games, dei giochi volutamente pensati per iniziare a lasciarsi alle spalle la Blizzard Arena.
“La cosa più importante a cui stiamo lavorando, ed è tutto quello che rimugino prima di andare a dormire oltre che la prima cosa a cui penso quando mi alzo la mattina, è portare i nostri team nei loro mercati nazionali per vederli giocare in uno stadio domestico” ha rivelato durante l’ultima intervista.
La seconda stagione rappresenterà quindi il “primo passo del viaggio” con una manciata di partite che si svolgeranno nelle arene già pronte; maggiori dettagli verranno però svelati nel prossimo futuro.

Con venti team all’attivo, per ovvio di cose, la competizione riduce il carico di match che ogni squadra dovrà affrontare. Dai quaranta della stagione passata si scenderà a sole ventotto sfide, senza però contare quelle dei playoff di fase e di fine stagione. Ogni team dovrà quindi preparare un solo match a settimana, alleggerendo di conseguenza la mole di allenamenti che tanto aveva fatto scalpore lo scorso anno. Basti pensare al burnout del team cinese degli Shanghai Dragons o ai numerosi allenatori e giocatori, tra cui alcune star come Kim “Pine” Do-hyeon dei New York Excelsior, che hanno dovuto prendersi una pausa da estenuanti allenamenti e orari di gioco. Alla fine della stagione, inoltre, grandi nomi come Brandon “Seagull” Larned, Heo “Gambler” Jin-woo e Ted “Silkthread” Wang hanno persino annunciato il loro ritiro.

Per approfondire vedi: Il roster degli Shanghai Dragons potrebbe essere vittima di burnout

“Volevamo davvero assicurarci che i giocatori avessero più pause durante la stagione” ha dichiarato Nanzer, sottolineando che gli organizzatori hanno speso molto tempo per ottenere feedback dai team dopo la conclusione della stagione inaugurale. “È qualcosa che, coerentemente alla nostra filosofia sportiva, abbiamo ascoltato e stiamo cercando di mettere in pratica. Volevamo essere sicuri che avessero l’opportunità di riposare, ma anche di lavorare a nuove strategie contro i propri avversari. Quindi creeremo sicuramente più momenti di riposo.”

Per finire è stato specificato che questa volta saranno otto i team ad accedere ai playoff, i primi sei saranno automaticamente ammessi mentre i due posti rimanenti se li giocheranno i team che si piazzeranno dalla settima alla dodicesima posizione. Nei quarti di finale la vittoria verrà consegnata a chi porterà a casa tre mappe mentre dalle semifinali si dovrà raggiungere quota quattro, portando la sfida ad un livello maggiore.

Per ulteriori aggiornamenti continuate a seguirci. La Overwatch League si fa sempre più interessante.

Tommaso "Tom Garland" Franchin

Classe 1989 sono un viaggiatore, videomaker, videogiocatore e scrittore per passione. Laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo all'Università di Padova tento di inseguire il mio sogno di lavorare per l'arte, visiva o poetica che sia.